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11 Luglio 2008

Pulire la lingua, un metodo che funziona?

di Debora Bellinzani


Tra i metodi che aiutano a combattere l’alitosi oggi più frequentemente consigliati ai pazienti vi è la pulizia “meccanica” della superficie della lingua, ossia svolta con specifici strumenti che rimuovono le sostanze e i microrganismi accumulati o con lo spazzolino.
Per capire se questo metodo oggi molto pubblicizzato sia realmente efficace, rileggiamo una revisione pubblicata circa due anni fa sull’argomento e giunta alla conclusione che i cosiddetti “puliscilingua” sono moderatamente efficaci, specialmente nel breve termine, e che svolgono il loro compito meglio dello spazzolino.
“Attraverso una ricerca nella letteratura scientifica disponibi le abbiamo trovato due studi che avevano affrontato in modospecifico e comparabile il tema della pulizia meccanica della lingua, utilizzando anche la misurazione dei composti volatili solforati per valutare quanto effettivamente i diversi strumenti fossero riusciti a eliminare le sostanze responsabili del cattivo odore” aveva scritto presentando il proprio lavoro James Keenan, ricercatore delle britanniche U.S. Naval Health Clinics United Kingdom e coautore della revisione raccolta nel Cochrane Database of Systematic Reviews.
“Nel primo studio l’uso di uno specifico puliscilingua ha comportato nel tempo una riduzione della presenza dei composti volatili solforati di circa il 40 per cento mentre lo spazzolino, passato più volte sulla lingua in modo da ottenere il medesimo scopo, ha ridotto i medesimi composti del 33 per cento; la riduzione, inoltre, si è mostrata relativamente più duratura per coloro che avevano utilizzato i puliscilingua. Come effetto immediato, invece, è stata rilevata la completa assenza dei composti responsabili del cattivo odore per almeno mezz’ora in entrambi i gruppi, a riprova del fatto che, perlomeno nel breve periodo, l’asportazione con entrambi gli strumenti dei microrganismi e dei residui che si accumulano sulla superficie della lingua è effettivamente efficace nel contrastare gli odori spiacevoli.”
Il secondo studio, come avevano spiegato i ricercatori, ha messo ancora maggiormente in evidenza la differenza di efficacia tra i due diversi strumenti: qui i composti volatili solforati sono diminuiti del 75 per cento nel gruppo che aveva utilizzato il puliscilingua e del 45 per cento nei volontari che avevano utilizzato lo spazzolino.
“I risultati dei due studi analizzati, che hanno contato un totale di 40 partecipanti, ci portano ad affermare che l’azione meccanica di pulizia della lingua tramite sfregamento riduce drasticamente la causa del cattivo odore per almeno mezz’ora e che, se la pulizia è effettuata continuativamente nel tempo, si può ottenere una discreta riduzione dei composti volatili solforati” aveva concluso il ricercatore; “chi desiderasse dunque aggiungere la pulizia della lingua alle operazioni per la cura della propria igiene orale, deve tenere presente in primo luogo che il beneficio che potrà ottenere sarà comunque di entità relativa, in secondo luogo che lo strumento più adatto è uno specifico puliscilingua, e in terzo luogo che dovrà fare attenzione alla forza e alla pressione esercitate perché, se l’azione di sfregamento non viene eseguita con delicatezza, vi è un consistente rischio di provocare piccoli traumi alla delicata superficie della lingua”.

 
 

GdO 2008; 11

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