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26 Ottobre 2015

Pagamenti in nero per dentisti e medici. Il commento ai dati diffusi dal CENSIS del presidente CAO Giuseppe Renzo


Il 14,4% degli italiani ha pagato, per risparmiare, prestazioni odontoiatriche in nero, il 21,3% una prestazione medica. Queste le percentuali del "sommerso" che emergono dal rapporto "Bilancio di sostenibilità del welfare italiano" realizzato dal CENSIS.
Dati che vengono divulgati in concomitanza alla giornata voluta dalla FNOMCeO per dire basta ai tagli alla sanità ed alle penalizzazioni per medici e dentisti e non fanno fare una bella figura ai camici bianchi italiani.

"Sono dati che mi risultano difficili da commentare e non certo perché non conosco il fenomeno oppure perché intendo negare un problema che esiste e colpisce l'economia in generale e , quindi , anche la filiera del dentale", dice ad Odontoiatria33 il presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo (nella foto).

"La premessa è doverosa: l'Ordine - Istituzione pubblica ed Organo etico deontologico ausiliario della Pubblica Amministrazione, aborrisce il fenomeno e non fornirà mai alcun alibi ai professionisti che lo praticano.
E' del tutto evidente però, e va detto chiaramente, che la sconveniente ed illegale pratica è ampiamente in uso nel nostro Paese ed è da addebitare a tutte le categorie professionali e non solo. Laddove esiste un rapporto economico diretto nell'ambito delle prestazioni d'opera intellettuali o della fornitura di beni e servizi, "esiste il nero" . Respingo , pertanto , l'assioma evasore fiscale uguale dentista .
Non mi sognerei di dirlo per altre categorie, non accetto che la generalizzazione porti attraverso una visione manichea, parziale e prevenuta ad utilizzare le statistiche per additare i nostri professionisti al pubblico ludibrio.
Se poi si analizzano, con intelligenza ed onestà intelllettuale i dati si può verificare che i dentisti non sono la pietra dello scandalo e quindi il luogo comune, ormai quasi uno sport, che vuole penalizzarli ha fatto il suo tempo".

Sembra che i medici facciano peggio dei dentisti, una consolazione?

No, non lo è e credo, che si tratti anche in questo caso di una generalizzazione che rende più complesso e difficile il rapporto di cura che deve basarsi sull'alleanza terapeutica e sulla fiducia tra medico e persona.
Mi guardo bene quindi dal criminalizzare qualsiasi specifica categoria e, ribadisco che le generalizzazioni non sono la risposta al problema che certamente esiste ma che deve essere affrontato con serietà.
Si scovino gli evasori e si colpiscano duramente. Non si facciano soltanto i titoli di giornali e non si consenta alla politica di farne motivo di discussione e polemica dovendo la politica stessa domandarsi perché non si è mai riusciti ad estirpare l'evasione fiscale.
Far portare in detrazione totale le spese mediche e odontoiatriche è l'unico modo per rispondere alla richiesta di corretto esercizio.
Lo abbiamo sempre affermato e siamo stati fra i primi che occorre che il potere politico sia esecutivo che legislativo si faccia carico di intervenire e di emanare provvedimenti efficaci che dettino regole giuste e condivisibili per una vera lotta all'evasione fiscale.

Molto del nero registrato dal rapporto del CENSIS sarà da attribuire all'esercizio abusivo della professione, ma le cronache raccontano anche di dentisti denunciati per presunta evasione. La Balduzzi indica che gli Ordini devono sanzionare l'iscritto evasore, le risulta sia mai stato fatto?

Mai smentito e mai affermato il contrario. Allo stesso modo non si potrà smentire che il nero, nell'esercizio abusivo, accompagnato o no da prestanome, è un esercizio obbligato e che la percentuale è ben più alta.
Senza dimenticarci che stiamo parlando di una evasione che si innesta in un reato contro la persona, la salute e la società.
Io sono fermamente convinto che gli atti debbano essere esercitati nei termini previsti dalle leggi vigenti per questo, in primis, sarebbe il caso di domandarsi se mai è stata inoltrata agli Ordini, una qualche segnalazione dalle Autorità competenti o dalle altre Istituzioni.
Abbiamo sempre lamentato, anche con comunicazioni ufficiali, e il problema è stato anche da me sollevato in occasione di una mia visita al Consiglio Superiore della Magistratura, volto a rinsaldare i rapporti tra Istituzioni. I vari tribunali si devono preoccupare maggiormente, attraverso le necessarie informative, di comunicare agli Ordini i provvedimenti giudiziari che riguardano gli iscritti.
Questo è fondamentale per conoscere le notizie ed intervenire tempestivamente . Purtroppo, tranne in alcuni casi, la risposta è stata "non possumus"!
Facile incolpare gli Ordini, ma questa è la realtà .

Questo tipo di notizie alimenta nell'opinione pubblica il mito del dentista evasore.

Non posso che ribadire quanto sopra affermato aggiungendo che l'opinione pubblica è il più delle volte indirizzata da notizie di stampa e se alla stampa viene comodo mettere per primi i dentisti , quando tutte le statistiche li riportano per ultimi tra i professioni intellettuali evasori; ci si domanda: a chi fa comodo ?
Troppo spesso nell'immaginario collettivo risultano preconcetti distorti a causa di una cattiva informazione: questo è uno di quei casi!

Non ci vorrebbe una presa di posizione netta e pubblica contro i professionisti che non emettono fattura?

Si , potrei farmi promotore per una precisa e puntuale richiesta, non so quanto ascoltata, che con i giusti canali, potrei veicolare a tutte le categorie interessate; a tutte, perché se facessi diversamente, Lei, che conosce la comunicazione, sa perfettamente che un intervento di questo tipo sarebbe strumentalizzato per certificare una situazione che contesto nella forma e nella sostanza.

Alla fine chi lavora in nero fa concorrenza sleale nei confronti dei tanti professionisti onesti.

Si , concordo totalmente: nel contesto dell'esercizio professionale è l'aspetto più spregevole.

Norberto Maccagno

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