L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) torna a bacchettare l’Ordine per aver ostacolato la concorrenza tra i professionisti. Per la verità con la sentenza del 7 ottobre scorso (ma resa pubblica solo il 2 novembre) condanna l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Bolzano a una multa di 5mila euro e l’obbligo di rimuovere i vincoli dettati ai propri associati.
La vicenda
Tutto parte nel 2005 ma il caso coppia nel 2008 quando l’associazione Centro tutela dei consumatori di Bolzano (Ctcu) inseriva sul proprio sito web una tabella di raffronto dei prezzi praticati per il medesimo tipo di prestazione odontoiatrica dai dentisti della Provincia di Bolzano, ma anche croati, che volevano aderire. Lo scopo dell’iniziativa, denominata “Prezzi trasparenza online” era quello di fornire un servizio informativo ai consumatori circa i prezzi delle singole prestazioni odontoiatriche richiesti nell’area della Provincia di Bolzano. L’Ordine di Bolzano inviava una lettera a tutti gli iscritti invitandoli a non aderire, ricordando i doveri deontologici e le possibili sanzioni disciplinari. Una decina, sui 13 che avevano pubblicato le loro tariffe sul sito del Ctcu, chiedono di essere tolti dal sito.
Il Ctcu ricorre all’Agcm che apre un procedimento di indagine nei confronti dell’Ordine ravvisando un vero e proprio comportamento possibilmente lesivo e restrittivo della concorrenza.
Con la sentenza, l’Antitrust ritiene colpevole l’Ordine per aver ostacolato l’iniziativa del Ctcu in quanto, attraverso le missive inviate agli iscritti, “ha messo in atto un’intesa restrittiva della concorrenza, tuttora in corso, che ha impedito in concreto la pubblicazione e il confronto dei prezzi da parte degli odontoiatri iscritti all’Albo tenuto dall’Ordine di Bolzano. L’intesa ha ristretto la concorrenza tra i professionisti impedendo loro di utilizzare una leva concorrenziale essenziale in un settore dove il livello di competizione è già basso, con effetti particolarmente negativi per i consumatori”. Ma sono molti gli spunti forniti dalla sentenza, tra questi il fatto che l’Agcm nelle valutazioni giuridiche evidenzia il fatto che “gli odontoiatri, in quanto prestano stabilmente, a titolo oneroso e in forma indipendente servizi professionali, svolgono attività economica potendo essere qualificati come imprese, ai sensi dei principi antitrust. L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bolzano e provincia, in quanto ente rappresentativo di imprese che offrono sul mercato in modo indipendente e stabile i propri servizi professionali, è un’associazione di imprese ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge n. 287/90”.
Le reazioni
Soddisfatta l’associazione Centro tutela dei consumatori di Bolzano che attraverso il suo presidente Walther Andreaus sottolinea come il provvedimento dell’Antitrust sia di importanza fondamentale. “È sempre stato nostro convincimento - dice - che le politiche messe in campo dall’Ordine degli odontoiatri fossero finalizzate sia a ostacolare un confronto competitivo tra i loro iscritti sia a mantenere un livello elevato e soprattutto uniforme dei prezzi delle prestazioni. Comportamenti protezionistici e di lobbying come questo non possono essere più tollerati, soprattutto in questo caso, dove sono ben note le carenze in tema di cure dentarie da parte del Servizio sanitario nazionale.”
Il Ctcu rileva infine che la mancata adozione di provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine nei confronti dei professionisti aderenti all’iniziativa dimostra la sostanziale inconsistenza e infondatezza delle contestazioni di ordine deontologico avanzate dall’Ordine e comprova la finalità esclusivamente intimidatoria delle comunicazioni inviate ai professionisti in relazione all’iniziativa del Ctcu.
Di un vero e proprio attacco alla deontologia professionale parla il dottor Salvatore Rampulla presidente Cao di Bolzano. “Dobbiamo ancora studiare bene il dispositivo della sentenza - ci dice a caldo - ma faremo sicuramente ricorso al Tar per tutelare la professione odontoiatrica e il nostro Ordine professionale.”
“Non facciamo lobby, ma cerchiamo di tutelare il decoro professionale e il cittadino” dice Rampulla. “Attraverso la lettera inviata agli iscritti - continua - abbiamo solamente voluto ricordare il dettato deontologico in merito alla pubblicità sanitaria come previsto dal nuovo codice approvato a seguito della riforma Bersani. Codice che rispetta quanto imposto dal legislatore, ma definisce con chiarezza i principi di decoro che medici e odontoiatri devono rispettare anche quando scelgono di promuovere la propria attività professionale attraverso messaggi pubblicitari.”
“Il nuovo codice deontologico - ci spiega - consente di informare anche sul proprio onorario a patto che questo non sia l’unico elemento d’informazione presente nel messaggio. Ricordo che l’iniziativa del Ctcu pubblicava esclusivamente le tariffe praticate per determinate prestazioni da odontoiatri bolzanini ma anche da quelli croati. Il costo di una corona o di una protesi non può essere l’unica informazione a disposizione del cittadino. Non siamo di fronte a una rivendita di un prodotto ma parliamo di una prestazione sanitaria dove professionalità, materiali, terapia determinano il successo della riabilitazione protesica.”
Con una circolare inviata ai presidenti Cao provinciali, il presidente Cao Giuseppe Renzo ricorda la visione mercantile dell’Agcm. Non entrando nel merito della sentenza e ribadendo la bontà del Codice deontologico, il presidente Renzo ricorda che non si sta parlando di un prodotto, bensì di una prestazione sanitaria che non può essere valutata ponendo come unico parametro il prezzo.
GdO 2009;17
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