HOME - Cronaca
 
 
12 Luglio 2012

Dal Censis il punto sulla sanità integrativa

Fotografia dei fondi, un universo molto composito

di Norberto Maccagno


collicellicollicelli

Nell'intervista del vice direttore del Censis, Carla Collicelli, che abbiamo pubblicato sul GdO 5;2012 (pagg. 2-3) era emersa con forza la necessità di compensare la riduzione dell'assistenza del Servizio sanitario nazionale causata dai tagli alla spesa con servizi offerti dalla sanità integrativa. Tagli alla spesa pubblica che hanno penalizzato gli investimenti, costringendo 9 milioni di italiani a non curarsi. E proprio la sanità integrativa è stata protagonista durante il Welfare Day in cui il Censis ha presentato una propria indagine che ne ha tracciato il ruolo nel Ssn.
Secondo quanto emerge, la spesa pubblica è in flessione, mentre cresce quella privata (+25,5% negli ultimi tre anni), con la conseguenza che chi non può pagare di tasca propria medici e analisi rinuncia alle prestazioni.
E a determinare questo crollo verticale del ritmo di crescita della spesa pubblica sono principalmente piani di rientro e spending review, spiegano dal Censis. Tanto che si è passati da un tasso di incremento medio annuo del 6% nel periodo 2000-2007 al +2,3% del periodo 2008-2010.
La flessione si registra soprattutto nelle regioni con piano di rientro, dove si è passati dal +6,2% all'anno nel periodo 2000-2007 a meno dell'1% di crescita media annua nel periodo 2008-2010. La spesa sanitaria privata invece è aumentata più che nel periodo pre-crisi: +2,2% medio annuo nel periodo 2000-2007 e +2,3% negli anni 2008-2010 (l'incremento complessivo nel periodo 2000-2010 è stato del 25,5%).

Sanità integrativa
Ma al di là di questi risultati, la ricerca del Censis ha provato a fotografare, dopo alcuni anni, la sanità complementare: un universo composto da centinaia di Fondi integrativi, che vanno a beneficio di oltre 11 milioni di assistiti e svolgono un ruolo sostitutivo, colmando in certi casi i vuoti dell'offerta pubblica italiana.

Ma quali sono le motivazioni che portano alla scelta di pagare di tasca propria le visite mediche, gli accertamenti diagnostici e i ricoveri, rivolgendosi all'assistenza sanitaria a pagamento?
"In generale" aveva raccontato la Collicelli nel corso dell'intervista "il ricorso a prestazioni e servizi sanitari a pagamento dipende da un mix di fattori, tra cui i più importanti sono lo stato dell'offerta pubblica (di fronte a un deficit di servizio pubblico, è logico attendersi un incremento del ricorso al privato e, dunque, della spesa out of pocket), il livello dell'efficienza pubblica (se l'offerta pubblica esistente è inefficiente, è naturale attendersi un incremento del consumo privato), e le attitudini, le propensioni e le preferenze per il privato a pagamento di per sé (ovvero aspetti soggettivi dell'utenza, come la preferenza per un maggior comfort, la richiesta di prestazioni personalizzate o di una specifica équipe medica e così via)."

"È chiaro" sono ancora le parole del vice direttore del Censis, "che la spesa privata è indotta da un'articolazione delle motivazioni molto ampia in cui, agli estremi, si collocano, da una parte, i soggetti che scelgono liberamente di rivolgersi al privato, in cerca di trattamenti personalizzati e di maggiore qualità, dall'altra, le persone che ricorrono a prestazioni private per iniquità o lentezze nelle modalità di accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie".
"Relativamente a quest'ultimo punto, i dati di ricerche da noi condotte evidenziano come sia alta la quota di cittadini che sceglie di rivolgersi al mercato privato delle prestazioni e dei servizi sanitari per ragioni legate alla lunghezza delle liste di attesa. I deficit dell'offerta pubblica con riferimento a questi aspetti, soprattutto per quanto riguarda gli accertamenti diagnostici e le visite mediche specialistiche, rappresentano una delle principali motivazioni per le quali gli italiani scelgono di pagare per intero le varie prestazioni sanitarie."

