HOME - Lettere al Direttore
 
 
11 Giugno 2019

Il patto per la salute, la sanità integrativa e le ripercussioni per l’odontoiatria. Le considerazioni del presidente CAO Cuneo


La recentissima iniziativa intrapresa dal Presidente di  Omceo Milano contro Previmedical, che ripercorre esattamente  quanto fatto dalla mia CAO oltre quattro mesi fa,  riporta l'attenzione sul  mondo della sanità integrativa .Sull' argomento sono già stati versati fiumi di inchiostro , con interventi di svariati soggetti   e anche personali, che qui riassumo: il sistema è stato disegnato per favorire l'accesso alle cure della popolazione  senza aggravi per lo Stato,  demandando al privato  l'erogazione delle prestazioni, la scelta degli operatori, la stessa riscossione e gestione delle risorse economiche da dedicarvi. Questo dovrebbe permettere allo Stato ulteriori risparmi (e non entro nella valutazione sulla necessità di trovare risorse sempre a scapito della sanità, che già oggi in confronto ai nostri partner europei appare abbondantemente sottofinanziata) permettendogli un graduale  disimpegno da tutte quelle prestazioni di base (diagnostica,prevenzione, assistenza svantaggiati, long term care) a bassa intensità assistenziale ma ad alto impegno economico per la  loro preponderanza numerica, tra cui anche l'odontoiatria.Tale impostazione sembra essere  confermata da quanto descritto nella bozza del  Patto per la Salute 2019, art. 11, diramato in questi giorni.

Infatti vi si afferma "Si conviene di ampliare sia il novero dei soggetti iscritti e beneficiari del regime di vantaggio fiscale sia i soggetti beneficiari delle prestazioni anche con riferimento al periodo di collocamento a riposo e di cessazione dell’attività lavorativa. Si stabilisce inoltre che i fondi sanitari integrativi siano indirizzati, anche attraverso il ricorso alle agevolazioni fiscali, ad un ruolo di complementarietà dei Lea, in ambiti quali la prevenzione e gli stili di vita, soprattutto per le malattie croniche degenerative, l’implementazione dell’area sociosanitaria per la Long Term Care, e la compartecipazione della spesa sanitaria da parte dei cittadini, odontoiatria compresa la prevenzione in ambito odontoiatrico".

Una prima apparente contraddizione: il sistema si basa su un generoso sconto fiscale, che anzi verrà ulteriormente ampliato a categorie oggi non coinvolte. Un drenaggio di fondi dalla fiscalità generale che non si capisce perché, una volta affidata la loro gestione ad un terzo soggetto privato  che legittimamente opera per il profitto, dovrebbe generare economie a parità di qualità del servizio.

Si ribadisce poi che non devono però avere carattere sostitutivo del finanziamento pubblico, e non  devono consentire l’effettuazione di prestazioni inappropriate. Perlomeno per quanto riguarda il nostro settore, uno dei principali fondi coinvolti sembra aver sposato perfettamente  quanto previsto, avocandosi il giudizio sulla appropriatezza della  scelta clinica  e contemporaneamente  andando  nella direzione indicata dall comma 6 : "si conviene di favorire il ricorso a strutture pubbliche o private accreditate per l'erogazione delle prestazioni agli iscritti ai fondi sanitari", scaricando la riduzione di profitto  legata all’ampliamento delle coperture  sugli operatori ,e imponendo contemporaneamente condizioni  di adesione che, in cambio di una supposta esclusività di rapporto, diventano sempre meno remunerative.

Sempre nel Patto per la Salute si afferma che sarà rafforzato il sistema di vigilanza sulle attività svolte dai fondi integrativi per garantire maggiore trasparenzae tutela ai cittadini iscritti. Sarà quindi istituito presso il Ministero della Salute un gruppo di lavoro misto, Ministero della salute e Regioni, che elabori un documento tecnico di proposta di revisione della normativa vigente e definisca anche le modalità di istituzione e funzionamento dell’apposito Osservatorio nazionale dei fondi sanitari integrativi. Stupisce però che nella loro rinnovata funzione non vi sia cenno ad un coinvogimento degli Ordini in tale processo di controllo, come garanti della qualità del servizio erogato; ancor più se si considera che in altre parti del Patto si fa cenno a revisioni dei rapporti con la componente medica interessata (MMG e ospedalieri) che necessariamente per poter essere attuati richiederanno anche l'assenso dei rispettivi sindacati. 

Tale assenza a mio avviso deve essere colta.

Secondo i dettati della  legge Lorenzin, sta agli Ordini preservare il diritto di scelta del curante, la libertà di poter eseguire le cure più appropriate e la certezza che i piani di cura siano decisi non da funzionari di una qualche compagnia assicurativa, ma da personale avente titolo, e non su base esclusivamente economica.Ma se il silenzio della componente medica, prevalentemente appartenente alla dipendenza, può almeno sperare in  un inevitabile futuro coinvolgimento dei propri sindacati e del loro ruolo di contrattazione  nell'attuazione del Patto, la parte odontoiatrica, ancora oggi prevalentemente  libero professionale, non può contare altro che su una decisa e inequivocabile presa di posizione della propria dirigenza ordinistica, che dia pieno significato al concetto di rappresentatività e rappresentanza  già presente nella legge e confermato da numerose sentenze. 

