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19 Novembre 2017

Compenso equo ma tariffe libere, la tecnologia cura, l'antibiotico resiste, quando l'assistente sbaglia


Ok il prezzo è giusto, anzi equo. Molti sono stati gli apprezzamenti per l'approvazione di un emendamento alla manovra fiscale che estende quanto previsto per gli avvocati in tema di equo compenso, a tutti gli altri professionisti. Una norma dovuta, per non creare disparità nel mondo professionale. Ma come per tutte le norme "modificate" in (di) corsa, il rischio è quello che quanto approvato sia poco efficace se non addirittura inutilizzabile per alcuni professionisti; visto che il mondo delle libere professioni è assai variegato.

Quanto approvato sull'equo compenso per le retribuzioni dei professionisti, orfani del tariffario minimo abolito dalla Bersani, introduce un principio-tutela per il quale i professionisti devono avere una retribuzione minima sotto la quale non si può scendere. Ma nel decreto (perché in partenza la norma era specifica per gli avvocati) si indica che questo vale quando la committenza è una banca, assicurazione o grandi imprese. Ovviamente serviranno successivi decreti e circolari per chiarire tutte le questioni ancora da definire a cominciare da quali siano le tariffe di riferimento.

Con molta probabilità, per il settore odontoiatrico, la norma potrà regolamentare solo i rapporti di collaborazione (contrattualizzati) tra professionisti o tra professionisti e società ma non tra professionista e paziente. Così si potrà evitare che un odontoiatria o un igienista dentale percepisca per il suo lavoro 10 euro l'ora ma, ovviamente, questo varrà sia per l'odontoiatra o l'igienista dentale che collabora in una Catena, in un centro low-cost, in un service ma anche in uno studio tradizionale.

Diverso invece quanto vorrebbero i dentisti: ovvero il ritorno al tariffario minimo obbligatorio che per ora, però, rimane vietato. (vai alla notizia)

 

Il "bello" della tecnologia

L'azienda che promuove l'ortodonzia fai da te ha deciso di attivare, negli USA, azioni legali contro le associazioni ed i dentisti che criticano l'iniziativa. A mio parere a far riflettere non è tanto la cifra a risarcimento del danno richiesta ad un singolo dentista (34 milioni di dollari) -che mai verrà risolto- ma la notizia che tra i soci di quell'azienda c'è anche la stessa azienda che offre ai dentisti di tutto il mondo, Italia compresa, lo stesso servizio offerto direttamente ai pazienti. Peraltro interessante anche come l'azienda motiva la regolarità del proprio operato: il nostro è un servizio di marketing vero i dentisti. Come dire, il servizio è lo stesso che altri forniscono ai dentisti solo che in questo caso l'impronta non la prende il dentista ma il singolo paziente.

In questi anni molte sono state le azioni di protesta degli odontotecnici che lamentano come le nuove tecnologie permettano ai dentisti di costruirsi in proprio le corone. Ora i dentisti lamentano che i pazienti si possono fare realizzare gli allenatori senza più andare dal dentista, anche se va ricordato che l'azienda che propone il servizio fa da te dichiara che lo studio del caso viene effettuato da un dentista abilitato.

E' l'effetto delle nuove tecnologie oppure solo la difficoltà di regolamentare il nuovo che avanza troppo velocemente?
Probabilmente in entrambi i casi (fresatori Cad-Cam e allineatori fai da te) stiamo assistendo alla sconfitta dell'idea che per alcuni settori la centralità del trattamento è la professionalità e competenza e non lo strumento utilizzato, che una corona o un allineatore ortodontico lo possa realizzare una macchina e non serva un processo decisionale il cui valore aggiunto è dato dalla formazione, esperienza, professionalità. (vai alla notizia)

 

I batteri che resistono

"Dottore ho mal di denti", chiama al telefono il paziente. "Quale antibiotici ha in casa? Quello va bene, ne prenda per una settimana una compressa", gli risponde il suo dentista. E' spesso questo il luogo comune utilizzato per indicare il dentista come facile proscrittore di antibiotici. Ovviante non è vero, o non è così per tutti, ma il problema dell'antibioticoresistenza sta interessato molte infezioni tra cui anche quelle di interesse odontoiatrico. Questi i consigli del prof. Mattina. (vai all'intervista)

 

Quanto a sbagliare è l'assistente

Può capitare, nella concitazione di un intervento, mentre aiuta il professionista, che l'assistente sbaglia un movimento e provoca un danno al paziente. In questo caso chi è responsabile? Una sentenza della Corte di Appello di Venezia ci ha permesso di approfondire. (Vai alla notizia)

Norberto Maccagno

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