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17 Maggio 2021

Il progetto “Avvio alla professione” prosegue ed evolve

In un anno già coinvolte il 70% delle 36 sedi universitarie dove è presente il Corso di Laurea in Odontoiatria. Il punto del presidente Nisio che anticipa le novità che saranno introdotte


Preparare il futuro dentista dal punto di vista clinico ma anche ad entrare nel mondo del lavoro con principi dentologici ed etici, oltre che fargli conoscere tutte quelle pratiche estracliniche necessarie per la gestione di uno studio, sono gli obiettivi del progetto “Avvio alla Professione”.

Presentato nell’aprile 2019 a Napoli durante il Congresso del Collegio dei Docenti, nasce dalla collaborazione del Collegio dei docenti, della Conferenza Permanente dei corsi di laurea in odontoiatria e protesi dentaria con la CAO, l’ENPAM, e le principali sigle sindacale degli odontoiatri (AIO ed ANDI) e punta ad “aiutare lo studente nel percorso dell’avviamento alla professione” con dei corsi ad hoc attivati negli Atenei sede di Corso di laurea in odontoiatria. Lezioni strutturate e standardizzate tenute all’interno delle singole sedi da docenti di competenza specifica sui singoli temi, prevalentemente esterne al mondo universitario e provenienti dalla CAO, ENPAM e sindacati.

Dopo un anno di sperimentazione abbiamo fatto il punto con uno dei suoi promotori, Alessandro Nisio, presidente CAO Bari, componente della CAO Nazionale e membro della Commissione Nazionale ECM.

Il progetto –spiega ad  Odontoaitria33- è stato fortemente voluto dalla CAO Nazionale del precedente triennio e nato dall’idea di venire incontro alle esigenze dello studente a completare le nozioni sul faticoso percorso dell’avviamento alla professione, integrando quindi la loro formazione spaziando dai consigli pratici legati agli iter burocratici amministrativi e autorizzativi a quelli più strettamente legati alla professione quali le società, la gestione di uno studio odontoiatrico,  l’ECM, la corretta comunicazione odontoiatra-paziente e tutti gli aspetti fiscali, etico-deontologici (informazione sanitaria, rapporto coi colleghi, assicurazioni, prevenzione del contenzioso medico-legale) e  finalizzati a completare la formazione di un Odontoiatra preparato globalmente  alla tutela della salute del cittadino/paziente ed alla gestione della sua professione.Lo schema del progetto prevede lezioni frontali di 22 ore da parte di Ordinisti, Sindacalisti di AIO e  ANDI,  rappresentanti ENPAM, con delle slide preparate con il supporto di ANDI AIO ENPAM, integrate e condivise dalla Commissione Albo Nazionale Odontoiatri (il cui sottoscritto è coordinatore scientifico)  ed indirizzate agli studenti del VI anno del CLMOPD, in accordo con la Conferenza Permanente dei corsi di laurea in odontoiatria e protesi dentaria (presidente il professor Lorenzo Lo Muzio) e il Collegio dei Docenti (presidente il professor Roberto Di Lenarda). Si tratta di ben 11 capitoli e di circa più di 1.000 slides descrittive e con iconografie in formato pdf e non modificabili e che sviluppano 2 CFU (crediti formativi universitari).Attualmente, ad un anno dalla sperimentazione, oltre il 70% delle 36 sedi universitarie dove è presente il Corso di Laurea in Odontoiatria, hanno fatto partire il corso, che sarà coordinato dal presidente dell’Albo Odontoiatri della sede provinciale dove è presente l’Ateneo”.  


Dopo un anno di sperimentazione ora il progetto si evolve, come?

Gli obiettivi del progetto sono di coinvolgere il 100% delle sedi universitarie e acquisire il pieno coinvolgimento degli studenti, con valutazioni e critiche al fine di migliorare il progetto, che comunque ha già riscontrato la piena soddisfazione del corpo docenti e degli studenti stessi.Prima dell’estate la CAO nazionale riunirà gli artefici del progetto per rivalutare il percorso intrapreso e realizzare modifche/integrazioni di slides al fine di evadere una versione 2.0 di aggiornamento.Tra le aspirazioni del progetto quello di realizzare un Manuale cartaceo o una FAD o addirittura un e-book da poter consultare in maniera agevole; le slides sono infatti molto descrittive e corredate da ampia iconografia con riferimenti bibliografici e di legge.Una richiesta già partita degli studenti è quella di coinvolgere anche il corso di laurea in Medicina; idea nata dal confronto con i loro pari colleghi studenti aspiranti medici, essendo il progetto, anche per loro, una fonte innovativa di conoscenza di aspetti della futura professione che non vengono sviluppati durante la formazione accademica. Quindi si può pensare ad ampliare il progetto integrando nozioni per l’apertura di uno studio medico da libero professionista. 


Come diceva prima l’obiettivo del progetto è quello di aiutare in futuro odontoiatri ad entrare nel mondo del lavoro, in che modo in particolare? Tra le esigenze che i giovani odontoiatri lamentano, le difficoltà di andare in studio a fare pratica. Che ruolo può avere l’Ordine in questo?  

Questo argomento che lei solleva è di tutt’altra natura e di non facile risoluzione ma anche su questo alcune idee ci sono. La consapevolezza della libera professione, e quindi degli Ordini che la rappresentano, a voler aiutare il neolaureato a “vedere” e “toccare con mano” la realtà pratica, clinica di ogni giorno, c’è tutta, ma spesso si scontra con insormontabili problemi burocratici e di fattibilità.Ed è questo uno degli argomenti “caldi” della riforma della formazione post-universitaria che coinvolge la Commissione ECM del Ministero della Salute, la cosiddetta “formazione sul campo”, che stiamo cercando di implementare (essendo già comunque prevista nel Manuale del professionista evaso da AGENAS) nell’ambito di un sottogruppo denominato proprio “di riforma del sistema ECM” e di cui faccio parte come CAO Nazionale, e che si riunisce periodicamente da diversi mesi. Sul tavolo del gruppo idee e proposte per rendere il tema della “formazione del Professionista” attuale e al passo coi tempi. Da questo punto di vista il tirocinio negli studi di colleghi più esperti, come lei diceva, è una soluzione, e deve essere valorizzato anche in termini di crediti formativi del sistema ECM.  

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