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06 Maggio 2009

Odontoiatri a quota 56mila

di Norberto Maccagno


La Federazione nazionale degli ordini dei medici e chirurghi e degli odontoiatri, in occasione delle elezioni del gruppo dirigente, aggiorna i propri elenchi tracciando la mappa degli iscritti sul territorio italiano.
Grazie ai dati forniti dal Centro elaborazione dati Fnomceo possiamo non solo fare una fotografia della distribuzione sul territorio nazionale di medici e dentisti, ma anche avanzare alcune considerazioni sulle cause della cosiddetta pletora odontoiatrica.
I medici chirurghi italiani iscritti all’Albo sono 366.440 registrando un incremento degli iscritti del 4% circa. Dal 1988 a oggi sono circa 100mila i nuovi medici iscritti, dall’ultimo rilevamento 12.495 iscritti in più, poco meno dei neolaureati che sono stati, negli ultimi 3 anni, circa 15mila (fonte Miur).
Per quanto riguarda gli iscritti all’Albo degli odontoiatri il censimento degli iscritti li indica in 56.089.
29.068, la maggioranza, sono doppi iscritti, ovvero laureati in medicina e chirurgia iscritti alla facoltà prima del 1980 e che, oltre all’Albo dei medici, sono parte anche di quello degli odontoiatri. Prevalentemente il “doppio iscritto” ha più di 49 anni, 697 hanno più di 75 anni, mentre le donne sono 4.620. Gli odontoiatri “puri” sono 24.456, in questo caso la maggioranza ha tra i 29 e i 54 anni. Molte le donne, 7.855, mentre sono 253 gli iscritti con più di 74 anni. Da segnalare un iscritto con meno di 24 anni.
I dati, considerando odontoiatri e doppi iscritti, letti per area geografica incoronano per numero di iscritti il Nord-Ovest (15.932), al secondo posto il Centro (14,130), segue il Nord-Est (10.851), il Sud (9.986) e le Isole (5.190).
La Lombardia è la regione con il più alto numero di iscritti (9.417), seguita dal Lazio (6.135) e dal Veneto (4.508). Sul fronte opposto la Valle d’Aosta è l’Albo provinciale con meno iscritti (78), seguita dal Molise (292) e dal Trentino Alto Adige (789).
Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, l’Albo di Roma “straccia” gli altri totalizzando 5.018 iscritti, segue Milano (3.725) e quindi Napoli (2.675) che, per soli 50 iscritti, soffia la terza piazza a Torino. Isernia (76), Aosta (78) e Oristano (96) le Omceo con meno iscritti all’Albo degli odontoiatri.
La Lombardia (+12%), seguita dal Piemonte (+11,85%) e dal Lazio (+11,4%) sono le regioni in cui, rispetto alla rilevazione del 2006, è stato registrato un incrementato maggiore del numero di iscritti.
Alessandria (+21,65%), Pesaro (+15,43), Torino (+14,73%) e Roma (+12,55%) gli Albi provinciali che hanno riscontrato il maggior incremento di iscritti. In controtendenza Ascoli Piceno (-52,31%), Asti (-1,16%) e Nuoro (-0,71%) che hanno perso 113, 2 e uno iscritto.
Analizzando i dati, dal punto di vista dell’età, possiamo dire che la maggioranza dei dentisti italiani si sta avvicinando all’età della pensione: 22.490 iscritti all’Albo ha tra i 49 e i 59 anni.
Ma va anche detto che sono molti gli stacanovisti visto che 3.129 ha più di 64 anni. Ma non è detto che chi è iscritto continui a esercitare.
8.961 sono gli iscritti compresi tra i 59 e i 74 anni, mentre quelli con più di 74 anni sono 950. 13.090 i dentisti compresi tra i 39 e i 49 anni, mentre le “giovani leve”, quelle comprese tra i 29 e i 39 anni sono 9.147. I giovani tra i 24 ai 29 anni sono 1.569.
Abbondano i camici rosa, soprattutto tra i giovani iscritti anche se, per numero assoluto, la fascia più numerosa è quella di età compresa tra i 49 e i 54 anni (2302), mentre quella dei giovanissimi, compresi tra i 24 ed i 29 anni, raggiunge praticamente il pareggio: 786 i maschi, 783 le femmine.
Ultima nota: la proporzione laureati/iscritti. I dati presenti sul sito del Miur indicano nel 2006 e nel 2007 rispettivamente 311 e 541 laureati. Gli iscritti tra i 24 e i 29 anni sono stati 1570.

GdO 2009; 6

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