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05 Novembre 2008

Test di accesso alla facoltà di Odntoiatria: il parere degli studenti

di Norberto Maccagno


Parlando degli esami di ammissione penso sia necessario partire da un quesito di base: serve una selezione? Io penso che questa sia indispensabile e vada calibrata sul potere formativo dell’Università e sugli sbocchi del corso di laurea tenendo conto della qualità della formazione e del prezzo per la collettività.
Formare un dentista è molto costoso, in termini sia di mezzi che di tempo e sappiamo tutti quanto costino attrezzatura e materiali, quanto sia difficile osservare qualcuno che lavora in bocca ecc.
Senza soffermarmi a citare i dati, posso affermare che in Italia attualmente abbiamo il doppio dei dentisti necessari, malgrado quanto dica ogni tanto qualche sprovveduto addetto ministeriale, e di conseguenza che senso avrebbe formare più professionisti di quanti ne serviranno?
Considerando inoltre che la laurea in Odontoiatria offre un unico sbocco e che la formazione dello studente non è un costo solo per la famiglia che deve accollarsi tasse e mantenimento, ma soprattutto per lo Stato, è concepibile che investire su persone che non potranno giovarsi dell’investimento e dovranno trovare impieghi inferiori al loro livello di preparazione o addirittura intraprendere un nuovo percorso formativo sarebbe controproducente.
Con ciò sicuramente non voglio affermare che la modalità di accesso attuale sia perfetta, presenta lati positivi e negativi. Sicuramente il fatto che ci sia un test uguale per tutti, contemporaneo, anonimo, con le stesse regole e corretto con delle macchine è positivo e ci ha permesso di superare vecchi sospetti su presunti favoritismi da parte dei commissari: non sono pochi i casi di figli di famosi Odontoiatri che malgrado reiterati tentativi non hanno potuto accedere. D’altra parte sono criticabili sia il mezzo, un test a crocette (chi di noi sceglierebbe un collaboratore con questo metodo?), che il merito: ci sono domande a cui molto spesso medici e dentisti non sono in grado di rispondere e per di più spesso sono poste nella maniera più ingannevole possibile. I quesiti delle materie di base come fisica, chimica e biologia sono spesso a un livello più avanzato di quello che si tratterà al primo anno, inoltre con l’attuale sistema la scuola superiore è totalmente svuotata di ogni funzione in quanto non tutte le scuole affrontano gli argomenti del test e comunque raramente preparano a un livello sufficiente.
Che dire poi del voto di maturità che ormai non serve più a nulla? Sarebbe però folle pensare di reintrodurre un punteggio legato a questa valutazione che sappiamo essere dipendente da molti fattori tra cui sezione, scuola posizione geografica ecc. La verità è che questa selezione non è perfetta e non è giusta, ma è la migliore ad oggi disponibile e se qualcuno ne conosce una migiore si faccia avanti. L’utilizzo di colloqui o esami renderebbe il risultato troppo sensibile all’esaminatore e reintrodurrebbe dubbi su favoritismi e corruzioni; un giudizio in itinere (si fanno i primi tre anni di teoria e i più bravi possono proseguire con la pratica) come sostengono alcuni, peggiorerebbe la qualità formativa, aumenterebbe i costi e lascerebbe tanti a metà di un vicolo cieco. Bisogna riconoscere che il livello medio di preparazione degli odontoiatri è indubbiamente cresciuto dall’istituzione del corso di laurea specialistica e questo è probabilmente dovuto anche alla ferrea selezione che determina i futuri dentisti.
La mia esperienza: al primo tentativo, pur essendo sempre stato uno studente nel complesso brillante, sono stato respinto e capisco che per tanti come me che non sono mai stati bocciati, neppure all’esame per la patente, una battuta d’arresto possa essere traumatica, soprattutto in un mondo in cui tutti devono riuscire e in cui forse la scuola ha perso di selettività. Nella vita però bisogna superare gli ostacoli, in questo caso studiare, e se qualcuno vuole intraprendere la nostra strada, sappia che questo non è l’unico ostacolo come alcuni sostengono, ma che con l’impegno e la passione le soddisfazioni non mancheranno.

GdO 2008; 14

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