Il nostro settore non può delegare ad altri soggetti  la definizione di un argomento così delicato. Affermarlo con orgoglio rivendicando la legittimità di azioni intraprese in autonomia sulla base delle proprie esclusive  competenze e della propria riconosciuta capacità  decisionale, come ha fatto a suo tempo la mia Commissione presentando il suo esposto , è l'unica strada per opporsi ad un disegno che nella sua formulazione   attuale rischia di condizionare al puro interesse economico un comparto importante della sanità. 

Dott. Gian Paolo Damilano, prediente CAO Cuneo


 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Il Decreto PA destina finanziamenti alla copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie per il personale scolastico. Interesserà oltre un milione di lavoratori


Ricerca UniSalute: tra le preoccupazioni degli italiani i costi delle cure dentistiche. Un terzo di chi acquisterebbe una polizza sanitaria chiede che contemplino anche le cure odontoiatriche


Il dott. Usoni si è fatto i calcoli di quanto costa trattare un paziente proveniente da un fondo. Calcoli alla mano lui, sembra, non starci dentro. Questo il suo racconto 


 
 

Sotto di tutti i limiti di un sistema che va profondamente riformato e che non ha trovato l’attenzione della Politica. I perché del dott. Damilano


In attesa di capire se e come l’Antitrust si interesserà dell’esposto promosso da ANOMeC, l’iniziativa ha già raggiunto un primo obiettivo: coinvolgere i media. Almeno il Data Room di Milena...

di Norberto Maccagno


Nel dibattito politico estivo, la sanità pubblica ed i problemi del nostro Servizio Sanitario Nazionale hanno occupato in più occasioni le pagine dei maggiori quotidiani nazionali (Corriere,...

di Norberto Maccagno


 
 

Il sindacato degli specialisti ambulatoriali UILFPL SAI scrive al presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità per chiedere interventi e denuncia: “l’odontoiatria sociale è allo sbando”


Una domanda di servizio odontoiatrico domiciliare esisterebbe, dice il prof. Gagliani che aggiunge: basterebbe un piccolo programma fatto seriamente e una nuova odontoiatria “accessibile” 

di Massimo Gagliani


Tra i temi toccati nella video intervista quello delle specialità odontoiatriche, della medicina estetica con le questioni che dovranno essere chiarite a cominciare dalla formazione e dalla tutela...


 
 

Con il dott. Attanasi (SUMAI) abbiamo cercato di capire le possibilità per gli odontoiatri di lavorare negli ambulatori pubblici e come poterlo fare


Il fondo sanitario del settore metalmeccanico punta alla gestione diretta delle prestazioni sanitarie rese ai propri iscritti lasciando Rbm


Il Progetto del Prof. Pietro Ichino ha raccolto il sostegno di alcune CAO e dei principali sindacati, Società Scientifiche, Associazioni del settore odontoiatrico.


 
 

Altri Articoli

La prof.ssa Nardi esalta l’opportunità per l’operatore di rispondere in termini di efficienza ed efficacia per i protocolli operativi dedicati al debridment parodontale,...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”


Due giornate di confronto scientifico e una comunità sempre più partecipe: il Section Meeting di Palermo ha raccontato la vitalità della Sezione Italiana dell’International...


 
 

Per l’Ente di previdenza di medici ed odontoiatri vanno sempre conteggiate perché svolte sotto “la vigilanza e la direzione sanitaria dell’odontoiatra”


La svolta della General Assembly FDI sintetizzata da AIO dopo il World Congress FDI di Praga speigate dal presidente Musella e dalla delegata prof.ssa Segù


Se ne parlerà al 45° Congresso Internazionale AIOP. Abbiamo cominciato ad approfondire con il presidente AIOP, il presidente SIdP ed il dirigente AIOP odontotecnici


 
 

Come ogni anno ecco le informazioni per non farsi cogliere impreparati, le modalità per effettuare il versamento e cosa si rischia se non lo si versa


La CAO scrive ai Ministri competenti. Senna tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN, necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni...


AIO sostiene e rilancia in Italia la posizione europea per una digitalizzazione della sanità che favorisca l’innovazione senza indebolire la tutela dei pazienti


 
 

Tra i fattori modificabili che potrebbero contribuire alla prevenzione anche la salute orale: cosa dice oggi la ricerca


SIOD: “Una beffa dopo le sentenze del TAR. Così si mette in ginocchio la sanità convenzionata”


Insubria, San Raffaele, Link Campus e UniCamillus le università italiane selezionate nel biennio 2025-2026


 
 

Una ricerca conferma che i risultati in vitro sono promettenti, ma restano da affrontare le criticità operative della pratica quotidiana


Dott. Gianvito Chiarello: Coordinatore Nazionale SUSO

Un'anomalia normativa e burocratica oggi penalizza gli specializzandi delle Scuole delle scuole odontoiatriche. SUSO sostiene l’impegno della CAO Nazionale


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi