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03 Marzo 2009

Preparare la compliance comunicando

di Renato Torlaschi


Dalla Germania uno studio mirato all’indagine delle possibilità di miglioramento e crescita del valore fondamentale che la relazione medico-paziente riveste nell’attività clinica. Studi scientifici vengono oggi pubblicati in grande quantità per approfondire ogni aspetto della pratica clinica odontoiatrica.
È però davvero difficile trovare in letteratura indagini corredate di misurazioni, cifre e grafici volti a indagare quell’elemento basilare della
professione che è costituito dalla comunicazione tra dentista e paziente.
Si presuppone forseche si tratti di un concetto un po’ troppo elusivo, anche se intuitivamente se ne riconosce l’importanza. Ne hanno preso atto alcuni studiosi tedeschi, che lavorano in istituti diversi della medesima facoltà di odontoiatria, all’università di Colonia: Rainer Haak, Jakob Rosenbohm, Armin Koerfer, Rainer Obliers e Michael J. Wicht. Hanno pensato diporre rimedio a questa carenza di dati con un originale studio randomizzato controllato in cui si è verificata l’efficacia di corsi appositi nel migliorare la capacità di comunicazione attuata dal dentista nei confronti dei pazienti; i risultati sono stati presentati sul numero dello scorso novembre dello European Journal of Dental Education.
Ne potranno tenere conto coloro che hanno la responsabilità di mettere a punto i programmi di formazione negli istituti universitari; tra questi c’è l’Association for Dental Education in Europe, che ha iniziato le sue attività di armonizzazione dei curricula odontoiatrici all’interno dell’Unione europea. In quest’ambito, un documento che definisce il profilo delle competenze richieste dal dentista europeo, indica “comunicazione e skill interpersonali” come una delle sette macro-categorie fondamentali e imprescindibili per l’attività professionale.
Non è però affatto scontato quale sia il tipo di training ottimale da offrire agli studenti e molti ritengono persino che non sia necessario, in quanto l’attività clinica di per sé porterebbe a sviluppare automaticamente le doti di comunicazione richieste. Gli autori non ignorano la difficoltà e il tempo richiesti per una buona formazione in materia e supportano l’idea che siano necessarie lezioni svolte in piccoli gruppi, in cui sia garantita la partecipazione attiva di ciascuno degli studenti, anche perché “a differenza di altre aree della formazione in odontoiatria, la capacità di comunicare efficacemente con il paziente è strettamente correlata al proprio livello di autostima”.
Gli studiosi tedeschi hanno reclutato i partecipanti alla ricerca tra gli studenti del primo corso clinico di odontoiatria operativa e parodontologia, al quarto anno del corso di studi in odontoiatria all’università di Colonia. I 26 selezionati sono stati classicamente suddivisi tra un gruppo sperimentale e un gruppo di controllo, facendo attenzione che ci fosse una certa omogeneità nella competenza comunicativa iniziale e nel rapporto tra il numero di ragazzi e di ragazze. Ogni studente è stato sottoposto a interviste con pazienti simulati all’inizio e alla fine dello studio, allo scopo di verificare se ci fossero stati miglioramenti nella capacità di comunicare.
(Per approfondimenti si veda il Giornale dell'Oodntoiatra 2009;2:10)
Il risultato ha dimostrato la notevole efficacia del corso di comunicazione. Se nelle interviste iniziali gli studenti dei due gruppi hanno mostrato capacità molto simili, la situazione si è presentata con caratteristiche ben diverse alla fine dell’addestramento. Gli studenti che non sono stati formati in modo specifico non hanno fatto registrare alcun miglioramento, nonostante abbiano avuto modo di esercitarsi nel  contatto con i pazienti durante il corso clinico di odontoiatria operativa e parodontologia. Viceversa, le misurazioni delle abilità comunicazionali degli studenti inseriti nel gruppo di test indicano un incremento notevole e generalizzato. Ciò a conferma del fatto che anche le capacità di comunicare possono essere sviluppate, al pari delle conoscenze tecniche e scientifiche. Riconoscere che queste competenze sono necessarie a ogni professionista della salute rappresenta un primo passo; quello successivo è di predisporre e dare la rilevanza che meritano a insegnamenti dedicati, all’interno delle facoltà mediche e odontoiatriche.

GdO 2009; 2

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