Dal Censis il punto sui fondi
Ma cosa ha rilevato questa volta l'istituto di ricerca sui fondi? Innanzitutto va detto che i fondi possono essere suddivisi per tipo di prestazioni erogate: quelli che offrono prestazioni a integrazione di quanto erogato dal Ssn, che per lo più non vengono del tutto offerte dal servizio pubblico, come le prestazioni odontoiatriche, quelli che propongono prestazioni complementari, come per esempio il rimborso del ticket, dei medicinali, delle protesi ortopediche, e così via, e quelli che offrono prestazioni sostitutive, fornite in alternativa a quelle già erogate dal Servizio sanitario nazionale, come, per esempio, ricovero ospedaliero, interventi vari e così via.

I dati
Dai dati presentati, riferiti al 2010, il 66% delle prestazioni rimborsate e oltre l'89% del totale dei sinistri fanno riferimento a prestazioni che vanno dalle cure odontoiatriche all'assistenza infermieristica, alla fisioterapia, al check-up e alla prevenzione.
È al Nord-Est che la quota di prestazioni assume il valore più alto di frequenza, collocandosi al di sopra del 69%. Il fenomeno è presente pure nelle regioni senza Piano di rientro, rispetto a quelle in Piano di rientro.
Ma i Fondi non si possono suddividere solo per tipologia di prestazioni erogate, ma anche tra quelli Aziendali, quelli legati ai Contratti nazionali di lavoro, quelli a gestione assicurata e quelli a gestione auto-assicurata.
Dal punto di vista dei soggetti coperti, spiega il Censis, si può dire che se i Fondi contrattuali (Ccnl) coprono una quota statisticamente particolarmente elevata del totale degli assistiti dei Fondi coinvolti nella ricerca, i Fondi aziendali mostrano una maggiore articolazione per età e per tipo di inquadramento degli assistiti.
Diversificazione che si collega anche a una maggiore flessibilità e a una maggiore ampiezza di assistiti, con il coinvolgimento dei nuclei familiari e, al loro interno, dei membri più vulnerabili, dai minori agli anziani. Si tratta in questo senso di un valore aggiunto, che costituisce un requisito importante. In termini, invece, di macrotipologie di prestazioni, i Fondi aziendali coprono di più quelle di tipo integrativo e complementare, mentre i Fondi contrattuali sono più coinvolti dalla copertura di prestazioni sostitutive, anche se spesso hanno incluso alcune prestazioni odontoiatriche di base.

Prestazioni frequenti e ad alta intensità
In merito poi alla distinzione tra prestazioni frequenti e prestazioni ad alta intensità, nei Fondi aziendali la quota di importi richiesti per prestazioni di frequenza rispetto al totale è superiore alla quota relativa ai Fondi Ccnl. Ciò significa che questi ultimi sono relativamente più impegnati nella copertura delle prestazioni cosiddette di rischio.
Per quanto riguarda le differenze tra Fondi auto-assicurati e a gestione assicurativa, il Censis rileva che i primi hanno complessivamente meno assistiti, ma risultano molto più articolati quanto a tipo di inquadramento e distribuzione per età, con una cospicua presenza di giovani e anziani.

I Fondi auto-assicurati, rispetto a quelli a gestione assicurata, sono anche maggiormente impegnati nella copertura di prestazioni di tipo integrativo e complementare e di quelle di frequenza, mostrando, quindi, in sostanza una modalità operativa più flessibile, più articolata e più estesa.

Conclusioni
Ricapitolando i dati, quanto alle tipologie, emerge che in quelli aziendali (quasi il 69%) è più alta la quota relativa alle prestazioni di frequenza rispetto a quelli Ccnl (63%). Rispetto al tipo di gestione, invece, risulta che i Fondi assicurati hanno ricevuto una richiesta di rimborsi relativi a prestazioni di frequenza pari a oltre il 57%, contro a oltre il 73,5% di quelli auto-assicurati.

