Da 20 anni il COI Cooperazione Odontoiatrica Internazionale attiva progetti per migliorare la salute orale nei paesi poveri e forma i professionisti della salute per lavorare in quelle zone.
Nelle settimane scorse il COI ha celebrato i suoi primi 20 anni di vita con un evento organizzato alla Dental School di Torino, città che ospita la propria sede. Abbiamo intervistato il suo presidente Giancarlo Vecchiati.
Giancarlo puoi fare un consuntivo del vostro impegno per i lettori di "Odontoiatria33"?
Siamo stati i primi, 20 anni fa, ad impegnarci per un volontariato odontoiatrico organizzato e continuo, mirando a promuovere la salute orale di base e lo sviluppo delle comunità locali. Abbiamo ottenuto risultati concreti e soddisfazioni, a prezzo naturalmente di qualche amarezza, incomprensioni o insuccesso. Soddisfazioni per i progetti realizzati, creando opportunità per il lavoro, miglioramento della salute e sviluppo sostenibile nelle comunità e per aver raggiunto un punto di non ritorno: un'identità consolidata che partendo dall'aiuto umanitario di un gruppo di dentisti di buona volontà e dal grande cuore è arrivata a realizzare progetti integrati con partners e finanziatori anche estranei al mondo dentale per promuovere non solo la salute orale ma anche la salute globale e lo sviluppo umano attraverso all'attenzione ai determinanti della salute grazie ad una struttura organizzata con una bella e funzionale sede nella Dental school di Torino e utilizzando volontari opportunamente formati e consapevoli. Oggi COI non significa solo progetti di cooperazione internazionale, ma anche impegno in favore delle comunità svantaggiate in Italia (profughi, migranti, anziani istituzionalizzati, nuovi poveri) anche attraverso le attività dell'Osservatorio della salute orale delle comunità svantaggiate diretto dal prof. Preti e la formazione certificata e ricerca attraverso l'European Center for Intercultural training for oral health (ECITOH) e la collaborazione con l'Università di Torino .Con orgoglio siamo i veterani di un movimento di volontari odontoiatri, igienisti dentali, odontotecnici, studenti che in questi venti anni è cresciuto dando origine a parecchie associazioni che purtroppo spesso non riescono a fare "sistema" tra loro e con i vari attori del mondo del dentale e della cooperazione internazionale per rendere più visibile ed incisivo l'impegno del volontariato. Sempre con orgoglio vediamo oggi riconosciuto il ruolo del volontariato odontoiatrico italiano, ufficialmente, grazie all'idoneità come ong ricevuta dal Ministero degli Affari Esteri italiano, dal Governo del Burkina Faso e dalla partecipazione al network delle Ong dentali europee . Ma questo non vuole essere un punto di arrivo, bensì una tappa nella continua evoluzione dell'associazione, adattando il suo modus operandi e le sue strategie al mutare dei bisogni di salute orale delle comunità svantaggiate.
Hai detto che l'empowerment ossia la responsabilizzazione e la formazione del personale locale delle comunità che assistite nei paesi in via di sviluppo è l'obiettivo primario della cooperazione più ancora che l'assistenza diretta. Come riuscite a realizzarlo sul campo?
L'Africa richiama alla mente sensazioni forti con bambini meravigliosi che sorridono sempre, ambienti naturali incantevoli, donne tenaci e infaticabili , popoli che chiedono ed hanno bisogno di molto aiuto. Ma i tempi cambiano, gli stessi africani stanno cambiando e ora non chiedono solo aiuti umanitari, donazioni, ma opportunità vere per uno sviluppo sostenibile libero da dipendenze. Ecco allora che la cooperazione deve cambiare. Formare operatori, rinforzare e sviluppare le capacità locali inviando volontari motivati e formati attraverso corsi specifici e poi studiare e realizzare progetti, procedure, metodi e strumenti operativi adeguati alle esigenze, alle caratteristiche del contesto operativo e alla cultura locale in collaborazione con partners ed esperti qualificati e non appartenenti solo al mondo dentale. E infine favorire il confronto -incontro sul campo con gli operatori, le istituzioni e le comunità locali: i beneficiari e il mezzo per realizzare il progetto.
Operare con pochi mezzi in un ambiente disagiato di fronte a patologie infettive o traumatiche impegnative, come accade nei paesi in via di sviluppo, richiede un grande preparazione . E' per questo che è nato ECITOH European Center for Intercultural Training in Oral Health e la collaborazione con l'Università di Torino?
Alla fine degli anni novanta eravamo impegnati nei Balcani e progressivamente la richiesta locale era passata dal controllo del dolore e delle infezioni dentarie alla ricostruzione delle strutture sanitarie distrutte, con l'invio di attrezzature nuove e aggiornamento e formazione professionale. Per dare una risposta qualificata a questi bisogni nacque nel 2000 ECITOH e i primi corsi furono realizzati in collaborazione con il Centro di Collaborazione del WHO di Milano ( la Prof. Strohmenger) e UNIDI e diretti a odontoiatri della Sanità pubblica Albanese e Kosovara. Ma anche nei Paesi in via di sviluppo prima e in Italia poi avevamo individuato il cambiamento delle esigenze e delle richieste così decidemmo che ECITOH si sarebbe occupato non solo della formazione degli operatori locali , ma anche dei volontari . Così dal 2006 realizziamo in collaborazione con l'Università di Torino un master , ora annuale e giunto alla V^ edizione, unico in Europa, per fornire una formazione non solo qualificata ma anche certificata, corsi di introduzione al volontariato e alla cooperazione internazionale in collaborazione con Fondazione ANDI e l'Alleanza Dentisti per il Mondo, seminari e lezioni in Corsi di medicina tropicale ecc...
Sono un dentista, in cosa consiste e come posso aderire al progetto studio amico del COI?
Il progetto Studio Amico è una nuova possibilità per sostenere le attività ed i progetti di COI e allo stesso tempo per mettere in evidenza l'impegno di solidarietà del dentista aderente nei confronti dei propri pazienti.
Si rivolge a dentisti e igienisti e intende anche diffondere i valori in cui crediamo: "Promuovere la salute orale di base nei Paesi a basso reddito e nelle fasce più deboli della popolazione in Italia".
Aderire al progetto offre :
• l'inserimento dell'indirizzo, degli orari e del logo del tuo studio sul sito di COI per ampliarne la visibilità sul web;
• un attestato personalizzato Studio amico di COI da esporre;
• un poster da appendere in sala d'attesa, che spiega cosa vuol dire essere studio amico di COI;
• volantini istituzionali sull'associazione ed i suoi progetti.
• La partecipazione al gruppo d'acquisto per materiali di consumo e strumenti
Al dentista che aderisce chiediamo:
• di diffondere la nostra Mission associativa e le nostre attività tra i suoi colleghi e i pazienti, con il poster ed i volantini che forniamo;
• un contributo annuale a sostegno delle nostre attività e dei nostri progetti
Per info puoi inviare una mail a: coingo@cooperazioneodontoiatrica.eu
A cura di: Davis Cussotto, odontoiatra libero professionista Twitter@DavisCussotto
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