Squadra che vince non si cambia. Probabilmente è stato questo il pensiero dei soci dell’Unione industrie dentali italiane (Unidi) che hanno riconfermato, durante l’assemblea elettiva di giugno, Mauro Matteuzzi alla presidenza, oltre al vecchio consiglio direttivo.
Mauro Matteuzzi si appresta a vivere il suo terzo mandato alla guida dell’associazione: nel 2000 la sua prima esperienza.
Nella doppia veste di politico e imprenditore (è presidente di un’azienda italiana che produce materiale per implantologia) siamo andati a sentirlo, alla vigilia della seconda edizione romana di Expodental.
Dottor Matteuzzi, tracci un bilancio di questi due anni di mandato appena trascorsi, con qualche anticipazione sul lavoro futuro.
Sul fronte del mercato questi due anni sono stati condizionati dalla crisi economica che ha investito tutti i settori del nostro Paese. L’industria dentale sembra aver retto meglio di altri comparti, ma gli effetti si fanno ancora sentire, anche se il peggio sembra essere passato.
Sul fronte associativo il mandato appena trascorso è sicuramente stato caratterizzato dalla decisione di abbandonare Milano, sede storica dell’Expodental, a favore di Roma.
E devo dire che la prima edizione romana si è rivelata un grande successo: per me e per l’intero consiglio direttivo ha rappresentato la giusta ricompensa per la coraggiosa scelta fatta a inizio mandato.
Hanno sicuramente contribuito al successo i punti di forza dell’associazione, a partire dai rapporti di collaborazione attivati con le principali associazioni professionali del settore, che risultano oggi ulteriormente sviluppati e rafforzati.
Grazie a questa attività, infatti, abbiamo potuto proporre un programma culturale importante, che dimostra come Expodental non sia solo una mostra merceologica, ma un appuntamento a 360°, dove la merceologia fa tutt’uno con l’aggiornamento scientifico e tecnologico.
Durante la presentazione a Rimini della vostra annuale ricerca sul mercato odontoiatrico sono stati evidenziati i primi segnali di ripresa. Pensa che il peggio sia passato?
Come dicevo, in linea generale possiamo affermare che il settore dentale ha risentito un po’ meno, rispetto ad altri, della congiuntura negativa dell’economia mondiale degli ultimi anni.
Tuttavia, non si può negare che molte delle imprese dentali italiane abbiano sofferto e, ancora oggi, incontrino varie difficoltà.
Le più colpite sono senz’altro quelle che operano nell’ambito delle attrezzature e, in particolare, del comparto odontotecnico.
Sembrerebbe, però, che il peggio sia passato e sono innegabili i primi segnali di ripresa.
Questo lo si è visto anche a Rimini, dove si è respirata un’aria di ottimismo generale.
Come Unidi, da sempre, cercate di sostenere le aziende italiane che vogliono entrare in mercati emergenti. Un made in Italy apprezzato?
Sì, il made in Italy è ancora molto apprezzato e questo è evidente soprattutto dalla numerosa affluenza ai workshop che organizziamo all’estero, con l’intento di favorire l’incontro tra la nostra industria e gli operatori locali, i potenziali buyer.
Nel corso del 2010 ci siamo concentrati sui mercati del Medio Oriente. In generale, grazie anche al supporto del ministero dello Sviluppo economico, e degli eventi che chiamiamo “Expodental all’estero”, riusciamo a offrire un reale sostegno alle imprese associate che vogliono accedere a mercati emergenti, che si confermano di interesse per il nostro settore.
Sempre a Rimini, si è parlato di ridare vita al “tavolo del dentale”. Pensate che finalmente i tempi per una politica di comparto siano maturi?
Sarà fondamentale poter contare su un comparto che operi con obiettivi condivisi e comuni. Questo è certamente un progetto che dovrà coinvolgere tutte le associazioni, che ci sfida verso un così importante traguardo.
Personalmente sono fiducioso e, per altro, sono già in contatto con alcune associazioni vicine a Unidi.
I lavori sono in corso e l’impegno è garantito: dobbiamo essere concreti e decisi per non perdere quest’occasione preziosa.
Ormai siamo alla vigilia dell’Expodental.
Dopo il successo dell’edizione dell’anno scorso, quali saranno le novità e quali invece le conferme?
La conferma è senz’altro la location, i padiglioni e l’Expodental Forum, che nel 2009 ha superato i 1300 iscritti e che a oggi ne conta già oltre 1400.
Le novità sono rappresentate sicuramente da una migliore logistica, favorita anche dagli orari di apertura e chiusura un po’ più “tradizionali”, da una migliore segnaletica, da un’offerta più articolata, sia per l’espositore sia per il visitatore.
Il tutto pensato per fare di Expodental una vera e propria “esperienza” da ricordare e da replicare di anno in anno.
Quindi un Expodental che sia anche un momento “esperienziale”. Ci spiega che cosa intendete?
Credo che Expodental si sia trasformato in “evento”, prevedendo un’offerta composta di diversi elementi che contribuiscono, appunto, a fare dell’appuntamento annuale in fiera una vera e propria “esperienza”.
Questo sarà, d’altra parte, il nostro obiettivo per il prossimo triennio.
Dopo tanti anni, gli approfondimenti politici tornano in Expodental con la mattinata di studio dedicata ai fondi integrativi. Crede che Expodental possa diventare anche il luogo dove le varie anime del settore si possano confrontare, non solo su temi culturali?
Expodental è di fatto una location nella quale si cerca di incrociare in modo produttivo le opinioni delle più significative componenti del dentale su tematiche non solo culturali.
Anche per questo abbiamo ritenuto interessante proporre un evento che facesse il punto sul futuro dell’odontoiatria, dal punto di vista non solo clinico, ma anche, mi passi il termine, economico-gestionale-organizzativo.
Insomma, un modo per cercare di guardare al futuro del comparto.
Trovo che, oggi, il settore abbia una grande fortuna: quella di contare sulla presenza, a livello istituzionale, di una autorità, il professor Enrico Gherlone, che sarà anche a Expodental.
Membro del Consiglio Superiore di Sanità, Gherlone è referente per il settore odontoiatrico presso il ministero della Salute.
GdO 2010;12
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