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15 Novembre 2008

Fondi integrativi sotto la lente

di Norberto Maccagno


Alcuni sono già sul mercato da molti anni, ma l’approvazione della norma che rilancia i fondi integrativi promettendo incentivi fiscali per chi aderisce, obbligandoli a offrire anche prestazioni odontoiatriche, ha accelerato la loro diffusione.
A oggi sono circa 500 i fondi di categoria, le casse aziendali, le casse di mutua assistenza e quelle di mutuo soccorso presenti sul territorio italiano; 5 mila gli assistiti. Ma il governo stima, quando la normativa entrerà a regime e parte delle quote saranno pagate direttamente dalle aziende, di toccare i 15 milioni di aderenti. Quanti di questi fondi siano già in regola secondo le nuove normative - ovvero il 20% dell’intero portafoglio delle prestazioni rimborsate devono essere prestazioni odontoiatriche o cure ai non autosufficienti - non è dato sapere. Certamente i principali, per numero di aderenti, sono già in linea con quanto indicato: mediamente il 30% delle prestazioni rimborsate riguarda quelle odontoiatriche.
Per cercare di fotografare il fenomeno abbiamo preso in esame alcuni fondi, i più “vecchi” e strutturati come il Fasi e il Casagit e quelli che da poco hanno inserito le prestazioni odontoiatriche tra quelle convenzionate per capire come funzionano.
Convenzionamento diretto
È questo il metodo sul quale si basano praticamente tutti i fondi presenti sul mercato; anche il Faschim (il fondo dei chimici che conta 172 mila iscritti) dal 2009 si convertirà a questo sistema di gestione degli erogatori di prestazioni sanitarie. Il convenzionamento diretto impone che l’assistito possa rivolgersi per ottenere le cure alle condizioni previste dal proprio fondo esclusivamente a una struttura sanitaria, nel nostro caso un dentista, che abbia accettato di operare secondo le regole del gestore del fondo: in particolare a sottostare ai tariffari indicati. Da sempre i sindacati degli odontoiatri contestano questa forma di convenzionamento (utilizzata per erogare tutte le prestazioni sanitarie) sostenendo che annulla la libera scelta terapeutica del clinico. I rappresentanti degli odontoiatri indicano come modello da appoggiare quello indiretto dove l’assistito si può rivolgere a qualsiasi professionista pagando la prestazione al prezzo pieno e usufruendo successivamente del rimborso da parte del fondo per la quota spettante.
La scelta del convenzionamento diretto, ci spiega un funzionario del Faschim, deriva dal fatto di consentire all’associato l’azzeramento dei tempi di rimborso, visto che il fondo rimborsa direttamente il dentista. Queste convenzioni (proprio perché sottoscritte in forma diretta) consentono inoltre di beneficiare di un costo che in origine risulta concordato con il fondo e quindi in generale più basso che presso strutture non convenzionate.
Come sono organizzati?
Lo scopo dei fondi integrativi è quello di integrare le prestazioni fornite dal Ssn. L’aderente paga una quota e ottiene in cambio una serie di prestazioni sanitarie gratuite o rimborsate in base a delle percentuali stabilite dal gestore. Di seguito vi illustriamo come funzionano quattro fondi integrativi che già offrono assistenza odontoiatrica.
Fasi: Il Fondo assistenza sanitaria integrativa per i dirigenti di aziende industriali conta a oggi di 302 mila iscritti, familiari compresi, ma in queste settimane il fondo si amplia aprendo a tutti i dipendenti (attraverso il Fasi Open). Dai dati ufficiali, nel 2006 il 25% delle prestazioni rimborsate riguardavano l’odontoiatria; prestazioni stimate in un valore di circa 54milioni di euro. Il Fasi dichiara 736 studi dentistici accreditati distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il convenzionamento avviene tramite un accordo diretto tra struttura odontoiatrica e il fondo. Lo studio deve autocertificare di essere in possesso dei requisiti strutturali e professionali richiesti e pagare un contributo annuo (circa 800 euro) per accedere ai servizi informatici che servono per gestire le pratiche.
Per quanto riguarda l’odontoiatria il fondo offre un ventaglio di prestazioni odontoiatriche davvero completo. Gli iscritti, a seconda della polizza scelta, possono ottenere un rimborso della prestazione secondo la tariffa convenzionata che arriva fino al 70%. La differenza tra tariffa convenzionata e percentuale rimborsata viene saldata al dentista direttamente dal paziente mentre la restante quota viene accreditata dal fondo direttamente al professionista. Per dare un’idea su quanto costa al lavoratore (o all’azienda se interviene) l’adesione a questi fondi, il nuovo Fasi Open (quello aperto a tutti i dipendenti) per 522 euro l’anno offre una lunga serie di servizi e prestazioni sanitarie, per l’odontoiatria fornisce gratuitamente una serie di prestazioni e altre con una franchigia di 100 euro e un massimo annuo erogabile di 2.000 euro. Esistono anche delle polizze meno costose: però i servizi sono ancora più limitati.
Casagit: Possono aderirvi tutti i giornalisti iscritti all’ordine e i loro familiari. Sono circa, con i familiari, 52mila aderenti. L’adesione può essere volontaria o prevista da alcuni contratti di lavoro. La contribuzione avviene tramite una quota fissa e una in base al reddito. 10 milioni di euro circa, il valore dei rimborsi erogati in un anno per le prestazioni odontoiatriche. Per le prestazioni odontoiatriche la Cassa prevede un concorso nelle spese sostenute nei limiti del tariffario. Ovvero per ogni prestazione Casagit rimborsa una cifra definita. L’assistito può eventualmente integrare la tariffa rimborsata qualora si decida per una terapia più complessa rispetto a quella inserita nel nomenclatore. La scelta del dentista deve essere effettuata tra quelli convenzionati in forma diretta. Il nomenclatore tariffario, ovvero l’elenco delle tipologie di prestazioni rimborsate, comprende le prestazioni odontoiatriche più comuni: chirurgia orale, igiene, parodontologia, conservativa, diagnostica radiografica, ortodonzia, implantologia e protesi, sia fissa che mobile. Per le protesi, sia fisse che mobili, il concorso dell’ente è previsto fino a un massimo di 14 elementi per arcata e con possibilità di rinnovo non prima di cinque anni.
Fondo Est: È il fondo per il settore del turismo e del terziario, è attivo dal 2007 e dichiara circa un milione di iscritti. Sono sostanzialmente tre i pacchetti assistenziali a disposizione. Per le tre polizze, dal 2009 saranno comprese le seguenti prestazioni odontoiatriche. Visita specialistica e di una seduta di igiene orale professionale l’anno in strutture sanitarie convenzionate con il Fondo Est tramite Unisalute. Il Fondo Est provvede anche al rimborso delle prestazioni per impianti osteointegrati e relative corone fisse, vi è però un limite massimo di spesa annua di 3.000 euro.
Fasi-Fiat: La soluzione integrativa per i 70 mila dipendenti Fiat è tra le nuove entrate in tema di fondi sanitari. A fronte di un contributo annuo di 150 euro i dipendenti, operai e impiegati, posso ottenere una serie di servizi sanitari comprese alcune prestazioni odontoiatriche. Particolarità di questo fondo è che parte della quota di iscrizione viene pagata dall’azienda (50 euro la quota rimanente a carico del lavoratore). Il fondo prevede il rimborso pari al 70% della spesa sostenuta come risultante dalla fattura della struttura convenzionata però con un massimale di spesa annuo di 200 euro.

GdO 2008; 4-5

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