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09 Marzo 2020

Nuovo DPCM su Coronavirus ed il settore odontoiatrico

Queste le indicazioni della Regione Lombardia, CAO, AIO, ANDI agli studi e Ministero degli Interni per la mobilità di professionisti, collaboratori e pazienti nella nuova zona arancione

Norberto Maccagno

Rimanere il più possibile a casa per non favorire la diffusione del contagio, ma nessun blocco per lavoratori e merci.
Può essere questa la sintesi di una giornata vissuta ad interpretare il DCPM, firmato nella notte dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e pubblicato, in una edizione speciale della Gazzetta Ufficiale alle ore 12 dell’8 marzo 2020.  

Un DPCM non certo chiaro su molti punti, anche quello di come si devono comportare gli studi odontoiatrici.  

Abbiamo cercato di raccogliere le indicazioni emerse in questa domenica piena di voci, indiscrezioni e pareri, pur autorevoli, mentre continua a mancare anche per gli studi odontoiatrici, indicazioni chiare per tutto il territorio nazionale, magari differenziate per le zone più colpite e quelle, fortunatamente non ancora (e ci auguriamo mai) in emergenza.  

Le informazioni che riportiamo sotto, sono aggiornate alle 23 dell’8 marzo ed potrebbero venire smentite dagli sviluppi che arriveranno, quasi certamente, già nelle prossime ore. Una continua evoluzione che Odontoiatria33 continuerà a raccontarvi in tempo reale, portando notizie, pareri e consigli.  


Zone arancioni, studio aperto o chiuso?  

La domanda che ha rincorso l’intera giornata tra i presidenti CAO ed i dirigenti dei principali Sindacati odontoiatrici, stando alle indicazioni raccolte da Odontoiatria33, è stata quella di quali indicazioni si doveva dare agli studi odontoiatrici della Lombardia e delle 14 provincie inserite nella zona arancione.  

La Regione Lombardia  

Attraverso una nota ufficiale dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, illustrando una delibera approvata dalla Giunta straordinaria che si è riunita oggi, per quanto riguarda gli ambulatori e gli studi professionali privati viene indicato che non rientrano tra quelle attività sanitarie soggette a sospensione “le strutture ambulatoriali facenti parte di un ente gestore unico con attività di degenza; gli erogatori autorizzati e accreditati non a contratto; gli studi privati di medici, odontoiatri e operatori sanitari”.  

Sulla stessa linea della Regione Lombardia la Prefettura di Como che conferma come non vi sono limitazioni, salvo vengano rispettate le norme sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per i dipendenti ed evitati assembramenti per, citiamo testualmente, l’attività di “estetista, parrucchiere e dentista”.  

Fuori dal coro, come aveva scelto di consigliare già qualche settimana fa l’OMCeO di Lodi -ma in quel caso la comunicazione era riferita agli studi nella zona rossa, le limitazioni di oggi sono differenti e meo restrittive- l’OMCeO del Verbano Cusio Ossola “consiglia ed invita caldamente la chiusura di tutti gli studi odontoiatrici salvaguardando solo l’attività in regime di emergenza”.    

NOTA: nella giornata del 9 marzo 2020 il documento prodotto dall'OMCeO di VCO è stato considerato superato e ritirato.


Le indicazioni di CAO, AIO, ANDI  

In una nota congiunta viene ricordato come la “prevenzione della diffusione della trasmissione del Coronavirus è oggi la priorità per ogni cittadino italiano, noi compresi” esortando: “dobbiamo pertanto tutti contribuire a tale obiettivo e capire la straordinarietà della situazione”.   CAO, AIO ed ANDI invitano “tutti i colleghi Odontoiatri che lavorano nelle zone comprese nelle aree indicate dal DPCM dell’8 marzo 2020 a mantenere la continuità delle cure ma a modulare secondo le cautele impartite dalla ordinanza gli accessi dei pazienti negli studi odontoiatrici”, quella sull’assembramento in studio ed il rispetto in sala d’attesa della distanza tra le persone. CAO e Sindacati che invitano “tutti i colleghi, anche delle zone non rosse, a ridurre al massimo i contatti interpersonali e a diffondere ai cittadini le indicazioni di prevenzione emanate dal Ministero Salute per la prevenzione della trasmissione di Coronavirus” oltre a rispettare le indicazioni date da CAO, AIO ed ANDI.

 

Mobilità professionisti, collaboratori e pazienti  

Ad indicare come si devono comportare i professionisti i collaboratori che devono recarsi nello studio all’interno della nuova zona arancione ma residenti fuori dalla zona o viceversa, ma anche per i pazienti che hanno lo stesso problema.  

Secondo quanto indicato dal Ministero degli Interni, sono possibili gli spostamenti “solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute attestate mediante autocertificazione” resa anche direttamente alle Forze dell’Ordine che effettueranno i controlli attraverso un modulo. Autodichiarazione errata, i controlli potranno avvenire anche successivamente, comporterà l’arresto fino a 3 mesi (o ammenda fino a 206 euro) ma anche, nei casi più gravi denunciato per l’articolo 452 del C.P. (delitti colposi di salute pubblica).  

Rimane invece l’assoluto divieto, “che non ammette eccezioni”, per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus”.


Photo Credit: Palazzo Chigi

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