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15 Aprile 2008

Che cosa sono

di Norberto Maccagno


I fondi integrativi vengono “definiti” nel 1992 ma vengono ufficializzati con la riforma Bindi attraverso il Dlgs n° 229/1999 attraverso il quale si definisce la loro natura integrativa e complementare, rispetto al Servizio sanitario nazionale.
Nascono infatti per integrare le prestazioni non coperte dai Ssn ed in particolare dai Lea. La novità è stata quindi l’introduzione dei fondi sanitari integrativi del Ssn, chiamati comunemente fondi Doc che affiancavano, distinguendosi, quelli già esistenti: le mutue private.
I fondi Doc sono quelli istituiti per fornire prestazioni integrative aggiuntive, erogate da strutture e professionisti accreditati dal Ssn, rispetto ai livelli uniformi e essenziali di assistenza garantiti dal servizio pubblico (ticket sulle prestazioni del Ssn, prestazioni in libera professione intramuraria dei medici pubblici, cure termali, parte dell’assistenza odontoiatrica ecc.).
Fondi Doc e fondi non Doc godevano di due discipline fiscali differenti. In realtà i fondi Doc non sono mai stati attivati perché non sono stati emanati i regolamenti attuativi. Nelle intenzioni del legislatore, gli ambiti di applicazione di questi fondi dovevano essere: le prestazioni aggiuntive, eccedenti i livelli uniformi ed essenziali di assistenza; le prestazioni erogate dal Ssn comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza, per la sola quota posta a carico dell’assistito, inclusa la libera professione intramuraria; le prestazioni socio-sanitarie a elevata integrazione sanitaria, erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dell’assistito. Attraverso un decreto, mai emanato, si sarebbero poi dovute definire le specifiche forme di assistenza e le relative prestazioni assistenziali, gli ambiti di applicazione dei fondi integrativi del Ssn.
Questi fondi erogano prestazioni sanitarie tramite strutture o professionisti convenzionati basandosi sui finanziamenti propri: ovvero quelli derivanti ai versamenti degli assicurati. I rimborsi possono avvenire in modo diretto o indiretto. Secondo una ricerca presentata dal Fasi (Fondo di assistenza sanitaria integrativa), uno dei fondi che raccoglie il più alto numero di iscritti e che offre da tempo ai propri clienti anche prestazioni odontoiatriche, emerge che al 31 dicembre 2007 la sanità integrativa in Italia conta circa un milione di iscritti e 2,2 milioni di assistiti, considerando i nuclei familiari degli iscritti. Le famiglie si rivolgono alle strutture private accreditate soprattutto per le visite specialistiche e lo fanno prevalentemente per aggirare le lunghe file d’attesa imposte dal Servizio sanitario nazionale. Nel campo odontoiatrico la sanità accreditata con fondi privati rappresenta il 26,9 per cento del mercato.
Un’indagine del Censis ha fotografato nel 2007 il mondo dei fondi integrativi rilevando come risulta che le forme integrative più diffuse siano le casse aziendali e interaziendali e i fondi di categoria professionale, nonché le società di mutuo soccorso.
Sempre il Censis nota come i fondi offrono prestazioni eterogenee: le più richieste sono degenze in strutture pubbliche o accreditate, visite specialistiche e cure odontoiatriche, coperte dal 75 per cento dei fondi considerati. Mentre oltre il 62 per cento dei fondi copre accertamenti diagnostici e interventi chirurgici.

GdO 2008;6

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