Se in Italia la "guerra" all'ortodonzia fai da te è appena iniziata -a settembre ANDI aveva scritto al Ministero della Salute chiedendo di intervenire- negli USA è già nelle aule dei tribunali.
Il problema nasce dalla possibilità offerta ai cittadini, in Europa dalla YourSmileDirect Ltd. (azienda con sede a Dublino registrata come attività odontoiatrica codice 83 26) mentre negli USA dalla SmileDirect (azienda il cui 19% del capitale sociale, secondo la stampa USA, è di Align Technology, la società che produce Invisalign) di farsi realizzare un allineatore traspare senza andare dal dentista. O meglio il dentista, così viene spiegato, progetta il caso e prescrive il dispositivo ma il paziente non lo vede mai, in quanto le impronte vengono rilevate dai pazienti stessi attraverso un kit che viene spedito a casa. Così come vengono poi spediti gli allineatori trattamenti necessari per "raddrizzare" i denti.
Contro questa pratica da tempo ADA ha chiesto un intervento alle Istituzioni e cercato di scoraggiare i cittadini con campagne informative.
La sede ADA del Michigan ha recentemente trasmesso al Governo una risoluzione chiedendo un intervento legislativo. Nella risoluzione l'Associazione "ritiene che la supervisione di un dentista autorizzato sia necessaria per tutte le fasi del trattamento ortodontico tra cui esami orali, esami parodontali, esami radiografici, modelli di studio delle scansioni della bocca, pianificazione e prescrizioni del trattamento, valutazioni periodiche del progresso e finale valutazioni con misure stabilizzanti".
Ad aprile, l'Associazione americana di ortodontisti ha presentato denunce in 36 Stati sostenendo che SmileDirect stava infrangendo le leggi che regolano l'esercizio dell'odontoiatria.
Attraverso un sondaggio condotto dall'Associazione americana degli ortodontisti circa il 13% dei suoi soci ha dichiarato di aver visitato pazienti hanno provato a raddrizzare i denti con il metodo fai da te "e alcuni di questi presentavano danni irreparabili".
Ovviamente la SmileDirect non è rimasta con le mani in mano. Un suo portavoce ha dichiarato via email a Buzz Feed News che "SmileDirectClub ha attivato azioni legali nei confronti di dentisti e ortodontisti che stanno divulgano informazioni false e forvianti riguardanti SmileDirectClub".
Secondo il giornale, il 23 ottobre l'azienda avrebbe citato in giudizio un folto gruppo di ortodontisti per un video contro l'ortodonzia fai da te e presentato una denuncia contro la sede del Michigan della American Dental Association per delle pubblicazioni che criticavano la pratica.
Alex Fenkell, cofondatore di SmileDirectClub, attraverso un comunicato stampa ha denunciato "le imprecisioni e le false dichiarazioni" contenute nell'articolo rubricando le iniziative contro la sua società da parte delle associazioni dei dentisti come "attività anticoncorrenziale" ricordando che la loro attività offre ai cittadini un servizio più "accessibile e conveniente per ottenere un sorriso migliore e più sano." Inoltre dalla SmileDirectClub ricordano che il loro è un puro servizio di marketing verso i dentisti abilitati che prescrivono la terapia ortodontica utilizzando il loro servizio di allineatori trasparenti e che il servizio permette ai pazienti solo di non recarsi fisicamente dal dentista.
Nel mirino anche i dentisti che hanno postato video critici contro il servizio su YouTube, come ad esempio Jeffrey Miller, un ortodontista del Maryland, che si è visto citare in giudizio dall'azienda che gli chiede 34 milioni di dollari di danni, a Grant Olson, un dentista a Springfield nel Missouri, a cui ne sono stati chiesti 18 mila.
Nor.Mac.
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