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22 Maggio 2018

Il lato oscuro dell’odontoiatria 2.0: un tavolo al Ministero per contrastare i rischi

Le anticipazioni e le aspettative dei promotori: gli odontotecnici dell’ANTLO

Nor. Mac.

Un tavolo al quale siedono Ministero della Salute, Ordine, Odontoiatri, Odontotecnici, Industria, per fare il punto sulla fabbricazione dei dispositivi medici su misura ed in particolare su come arginare il fenomeno di quelli realizzati in paesi extra UE ma utilizzati in Italia senza le certificazioni e le garanzie previste dalla legge comunitaria in tema di dispositivi medici su misura.

Ne aveva già parlato il presidente CAO durante la prima assemblea dei presidenti CAO, lo ha rilanciato il presidente ANTLO Mauro Marin alla tavola rotonda organizzata da UNIDI ed AIO all’interno di EXPODNTALMeeting, informando che un primo incontro, seppure informale, sarebbe già avvenuto.


Presidente Marin, come nasce il tavolo sui dispositivi medici di cui ha parlato in Expodental Meeting di Rimini e chi ne fa parte?

All’inizio dell’anno, in uno dei periodici incontri ANTLO con la dott.ssa Marletta, Direttore Generale dei dispositivi medici e servizio farmaceutico del Ministero della Salute, parlando di attuazione del nuovo Regolamento UE si evidenziò la necessità di coinvolgere le rappresentanze delle industrie e degli odontoiatri su due aspetti specifici: le importazioni di dispositivi medici, soprattutto su misura, da Paesi extra-UE che alcune “maglie larghe” del Regolamento UE possono favorire e la regolamentazione delle innovazioni tecnologiche di “industry 4.0” come le stampanti 3D. Ambedue le tematiche declinano perfettamente l’intreccio fra la tutela della salute del paziente e la difesa dello spazio professionale.Dopo averne parlato con la Presidente UNIDI Gianna Pamich, che subito si rese disponibile, ai primi di febbraio nel primo incontro con il neo-Presidente CAO Nazionale Raffele Iandolo, inserimmo tale questione tra le nostre priorità ed anche il dott. Iandolo si rese disponibile, tanto che ne fece cenno alla prima Assemblea dei Presidenti CAO.Alla fine di marzo, organizzato da ANTLO, si tenne il primo incontro dalla dott.ssa Marletta presso il Ministero con i tre soggetti coinvolti, incontro nel quale si decise di attendere il Congresso ANDI di fine maggio per coinvolgere anche questa associazione unitamente ad AIO.


Chi tiene le fila, come viene istituzionalizzato e gestito?

Al primo incontro dalla dott.ssa Marletta, ANTLO ha avanzato la proposta – accettata da tutti i presenti – che fosse la CAO Nazionale a fungere da coordinatore del gruppo proprio in funzione del suo ruolo istituzionale di tutela della salute del paziente odontoiatrico, oltre che del decoro e della deontologia degli odontoiatri.Nelle prossime settimane, dopo il Congresso ANDI, il Gruppo di lavoro sarà quindi integrato da rappresentanti di questa associazione e di AIO. 


Quali sono in temi sul tavolo?

Quelli stabiliti ed illustrati anche a Rimini: le importazioni di dispositivi, soprattutto su misura, da Paesi extra-UE e la regolamentazione delle innovazioni tecnologiche conseguenti a “industry 4.0” ed in particolare le stampanti 3D. 


Da Rimini emerge la necessità comune, sia di ordine, sindacati odontoiatrici ed odontotecnici, di cercare di arginare il fenomeno delle protesi realizzate in paesi extra Ue e inserite nelle bocche dei ignari pazienti. Quali potrebbero essere le soluzioni da adottare per contrastare il fenomeno?

Sottolineo, perché così è stato deciso, anche la regolamentazione delle innovazioni tecnologiche conseguenti a “industry 4.0” ed in particolare le stampanti 3D. Il gruppo di lavoro dovrà approfondire tutti gli aspetti delle due questioni e portare al Ministero alcuni soluzioni. Per quanto ci riguarda come ANTLO, credo si debba lavorare su due piani: uno informativo sui pazienti attraverso campagne di informazione ad hoc, l’altro dissuasivo, con norme che prevedano il rigoroso rispetto delle norme in materia soprattutto sulla tracciabilità e su alcune figure introdotte dal nuovo Regolamento UE, il tutto con un adeguato quadro sanzionatorio per gli inadempienti. Ma la materia è demandata, come detto al Gruppo di Lavoro e al Tavolo presso il Ministero.  

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