Dopo l’audizione in Commissione Affari Sociali e le dichiarazioni del Segretario CNA SNO, il presidente di Confartigianato vuole meglio chiarire
Ivan Pintus (nella foto), presidente nazionale di Confartigianato Odontotecnici, dopo l’audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera sul riordino delle professioni sanitarie e sul tema dell'inserimento della figura dell’odontotecnico nelle professioni sanitarie, intende sottolineare l’importanza di un maggiore riconoscimento del Titolare come professionista sanitario (Odontotecnico) e di valorizzazione delle imprese odontotecniche. Il Presidente ha evidenziato che il ruolo dell’odontotecnico come professionista sanitario arricchito dal percorso Universitario, “sta diventando sempre più centrale nelle professioni sanitarie, grazie all’evoluzione delle tecnologie e alla crescente richiesta di professionalità qualificate in ambito sanitario grazie alla normativa europea 745/2017”.
Il vantaggio della titolarità delle imprese artigiane odontotecniche, secondo Pintus, è quello di garantire una maggiore qualità del lavoro, grazie alla professionalità, alla specializzazione e alle competenze dei titolari, che possono rispondere direttamente alle necessità del paziente e dei professionisti della salute i medici odontoiatri. “I laboratori odontotecnici, infatti, sono in grado di offrire soluzioni personalizzate e ad alta tecnologia, mantenendo al contempo una stretta attenzione alla qualità e alla sicurezza dei prodotti per il benessere del paziente”, ricorda.
Ivan Pintus ha voluto fare chiarezza sul tema del potenziamento della figura dell’odontotecnico nel settore sanitario, soprattutto in risposta a dichiarazioni fatte alla Commissione e riportate da Odontoiatria33 del Segretario Cristiano Tomei, responsabile di CNA SNO Odontotecnici che potrebbero essere interpretate in modo errato. Sebbene CNA abbia presentato alla XII Commissione, per il riconoscimento dell’odontotecnico come professionista sanitario, un documento comune a Confartigianato Odontotecnici, la sua affermazione che “gli odontotecnici rimarranno sicuramente artigiani” pur essendo inseriti tra le professioni sanitarie, “necessita di un approfondimento”, dice Pintus.
Il Presidente nazionale odontotecnici di Confartigianato ribadisce che “l’odontotecnico è già inserito nelle professioni sanitarie lo si evince dalla legge 17 del 2001 e dalla recente sentenza del Consiglio di Stato 30/01/24 e che questa riconoscibilità non implica una modifica della sua natura artigiana. Infatti, come previsto dal nuovo regolamento europeo 745/2017 sui fabbricanti di dispositivi medici su misura, l’odontotecnico continuerà a svolgere la sua attività in qualità di imprenditore odontotecnico, ma con una maggiore valorizzazione delle sue competenze sanitarie come professionista sanitario e titolare di laboratorio”.
“Le sue funzioni –chiarisce- rimarranno distinte da quelle dell’odontoiatra, senza alcuna sovrapposizione tra i due ruoli, garantendo una cooperazione professionale che rispetta le specificità di ciascuna figura”.
Inoltre, Pintus ritiene che il riconoscimento dell’odontotecnico come professionista sanitario titolare di impresa, “non comporta solo una formalizzazione del ruolo, ma porta anche un vantaggio significativo per le imprese odontotecniche del settore, che potranno operare con una maggiore sicurezza normativa e una valorizzazione delle loro competenze”. Questo, spiega, “in un contesto in cui la quasi totalità dei laboratori odontotecnici sono già impegnati nella produzione di dispositivi medici su misura, con un impegno crescente in termini di innovazione tecnologica competenza e qualità dei prodotti, tutto questo serve per salvaguardare la titolarità delle imprese e la finalizzazione dei manufatti protesici su misura, che sul mercato attuale vengono costruiti anche purtroppo da soggetti non abilitati, questo genera concorrenza sleale e confusione a discapito della salute del paziente”.
Il Presidente ha quindi evidenziato come “i laboratori odontotecnici, pur mantenendo la loro matrice, trarranno beneficio da una regolamentazione che ne rafforzi la posizione del titolare come professionista sanitario, offrendo un servizio sanitario di alta qualità, personalizzato e sicuro, in collaborazione con gli altri professionisti odontoiatri che operano nel settore, come richiesto dalla normativa europea 745/2017”.
Pintus ha anche sottolineato che un rafforzamento del settore odontotecnico in sanità con il suo dovuto riconoscimento “darà i suoi frutti in futuro, come già avvenuto in altri Paesi della comunità europea, ed ha scandito bene le terminologie, che permetteranno di valorizzare ulteriormente la qualità dei dispositivi medici su misura, favorendo la competitività sana delle imprese odontotecniche e assicurando un servizio più mirato, attento e specializzato alle specifiche esigenze del mercato sanitario”.
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