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06 Aprile 2018

Il Dental Team di successo alla base della crescita professionale

I sette passi per farlo nascere e consolidarlo

di Davis Cussotto


Un contributo importante alla soddisfazione del paziente proviene dalla capacità di lavorare in gruppo, pur nel rispetto delle singole professionalità. Quello che vive il paziente è legato al passaggio di informazioni fra più persone.

Sono 7 gli  elementi base che permettono a persone di crescere professionalmente e nel rispetto delle  diversità  di diventare un tutt’uno.

Ovvero di muoversi in armonia nella stessa direzione.

1)   Fissa l’ obiettivo

E’ il perché le persone devono interagire. In altre parole: cosa deve succedere grazie al gioco di squadra.  Ha un ruolo determinante e condiziona tutti gli altri. L’obiettivo va espresso con parole: semplici e chiare in modo che sia chiaro a tutti:

Due cause di fallimento:

  • dare per scontato che il pensiero possa giungere per miracolo agli altri;
  • ritenere che gli altri sappiano già.

La chiara formulazione dell’obiettivo permette di lavorare serenamente affinché:

  • tutti agiscano nella stessa direzione;
  • ogni persona sappia se assolve al ruolo e opera nel modo giusto.      

2)   Persegui la leadership     

Rappresenta la guida nei confronti di una pluralità di soggetti. Questo ruolo  si esprime con due  modalità:

  • l’autorità  è formalizzata e consiste nell’assegnare  le regole;
  • l’autorevolezza  la  si conquista   sul  campo,  grazie alla  capacità di mediazione, alla condivisione del proprio sapere, al riconoscimento dei contributi degli altri.

Il leader svolge 6 compiti determinanti nelle relazioni con gli altri:  

1) fare complimenti e evidenzia le carenze;

2) agire;

3) rispondere delle azioni degli altri, (e lamentele dei pazienti,  in quanto assegna compiti e ruoli;

4) sorvegliare l’operato degli altri;

5) impegnarsi per sé ma anche per gli altri del team

6) condurre, caricare e motivare.

Non sempre le cose vanno nel modo giusto. Ed è qui che si vede il ruolo del leader e la forza del gruppo: far fronte insieme e prontamente agli imprevisti poco graditi, con prontezza, serenità e inventiva.  

3) Assegnazione i ruoli.

Nascono dalle competenze e dalle capacità, ma possono essere collegati anche agli aspetti caratteriali. Tradizionalmente possiamo suddividere le attività del personale ausiliario in :

  • mansioni di assistenza alla poltrona: preparazione, assistenza, riordino;
  • mansioni  di segreteria.

Se  il volume di lavoro lo consente e le impiegate sono più di una, è conveniente suddividere le due attività .  Certo,  entrambe devono conoscere per sostituzioni reciproche ,  il lavoro dell’ altra.  La doppia specializzazione (assistente e segretaria) è un valore aggiunto in fatto di organizzazione e comunicazione .  

4) Illustra il metodo

Riguarda la  modalità di esecuzione delle varie procedure  di lavoro. Mette a punto le attività, l’uso di apparecchiature, la manutenzione e il riordino, gli strumenti di comunicazione, i controlli. 

Deve essere esposto in modo chiaro e semplice. E soprattutto condiviso. Dovrà far emergere come le abilità e le competenze di ognuno si integrano per produrre un qualcosa che nessuno da solo potrebbe portare a compimento.

Ben venga la redazione di un testo sotto forma di istruzione   che può essere una semplice check list ( le 10 cose che fa l’assistente che apre lo studio…) o un Ordine di Servizio  (come decontaminare, detergere, sterilizzare e conservare i ferri), un protocollo di sala (cosa occorre preparare per un ritrattamento endodontico).  

5) Cura la comunicazione

È un  elemento importante perché dall’ atto comunicativo non emerge solo il contenuto, ovvero il messaggio ma viene a galla in modo preponderante il tipo di relazione che si stabilisce:

  • relazione collaborativa
  • relazione avversa  

Ad esempio: parole semplici e chiare, possono assumere significati ben diversi in relazione alle componenti non-verbali.  Pensate alla voce: il  tono, le inflessioni, il volume, le pause. Ancor di più incidono componenti espressi dal corpo: l’indirizzamento dello sguardo, la mimica facciale, la postura, le gestualità, la distanza. Se nel lavorare in insieme c’è qualche ruggine, questa, a parità di parole consuete, riaffiora nel non verbale, nei messaggi del corpo: stesse parole espresse con voce o corpo differenti, creano messaggi dal tono e significato diversissimi.

Un esempio semplice, un saluto: “Ciao, Elena! Ci siamo. È pronta la sala?”

Nella versione di buona comunicazione sono accompagnate da voce con tono gradevole e volume adeguato, giuste pause, sguardo occhi con occhi, sorriso sincero, postura rilassata, gestualità delle mani morbida (induce emozione di grande cordialità e disponibilità).     

Nella versione cattiva  comunicazione:  lo sguardo è rivolto altrove, la voce è sommessa, il tono è perentorio, la postura è rigida, le mani sono impegnate a fare altro, o in tasca. Il significato del messaggio appartiene ad un’altra galassia (induce emozione di avversione e di discordia)                              

6) Coltiva il clima positivo

L’altro elemento a corredo è clima. Elemento soft, lo possiamo definire energia che circola fra le persone durante l’attività lavorativa. Può esprimere stima e supporto, oppure competizione e rigidità. E’ influenzato dagli aspetti non verbali della comunicazione, può favorire o minare il raggiungimento dell’obiettivo. A differenza del clima metereologico non ci sono grandezze fisiche per misurarlo, ma il paziente appena entra in studio semplicemente lo tocca.  

7) Punta alla crescita Se la chiarezza dell’obiettivo, il ruolo del leader, l’assegnazione dei ruoli e la formulazione del metodo, sono ben definiti, avremo buone probabilità di creare una comunicazione efficace e un clima lavorativo sereno, immediatamente percepito dal paziente.  

Con il consolidamento dei 7 elementi, lavorare insieme rappresenta una opportunità di crescita: si impara sempre qualcosa.

L’apprendimento diventa fonte di piacere sapere cose nuove di un altro campo, così come imparare dagli  altri a smussare gli stili di comportamento. Il gruppo a seguito della frequentazione lavorativa può acquisire nuove capacità nel procedere con maggiore fluidità nelle attività, nel risolvere i problemi, nell’accelerare l’iter, e a trovare nuove soluzioni creative (la creatività è unire cose diverse, Steve Jobs).

In collaborazione con Erika Leonardi, esperta di gestione aziendale

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