La settimana che ha preceduto questa quarta domenica del #iocomincioanonpoternepiùdistareacasa è stata caratterizzata dalla corsa per richiedere i 600 euro di bonus per gli autonomi ed i professionisti.
Abbiamo letto delle proteste di associazioni e sindacati per i disservizi informatici, sull’esiguità delle risorse messe in campo, sulle disparità tra gli autonomi iscritti all’INPS e quelli alla casse previdenziali, della necessità di avere più risorse.
So bene, essendo anche io un autonomo -ma non posso richiedere il bonus perché fortunatamente lavoro- che questi 600 euro saranno l’unico incasso di marzo e se non prorogato, sarà l’unico incasso di tutto questo periodo di inattività.
E proprio per questo motivo, per essere certi che le comunque esigue risorse che lo Stato ha stanziato e stanzierà (e che un giorno chiederà indietro a tutti noi che paghiamo le tasse) vadano solamente a chi ne ha realmente bisogno, ora mi aspetto che le stesse associazioni e sindacati si battano perché lo Stato attivi i controlli per verificare se chi li ha richiesti, avesse i requisiti per farlo.
E chiedano anche di inasprire le pene per chi ha dichiarato il falso, magari introducendo una pesantissima sanzione economica invece di quella penale prevista oggi che diventa difficile da applicare.
Perché ogni bonus chiesto, e dato a chi non ne ha diritto, sono 600 euro rubati a chi, invece, ne ha necessità. Ed in questo caso per fare in controlli basta un semplice programmino informatico che confronta il database delle dichiarazioni dei redditi, con quello dell’elenco dei contribuenti che hanno percepito il bonus.
Sul tema di chi non ha paura di dire la cosa giusta, pur sapendo di rischiare di andare contro il sentito di parte della “pancia” della professione, merita ricordare tra le notizie della settimana la nota del presidente AIO Fausto Fiorile in cui invita i colleghi a rispettare gli impegni presi con i fornitori, perché il periodo è difficile per tutti e tutti devono fare la loro parte secondo le reali possibilità.
Chapeau Presidente Fiorile, e mai come in questo caso la “P” maiuscola è d’obbligo.
Altro tema che ha cominciato a manifestarsi nella settimana appena terminata, e connoterà le prossime, è quello delle misure da adottare quando si potrà tornare ad aprire gli studi.I rischi sono noti e sono portati prevalentemente dall’aerosol prodotto mentre si cura il paziente. In un interessantissimo contributo il prof. Silvio Abati ha ricordato come la saliva del paziente si “diffonda” per lo studio e come, il rischio, non sia una novità recente.
La dott.ssa Viviana Cortese Ardizzone ha elencato una serie di questioni da considerare, cercando di studiare soluzioni prima di riaprire per proteggere sia il paziente che gli operatori.
Già perché alla ripartenza, ma non lo darei per scontato, il paziente potrebbe avere timori nel venire in studio: io da paziente non lo credo, visto che ha sempre, giustamente, consideriamo lo studio un ambiente sanitario protetto e sicuro.
Mentre quasi sicuramente sarete voi operatori ad aver paura, credo che per voi sarà difficile non considerare ogni paziente seduto sul riunito, un possibile “untore”.
E poi c’è il tema di quando sarà la ripartenza, che per il vostro settore va di conseguenza con quanto dicevo prima sulla necessità di prevenire il contagio.
L’ultimo DPCM ha prorogato tutte le misure restrittive fino al 13 aprile, e poi si vedrà l’andamento per capire se si può ipotizzare una riapertura graduale. Ma voci anche autorevoli sostengono che fino a quando non si sarà azzerato il rischio contagio, non si potrà tornare ad uscire o a lavorare.
Non ho le competenze per entrare nel merito delle indicazioni di epidemiologi e dei clinici.
Però, da uomo della strada quale sono, credo sia legittimo pormi il dubbio del come è possibile che nel terzo millennio non si riesca a trovare un metodo altrettanto efficace per combattere un virus che non sia quello adottato nel Seicento con la peste: stare chiusi in casa e lontani dagli altri.
