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17 Luglio 2014

Chiarimenti dalla Regione Lazio su varie problematiche che riguardano gli studi odontoiatrici


Con nota del 14 luglio 2014, la Regione Lazio ha fornito una serie di chiarimenti su alcune questioni di interesse odontoiatrico sulle quali, da tempo l'Ordine, ANDI ed AIO si erano attivati per giungere ad un chiarimento.

Di seguito la sintesi, inviata dall'Ufficio stampa ANDI Roma, delle problematiche a cui la Regione ha dato una risposta:

Presenza di consulenti e collaboratori negli studi odontoiatrici: è stato chiarito e risolto in maniera definitiva che qualora il titolare dello studio mono-professionale o i titolari associati si avvalga/avvalgano, sotto la propria responsabilità, di consulenti e/o collaboratori questo non modifica la "natura dello studio medico-odontoiatrico professionale privato".

Deroga categoria castale diversa da A10 o C1: per gli studi medici-odontoiatrici operanti prima dell'entrata in vigore del Regolamento Regionale n. 2/2007 (in data 11 febbraio 2007) l'amministrazione regionale ha confermato nuovamente la "deroga alla normativa urbanistico-edilizio di livello comunale", consentendo, esclusivamente ai titolari di predetti studi medici-odontoiatrici, di mantenere la preesistente categoria catastale.

Verso di apertura della porta di accesso allo studio: come già comunicato in una nostra precedente nota, la Regione Lazio ufficializza l'interpretazione del dipartimento dei Vigili del Fuoco sul verso di apertura delle porte lungo le vie di esodo, considerando non applicabile "in quanto l'uscita dell'appartamento non costituisce uscita di emergenza".

Superamento barriere architettoniche: in risposta alle richieste di alcuni ispettori delle ASL, i quali sostenevano la necessità dell'abbattimento delle barriere architettoniche anche per gli studi odontoiatrici, singoli o associati, la Regione Lazio ha riaffermato quanto già asserito in una circolare del 2009, ossia che gli studi odontoiatrici, tecnicamente non aperti al pubblico, hanno la discrezionalità decisionale di esercitare una selezione sulla propria clientela, dichiarando con apposita autocertificazione di non poter accogliere pazienti diversamente abili, le cui prestazioni medico-sanitarie potranno essere svolte in appositi centri specializzati.

Attraverso due note separate ANDI Roma ed AIO Roma si dicono soddisfatti di quanto ottenuto.
In particolare il presidente ANDI Roma Sabrina Santaniello evidenza il lavoro sinergico svolto con la CAO Roma "per lo snellimento burocratico e la riqualificazione della professione".

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