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28 Febbraio 2018

Il Ministro Lorenzin indica il modello per aiutare i cittadini a curarsi

Convenzioni con i dentisti privati ed una assicurazione odontoiatrica pubblica le soluzioni indicate

Norberto Maccagno

Il problema dell’assistenza odontoiatrica pubblica e della rinuncia delle cure da parte degli italiani è tra gli aspetti toccati dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel suo libro “Per salute e per giustizia. Come solo politica e scienza possono salvare il Servizio Sanitario Nazionale e perché è così difficile farlo” (Edizioni Edra), presentato oggi a Roma.

Un libro attraverso il quale il Ministro tocca le cose fatte durante il suo mandato battendosi per ricucire lo strappo tra scienza, società civile e politica, consentendo al nostro Servizio Sanitario Nazionale di reggere all’urto dei venti di una “tempesta perfetta”. Ma ragiona, anche e non solo, sulle cose che si devono fare e sulla necessità dell'approccio congiunto di politica e scienza per salvare il Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese.   

“Bisogna –ha detto il Ministro Lorenzin- riallineare scienza e politica, utilizzando auspicabilmente nuovi strumenti di confronto affinché la prima riesca meglio a far comprendere alla politica le sue ragioni e perché quest'ultima sappia utilizzare al meglio i progressi della scienza. Nell'interesse del Sistema Sanitario Nazionale e di tutti i cittadini”  

Per quanto riguarda l’odontoiatria, nel libro, l’On. Lorenzin ricorda come la spesa sanitaria privata out of pocket sia per quasi 9 miliardi costituita dalle cure odontoiatriche. “Spese non mediate da assicurazioni o fondi –ricorda- e che rischiano di esporre i cittadini a esborsi rovinosi per i bilanci familiari quando dal dentista occorre andare non per una semplice otturazione ma per degli impianti o un apparecchio correttivo, magari indispensabile alla futura salute dentale e non solo dei propri figli, visto che dalla buona o cattiva masticazione e dall’igiene dentale dipende non poca parte della salute del nostro organismo nel suo complesso”. Citando i dati di una ricerca del Servizio Studi ANDI, in cui viene evidenziato che circa 5 milioni di italiani rinunciano al dentista per problemi economici (il 7% della popolazione), ed il dato di ISTAT che indica nel 12% i soli lavoratori che vi rinunciano il Ministro Lorenzin che ricorda che chi non può permettersi il dentista ricerca alternative all’estero o dai finti dentisti.  

“Che quello delle cure dentarie sia, insieme alle liste d’attesa, un nervo scoperto del nostro sistema sanitario universalistico, lo dimostra anche il fatto che il SSN riesce a coprire solo il 3-4% dei cittadini, mentre la sanità integrativa in questo settore non è mai decollata”, ammette il Ministro. Proporre semplicemente la rimborsabilità delle cure dentarie per tutti, spiega il Ministro, “sarebbe fare demagogia ad alto costo, perché addossare al sistema almeno 15 miliardi di spesa supplementare significherebbe togliere risorse a cose come farmaci, apparecchiature diagnostiche e chirurgiche, manutenzione degli ospedali”.  

Ma nel frattempo, informa, “qualche ASL ha iniziato ad aguzzare l’ingegno” per offrire cure dentarie low cost anche alla stragrande maggioranza degli assistiti che non rientrano nelle fasce deboli della popolazione, le uniche che, in base al decreto sui LEA, hanno garantite cure odontoiatriche gratuite o al massimo dietro pagamento del ticket.  

I LEA infatti consentono di accedere alle cure gratuite solo gli assistiti affetti da patologie che danno diritto all’esenzione o le persone disagiate da un punto di vista socio-economico.   Il modello individuato dal Ministro come positivo è quello già adottato da alcune Regioni, per “tamponare la situazione” attivando un rapporto tra pubblico e privato, “delle convenzioni con gli studi dentistici privati, spuntando tariffari ridotti di un buon 50-60% rispetto a quelli di mercato”.  

“Tariffe impensabili fino a qualche anno fa –scrive la Lorenzin- ma che oggi è possibile far digerire ai privati sfruttando la “sindrome da poltrona vuota” che, con la crisi, ha spinto anche molti dentisti a puntare sui super-sconti pur di ampliare il proprio bacino di utenza, facilitando così la maggioranza dei cittadini che non rientrano nel recinto delle cure garantite dai LEA”.   Studi privati che avrebbero convenienza ad accettare la collaborazione in quanto “le tariffe dimezzate sono compensate dall’ampiezza del bacino di utenti che una ASL può mettere loro a disposizione con la convenzione”.  

“E poi i dentisti hanno capito che il vento è girato e che i super-preventivi che fanno “saltare dalla poltrona” più del trapano possono essere abbattuti anche realizzando economie di scala attraverso l’arma dell’associazionismo medico, che è in costante espansione anche nella branca odontoiatrica”.   Partendo da queste basi l’idea del Ministro uscente “è quella di istituire un’Assicurazione odontoiatrica pubblica, che gli assistiti potrebbero stipulare a costo zero con la propria ASL, autorizzata a sua volta alla stipula di convenzioni con gli studi dentistici privati del territorio, che garantirebbero agli assicurati ASL prestazioni a prezzi più che dimezzati”.  

Nello stesso tempo, spiega, “gli ambulatori della ASL verificherebbero l’appropriatezza del piano di cure proposto dal dentista privato, per evitare interventi utili più al portafoglio di chi li esegue che alla salute di chi li subisce”. Un modello di questo tipo, per l’On. Lorenzin “consentirebbe inoltre di garantire la gratuità di protesi e dentiere alle fasce economicamente più disagiate della popolazione grazie agli sconti merce che la stessa ASL potrebbe spuntare ai fornitori centralizzando gli acquisti degli studi privati, con vantaggio per entrambi”.  

E per indicare che la proposta non è azzardata, il Ministro cita il progetto di una decina di anni fa attivato dalla Regione Toscana ed in particolare dall’ASL di Firenze che dava a chi non rientrava nei LEA la possibilità di rivolgersi agli studi privati convenzionati dalla Regione stessa con tariffe scontate. “Solo a Firenze –ricorda- hanno accettato il nuovo tariffario 14 studi privati che nell’ultimo anno sono riusciti a offrire agli assistiti dell’azienda sanitaria fiorentina circa 10.000 prestazioni odontoiatriche per un valore di quasi 700.000 euro nel primo anno”.  

Il progetto di Assicurazione pubblica odontoiatrica proposto, in sintesi, potrebbe funzionare così: si ottiene prima una visita di ricognizione nella struttura pubblica che, se del caso, dà una risposta immediata alle emergenze o garantisce le prestazioni di primo e secondo livello alle fasce deboli (estrazioni, urgenze e casi gravi, otturazioni, cure canalari, ablazione tartaro, igiene dentaria). Poi fatta la diagnosi si ha l’autorizzazione ad accedere a uno degli studi privati convenzionati, dove le tariffe sono più che concorrenziali rispetto a quelle oggi comunemente praticate nel privato non convenzionato. Qualità ed appropriatezza delle prestazioni erogate verificate dall’ASL.  

“Partire dalle buone pratiche per garantire innovazione e migliore assistenza su tutto il territorio è un esempio di centralismo utile ai cittadini e che non lede le autonomie locali”, scrive il Ministro. “Applicare questo principio per assicurare finalmente agli italiani le cure dentarie a costi sostenibili fa parte della politica del fare, che non promette la luna ma soluzioni realizzabili”.      

 
 

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