Con qualche centinaio di euro posso affittare l’attrezzatura che mi consente di girare per qualche ora sul fondo del mare o dormire tra i ghiacci polari. Possibile che non si riesca a trovare una soluzione che mi consenta di andare a lavorare o a fare acquisti senza rischiare di contagiarmi o contagiare il mio vicino?
Certo, fino a quando non si troverà una cura o un vaccino la nostra vita sociale non sarà più come prima, e forse non lo sarà mai più. Ma fino a quando la ricerca avrà fatto la sua parte, veramente l’unica soluzione sarà quella di stare confinati per mesi in casa?
Tra lo stare chiusi in casa per forza, oppure dire che si può uscire se dotati di un certo tipo di dispositivi di protezione può esserci molta differenza, anche per la nostra economia: personale e di sistema, che poi è la stessa cosa.
Quando ero ragazzo andavo in giro in vespa senza casco e l’auto non aveva neppure le cinture di sicurezza, ora il casco è obbligatorio e le auto sono piene di dispositivi che tutelano la nostra sicurezza. Per uscire di casa in sicurezza si dovrà indossare la maschera da sub tipo quella di Decatlon adattata, una tuta che copra i vestiti da gettare prima di entrare in casa, guanti o qualsiasi altro sistema protettivo?
Si stabilisca quali sono quelli adatti e lo si dica: saremo poi noi a decidere se vorremo acquistarli ed indossarli, oppure stare in casa.
E lo stesso deve valere per poter andare al lavoro: si decida come si può fare in sicurezza, per chi non può lavorare da casa, e si parta. E lo stesso vale per la vostra professione, tanto prima stabilirete delle regole efficaci che vi permetteranno di garantire la sicurezza a voi, ai vostri collaboratori ed ai pazienti, tanto prima potrete cercare di trovare una normalità economica, come ha spiegato Tiziano Caprara.
La CAO Nazionale sembra abbia cominciato a lavorare per questo, probabilmente si interfaccerà con Ministero ed Istituto Superiore di Sanità.
Ma la ripresa sarà possibile solo quando queste indicazioni verranno stabilite, indicazioni che devono essere “date” dal Governo e poi rispettate.
L’impressione, invece, è che oggi il Governo stia demandando le responsabilità a noi cittadini, attraverso autocertificazioni o ad inviti al buon senso.
Ieri (sabato 4 aprile) assistendo alla conferenza stampa di Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza Coronavirs, alla domanda di un collega giornalista che voleva capire se fossero vere le voci che vedrebbero i respiratori per gli ospedali ordinati dal Consip (la società pubblica che si occupa di gestire in modo coordinato gli acquisti per lo Stato), consegnati solo ad emergenza terminata risponde: noi abbiamo fatto tutto secondo le procedure. Ma intanto senza quei respiratori le persone stanno morendo, oltre al fatto che quei respiratori che arriveranno in ritardo verranno comunque pagati. Però i medici se ne sono infischiati delle procedure e del fatto che non avevano i DPI adatti e, rischiando la vita, hanno preso una decisione e ci stanno salvando la vita.
Qualcuno dovrebbe spiegare al Governo, alla Politica, che l’invito a lavarsi le mani è puramente igienico, e non a non prendersi le responsabilità, non decidere.
L’impressione è che chi dovrebbe darci le indicazioni per consentire una ripartenza in sicurezza si preoccupi più di demandare la scelta ad altri (scienziati, medici etc), per non avere responsabilità, invece di preoccuparsi di cercare soluzioni, certo sentendo gli esperti, ma poi prendendo le decisioni che consentano al Paese, se non di volare almeno, come cantava Battisti, di ripartire e viaggiare.
Forse allora a noi manca solo “quel gran genio del mio amico”.
