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26 Ottobre 2009

Futuri dentisti: subito al lavoro ma da precari

di Claudia Testoni


Spesso nel settore dentale, accademia e professione faticano a incontrarsi. Sembrano due realtà parallele, come se formazione e mondo del lavoro fossero due mondi differenti. Ancora più distaccato sembra quello studentesco. Di chi sia il futuro dentista, di quali siano le sue aspirazioni, le aspettative, di come lo studente giudichi le possibilità formative offerte dal proprio ateneo e di quali siano le possibilità una volta laureato, poco sappiamo.
Da anni il Consorzio Almalaurea, ma anche lo stesso Miur, pubblica una serie di dati che possono aiutarci a fotografare e a capire i futuri dentisti.
Innanzitutto quanti sono coloro che si laureeranno nei prossimi anni? Grazie al Miur scopriamo che gli iscritti all’anno accademico 2008-2009 erano 4.794, togliamo i 769 giovani che si sono laureati e aggiungiamo i 690 che si potranno iscrivere quest’anno. In totale sono 4.715 gli studenti, dalle matricole ai fuori corso, che occupano i 33 atenei sede di corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria.
La fotografia del neo-laureato arriva grazie ai dati diffusi dal consorzio Almalaurea rilevati attraverso un questionario compilato dai laureati nel 2008.
In prevalenza il neo-odontoiatra è di sesso maschile (53%) ma le donne pressano (47%); l’età media è di 25,8 anni. Il 48,4% dei neo laureati ha tra i 23-24 anni ed il 37,3% ne ha 25-26.
Se il 3,6% è di nazionalità straniera in prevalenza l’universitario studia e si laurea nella provincia dove abita (50%), o nella stessa regione (25,6%). Solo il 23,8% studia fuori dalla propria regione di residenza. Il 78,3% studiava a meno di un’ora di viaggio della sede universitaria.
Prevalentemente appartengono a famiglie borghesi (così si classifica il 54,7% degli intervistati), di impiegati (20,9%), alla piccola borghesia (12,4%) mentre i figli di operai sono solo il 7,5%.
I loro genitori prevalentemente sono laureati: hanno entrambi la laurea (31,1%), una sola il (30,7%).
La scuola secondaria di provenienza è il liceo scientifico (61,9%), quello classico (25%) e le scuole professionali come quelle di odontotecnica (5,6%).
Sulle qualità scolastiche i neolaureati sono stati studenti attenti e coscienziosi visto che il 55,6% di loro si è laureato in corso, il 25% un anno dopo e l’11% in due. Buona è anche la media del voto di laurea: 108.
Dai dati del consorzio Almalaurea viene evidenziato come prevalentemente lo studente in odontoiatria, a differenza di altri corsi di laurea, sia “stanziale” ovvero non frequenti volentieri corsi o stage fuori dalla propria università. Infatti, solo il 9,7% ha frequentato corsi all’estero e il 41% ha frequentato stage riconosciuti dal proprio corso di studi sia presso la propria università (31,9%) piuttosto che in un altro ateneo (9,7%). Nonostante questo, una volta laureato il 72,5% ha dichiarato di voler proseguire gli studi: frequentando una scuola di specializzazione post-laurea (28%), un master universitario (13,4%) o un altro tipo di master e corso di perfezionamento (12,2%).
Ma i neo-laureti come giudicano la propria esperienza da studenti?
Positivamente, visto che il 52,1% si dice più soddisfatto che insoddisfatto (il 29,7% decisamente soddisfatto). Buono anche il giudizio sui professori (81%) e sul rapporto con i propri compagni (89,8%). Soddisfazione confermata dal fatto che si iscriverebbero nuovamente all’università. Il 71,3% lo farebbe nello stesso ateneo, il 15,8% in un altro, mentre il 5,6% frequenterebbe un altro corso ma dello stesso ateneo.
Ma alla fine, quali sono le possibilità di lavoro di questi neo laureati?
Secondo un’altra ricerca del consorzio Almalaurea, il 66,9% dei neolaureati in odontoiatria trova lavoro già nel primo anno dopo la laurea al contrario dei colleghi medici; solo il 28,8% di loro trova lavoro nell’anno. Ma il lavoro trovato è precario, da libero professionista mentre per i medici è come dipendente. Differenza che si ripercuote sull’aspetto economico. 970 euro al mese è quanto percepisce un neo-laureato (autonomo), mentre il suo collega medico (dipendente) ne percepisce 1.354 che salgono a 1.800 se riesce a frequentare un corso di diploma di specialità.

 
 

GdO2009;14

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