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01 Luglio 2008

A Cernobbio, l'odontoiatria del futuro a congresso

di Renato Torlaschi


È appena la seconda volta, ma ha già tutta l’aria di una tradizione. Anche il secondo congresso dedicato dall’Andi all’economia in odontoiatria è stato ospitato nella sontuosa cornice di Villa d’Este, a Cernobbio, sulle rive di un lago di Como che, sotto l’acquazzone primaverile acquistava, se possibile, ancora più fascino.
Come se gli aspetti economici legati all’odontoiatria non fossero già fin troppo ampi e complessi, il titolo del congresso, nel definirne più precisamente l’ambito, in realtà lo ha allargato ulteriormente: “Il valore etico, economico e comunicativo della prestazione odontoiatrica”. È stata dunque l’occasione per riflettere su tre tematiche fondamentali, strettamente correlate e ancora troppo spesso prive dell’attenzione che meriterebbero: economia, etica e comunicazione, ovviamente applicate al mondo dell’odontoiatria in Italia.
La riflessione investe direttamente il destino della professione nei prossimi anni e, con essa, della stessa Andi, che ne è l’associazione più rappresentativa, con i suoi 21.484 aderenti.
Questa consapevolezza è emersa chiaramente già nei saluti di apertura rivolti ai circa 150 presenti dal presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani, Roberto Callioni e dal presidente della sezione di Como e Lecco, Paride Zappavigna.
I punti di forza e di debolezza del sistema odontoiatrico in Italia, le opportunità e le minacce per il suo sviluppo, sono state al centro di una delle relazioni più interessanti, quella di Francesco Longo, direttore del Cergas, il Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’Università Bocconi di Milano. Nonostante l’elevato numero di dentisti in rapporto alla popolazione, l’indicatore del tasso di copertura del bisogno è altissimo: 2,1. Tradotto, significa che c’è un elevato tasso di bisogno che non si trasforma in domanda: gli italiani vanno poco dal dentista e ci vanno tardi. Non è certo un problema del singolo professionista, ma del settore nel suo insieme.
La disparità tra Nord e Sud del paese rimane enorme. La struttura dell’offerta, com’è noto, è in Italia estremamente frammentaria, con ambulatori molto piccoli e aziende di supporto di modeste dimensioni: i 51.000 dentisti italiani operano in 34.000 ambulatori, una media di appena 1,5 dentisti per ambulatorio. È la realtà ancora dominante dello studio singolo, che però verrà fortemente ridimensionata dalle trasformazioni in atto, come è già successo in tanti altri paesi europei.
Le tendenze di cambiamento in atto sono principalmente tre. Il primo, appunto, un processo di concentrazione industriale che ha già cominciato a investire tutta la sanità privata: grandi gruppi privati stanno già acquisendo molta parte della sanità privata e il processo di concentrazione porterà a pochi grandi global player. Il secondo elemento è la formazione di un’organizzazione delle cure primarie per gruppi di medici. Il terzo è l’atteso decollo di fondi assicurativi integrativi che, nella particolare situazione italiana, si svilupperanno per aree specialistiche, in particolare le cronicità degli anziani e, appunto, l’odontoiatria.
Secondo Longo, in questa situazione di cambiamento, l’Andi ha di fronte tre strategie possibili: resistere ed estendere la prevalenza degli studi singoli; lasciare che imprenditori esterni organizzino l’offerta e il meccanismo associativo oppure promuovere e quindi governare la forma di associazionismo medico. Inutile dire che, se si vuole procedere in questa direzione, sarà necessario acquisire e approfondire competenze imprenditoriali che finora erano considerate accessorie alla professione.
Business dunque, ma in che modo?
Si sa che una delle leve essenziali di qualunque intervento manageriale è quello della comunicazione. Come ha sottolineato Alessandra Mazzei, professoressa associata di Economia e gestione delle imprese della Iulm, comunicazione e marketing devono essere concepite in modo particolare e specifico per quelli che sono detti beni-fiducia: è in quest’ambito che rientrano i servizi di tipo professionale, particolarmente in campo medico. Qui, un ruolo cruciale è giocato dalla relazione. È relazione il rapporto tra medico e paziente, l’abilità che permette un efficace lavoro in team, così come quella che si determina nel passaggio di competenze, metodologie ma anche valori tra una generazione i professionisti e quella successiva.
E' comunque doveroso sottolineare come l’attenzione alle questioni etiche da parte dell’Andi sia testimoniata da varie iniziative nate nel corso degli anni all’interno dell’associazione. Basti ricordare l’ormai consolidata esperienza del Mese della prevenzione dentale e la costituzione della Fondazione Andi onlus. In occasione di questo convegno è stata inoltre presentata una novità importante: la traduzione e distribuzione a tutti i soci e studenti di odontoiatria di un Manuale di Etica Odontoiatrica.
Si tratta della versione italiana del manuale Dental Ethics, realizzato dalla Fdi World Dental Federation e che, come spiega il presidente Callioni nella presentazione, “è finalizzato alla condivisione universale di una coscienza etica comune, nella consapevolezza che qualsiasi sfida futura non potrà prescindere dal rispetto dei valori etici fondamentali”. Comunicazione è anche immagine, come è ben chiaro a Francesco Alberoni che, chiamato a Cernobbio per una lectio magistralis si è detto convinto della necessità di promuovere una buona immagine dei dentisti sia dentro che fuori dai confini nazionali, perché l’Italia non conosce vie di mezzo, “è condannata all’eccellenza o al crollo”: l’odontoiatria italiana è tra le migliori al mondo, ma la gente non lo sa… Comunicazione ed etica convergono infine nella presentazione di una delle iniziative a cui Callioni tiene particolarmente e di cui sentiremo molto parlare nei prossimi mesi: la seconda edizione dell’Oral Cancer Day. Per la sua promozione è stato chiamato un nome noto a livello mediatico: Max Laudadio, di Striscia la Notizia. Dopo i primi servizi andati in onda sull’abusivismo, Laudadio ha avuto modo di approfondire alcune tematiche legate alla professione odontoiatrica. A Cernobbio, con grande vitalità e comunicativa, ha formulato il principale obiettivo della campagna: fare in  modo che tantissimi italiani vadano in uno studio dentistico per una visita di prevenzione del cavo orale. Laudadio ha promesso di farsi portabandiera di un piccolo esercito di cento studenti - gli odontoiatri del futuro - che porteranno in trenta piazze italiane la vocedell’Andi in tema di prevenzione.

GdO 2008; 10

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