Photo Credit: La due foto in alto da sinistra sono state prese dalle pagine Facebok di Tommaso Conci e Raul Samuele Garro
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
Alcuni chiarimenti su triage, protezione degli occhi, sostituzione del camice, documentazione cliniche da redigere ed utilizzo della mascherine FFP2
Un vademecum indica le nuove procedure da adottare in studio ed i vari dispositivi da utilizzare nelle aree cliniche ed in quelle comuni
normative 27 Aprile 2023
Attesa l’ordinanza del Ministro della Salute in vista della scadenza delle indicazioni sull’utilizzo delle mascherine. Attenzione alle indicazioni riportate sul DVR
cronaca 09 Gennaio 2023
Fino al 30 aprile l’accesso e la permanenza in studio da parte di pazienti e accompagnatori dovrà continuare ad avvenire con le mascherine
approfondimenti 30 Novembre 2022
Questi gli interventi per invertire la tendenza. A colloquio con la dott.ssa Angela Galeotti, Responsabile dell’Unità Operativa di Odontostomatologia dell’Ospedale Bambino...
approfondimenti 12 Giugno 2026
Il Governo approva uno schema di decreto sull’intelligenza Artificiale. Tra i principi enunciati anche quelli che interessano operatori sanitari e professionisti
cronaca 08 Giugno 2026
Lo chiede l’On. Ilenia Malavasi attraverso una interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute
O33cronaca 05 Maggio 2026
Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...
Bonus per chi assume donne, giovani e stabilizzano i contratti a tempo determinato. E quando potrebbe convenire assumerne
inchieste 19 Gennaio 2026
Una ricerca misura gli effetti reali della tassa sulle bevande zuccherate in Inghilterra: meno carie, meno ricoveri e più risorse pubbliche
O33normative 26 Maggio 2025
L’Agenzia delle Entrare conferma l'Iva agevolata per tutti i DPI e dispositivi di protezione che abbiano una finalità sanitaria, ovvero siano utilizzati per contrastare virus e altri agenti...
normative 30 Settembre 2022
Il Ministro della Salute proroga di un mese l’obbligo, per i pazienti, di indossare le mascherine FFP2 per accedere. Nulla cambia per i sanitari
Cronaca 31 Luglio 2026
Dal primo settembre iniziano le lezioni del semestre aperto, queste le novità fino ad ora attivate
EDRA lancia i Summer Edra ECM, una promozione speciale che consente di accedere a tutti i corsi del catalogo formativo ECM con il 20% di sconto, fino al 25 agosto
Approfondimenti 31 Luglio 2026
Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze
Uno studio evidenzia come l'integrazione tra Lean Management e strumenti digitali possa migliorare l'organizzazione dei laboratori odontotecnici, riducendo errori, stress e tempi...
O33Approfondimenti 31 Luglio 2026
La parodontite resta strettamente legata al tabacco, se ne parla in un approfondimento dell’ European Federation of Periodontology
Cronaca 30 Luglio 2026
Regione Piemonte e Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria finanziano progetto screening neonatale e odontoiatria solidale
Approfondimenti 30 Luglio 2026
Straumann ha chiesto dei suggerimenti da dare ai lettori della stampa generalista dati alla dott.ssa Laforì. Suggerimenti che, se condivisi, possono essere replicati ai vostri...
Normative 30 Luglio 2026
Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri Andrea Senna interviene sui social per ricordare ai professionisti un adempimento spesso trascurato ma previsto dalla normativa e...
Igienisti Dentali 30 Luglio 2026
La prof.ssa Nardi evidenzia che la salute orale si basa sulla gestione efficace del biofilm e sul mantenimento di un microbioma equilibrato, non sull’eliminazione indiscriminata...
di Prof.ssa Gianna Maria Nardi
Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...
Normative 29 Luglio 2026
Focus sulle novità del Decreto Sicurezza. ANTLO ricorda le regole e le responsabilità per titolare di laboratorio e studente. Un ripasso che può essere utile
Aziende 29 Luglio 2026
L’esperienza del prof. Marco Martignoni con le soluzioni di imaging Dürr Dental: semplifica la selezione del protocollo e l’esecuzione dell’esame, riducendo la complessità...
Approfondimenti 28 Luglio 2026
Lo studio ha analizzato gli interventi riabilitativi basati sugli esercizi orali e gli strumenti impiegati per misurarne l’impatto sulle funzioni del cavo orale. Questi gli allenamenti da insegnare...
Inchieste 28 Luglio 2026
Negli Stati Uniti il 43,3% degli odontoiatri utilizza già strumenti di AI. La tecnologia convince per burocrazia e segreteria, ma non sostituisce il giudizio professionale