Leggi anche:
-I fondi integrativi: la situazione attuale

 
 

Gdo 2012;8:4-5

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

L’odontoiatria privata fa i conti con i tagli del SSN che spingono i pazienti a fare scelte


Dal Workshop di Cernobbio dati positivi da CENSIS ed ANDI, ma i problemi non sono superati


 
 

Sono 12,2 milioni gli italiani che nell'ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche (1,2 milioni in più rispetto all'anno precedente, pari a...


Quasi il 43% (42,7%) degli italiani pensa che la sanità stia peggiorando, una quota di delusi che sale al 64% al Sud. Inoltre il 55,5% considera inadeguato il Servizio sanitario regionale...


Il 3° Rapporto Fondi Sanitari Integrativi in Italia conferma il ruolo crescente della sanità integrativa. Per i Fondi di tipo A il 99% della spesa è per le cure odontoiatriche


 
 

Presentato al IX workshop di economia in odontoiatria ANDI il progetto FAS. Un nuovo modello di sanità integrativa basato sulla premialità e la libera scelta dell’odontoiatra curante 


Fondazione GIMBE in Commissione al Senato: deregulation e scarsa trasparenza li hanno resi strumenti di privatizzazione e sostitutivi della sanità pubblica


Nel dibattito politico estivo, la sanità pubblica ed i problemi del nostro Servizio Sanitario Nazionale hanno occupato in più occasioni le pagine dei maggiori quotidiani nazionali (Corriere,...

di Norberto Maccagno


 
 

Monaco: la sanità integrativa non deve entrare in concorrenza con quella pubblica. Servono nuove regole in modo che il cittadino possa scegliere il medico da cui farsi curare


Lo stato di salute della sanità pubblica non è certo dei migliori, a causa dei continui tagli diretti e di quelli legati al federalismo, che hanno portato a una riduzione o al...


Il CED fa il punto sulla sicurezza nello studio odontoiatrico rilevando che, rispetto ad altri ambiti sanitari, i contagi negli studi odontoiatrici sono stati significamene più bassi


 
 

Altri Articoli

Approvato un protocollo per garantire assistenza odontoiatrica gratuita ai minori in difficoltà socioeconomica, attraverso una rete di dentisti volontari. ...


Anaao pubblica le tabelle della pre-intesa 2025-2027 per la dirigenza medica e sanitaria, con incrementi differenziati in base agli incarichi e alle...


Il presidente della CAO nazionale ribadisce la contrarietà al riconoscimento dell'odontotecnico come professione sanitaria e propone una formazione...


 
 

Il settore odontoiatrico sta cambiando e non aspetta nessuno. Compensi, delega e controllo della gestione non sono più questioni da rimandare: sono i fattori che ...


Secondo un’indagine Key-Stone commissionata da DentalPro, il 57% degli over 60 non ha effettuato visite odontoiatriche nell’ultimo anno, contro il 29%...


L’associazione richiama l’interrogazione parlamentare di Ilenia Malavasi e la sentenza del Consiglio di Stato del 2024. Politi: “Il percorso per il...


 
 

Nel 2025 il 19,6% delle famiglie ha limitato le spese per visite e accertamenti periodici. La spesa sanitaria media mensile è stata di 113,18 euro. ...


Ottobre è da sempre il mese dedicato alla prevenzione, un momento in cui l’attenzione verso la salute orale torna al centro della comunicazione. Per gli...


L'accusa contesta circa 6 milioni di euro di evasione attraverso un software con contabilità parallela. Quattro professionisti hanno concordato il...


 
 

Con l'assegno di novembre arrivano gli aumenti e dieci mesi di arretrati. Aggiornate anche le prestazioni assistenziali e le opportunità di previdenza...


In occasione della Giornata nazionale del 10 ottobre, la Commissione di albo richiama il ruolo degli igienisti dentali nella prevenzione delle patologie orali...


Il presidente FNOMCeO Filippo Anelli esprime vicinanza al Pontefice, che ha annunciato un intervento per rimuovere un nodulo al polmone


 
 

Nel Sud-Ovest dell'Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all'ingresso di 28...


L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi