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17 Marzo 2008

Tempo scaduto: l'albo per gli igienisti non si fa

di Norberto Maccagno


Sfuma per gli appartenenti alle ventidue professioni sanitarie (circa 530 mila operatori tra i quali gli oltre 1.500 igienisti dentali) la possibilità di ottenere un proprio ordine professionale. Il Governo non ha infatti approvato, prima della scadenza della delega, la legge ad hoc.
L’iter per l’istituzione degli ordini professionali era partito nel 2002 e nella scorsa legislatura (terzo governo Berlusconi) con l’approvazione bipartisan della legge 43/2006 che prevedeva l’approvazione entro sei mesi di una legge delega che desse “una casa” alle nuove figure professionali della sanità. Di proroga in proroga, il 25 gennaio scorso il ministro Livia Turco ha firmato il decreto legislativo che attua la delega per l’istituzione dei nuovi ordini professionali.
L’iter aveva già subito molti rallentamenti. La prima volta nel 2006, alla scadenza originaria della delega prevista dalla legge, a causa della necessità di ridurre il numero delle professioni al minimo, nell’ottica delle liberalizzazioni e sotto la pressione di Antitrust e Commissione Europea, contrari alla costituzione di nuovi organismi. La delega poi era ancora slittata da sei mesi a due anni, scaduti il 4 marzo.
Lo schema di Dlgs prevedeva l’istituzione di tre ordini professionali: infermieri, ostetriche e professioni sanitarie della riabilitazione, professioni tecnico-sanitarie della prevenzione (categoria nella quale sarebbero rientrati gli igienisti dentali).
I tre ordini si sarebbero costituiti in federazioni nazionali e, al loro interno, ventidue profili si sarebbero articolati in albi provinciali. Per ciascuna professione il decreto prevedeva “attività riservate” sulla falsariga dei profili istituiti a partire dal 1994.
Ed è proprio su questo punto che si sono scatenate nei mesi scorsi le critiche da parte delle organizzazioni mediche, che intravedevano una pericolosa sovrapposizione dei ruoli tra le attività individuate per alcune delle singole professioni e quelle esclusive dei medici.
Il provvedimento firmato dalla Turco è stato subito trasmesso al Consiglio dei ministri, iniziando una corsa contro il tempo per l'approvazione prima della chiusura della legislatura.
Il 27 febbraio il Consiglio dei ministri ha iniziato l’esame del provvedimento, senza approvarlo.
“Sono molto addolorata che non si sia trovata l’unanimità dei gruppi parlamentari di Camera e Senato - ha dichiarato il ministro Livia Turco - per il varo del provvedimento istitutivo degli ordini e degli albi delle professioni sanitarie.” Comprensibilmente delusa la presidente dell’Aidi (l’Associazione degli igienisti dentali) Licia Boldi: “mi è molto difficile mantenere la calma quando mi si chiede di esprimere un parere sulla mancata approvazione dello schema attuativo della legge 43/2006 - ci dice la dottoressa Boldi - perché mi chiedo se ci sia mai stata l’intenzione di dare un seguito e portare a compimento una legge che era stata approvata con voto bipartisan. Posso tuttavia dare atto al ministro Turco di aver promesso in buona fede di portare a termine l’iter legislativo. Adesso noi tutti dell’Aidi aspettiamo i provvedimenti del prossimo Governo, sperando che siano conformi ai bisogni degli utenti, ai quali, specie quando si tratta di salute, si devono dare indubbie garanzie di competenza e professionalità".

GdO 2008; 4

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