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08 Maggio 2020

Appello all’unità alle Associazioni odontotecniche

Pilla ai presidenti delle Associazioni odontotecniche: portate a sintesi lo sforzo di tutelare, rappresentare e far crescere la categoria


Cari colleghi odontotecnici

Ho seguito con interesse la vostra videoconferenza sul coronavirus ed ho quindi acclarato che anche a voi non sfuggono i problemi causati dalla pandemia.  

Ed io mi domando quale sarà lo scenario del dopo virus nei nostri laboratori e quale il futuro della nostra professione. Avremo un’altra ulteriore flessione del nostro lavoro?
L’odontotecnico alla stecca sarà una figura remota? 
Troppe incognite alle quali difficile dare risposta.  Da tempo il nostro lavoro è andato sempre più scemando e i nostri banchi di lavoro non sono più quelli degli anni 60 come io li ricordo.

E’ pur vero che vista l’evoluzione tecnologica l’odontotecnico ha snellito e migliorato il proprio lavoro e ridotto manovalanza al proprio manufatto, ma nascono in parallelo i centri fresaggio che hanno tolto lavoro dai banchi del laboratorio e per di più molti studi si attrezzano con macchinari Cad Cam confezionandosi direttamente la loro protesi e togliendo ancora lavoro ai propri tecnici  privi tra l’altro di un rapporto contrattuale di fornitura e quindi esposti al rischio di rapporti precari, provvisori e casuali.

Dalla corona stampata al digitale il prodotto è migliorato, ma il vecchio meccanico dentista che ha dovuto e voluto aggiornarsi per migliorare la sua professionalità riqualificandosi, è riconosciuto sempre tale e quale a prima, solo che da meccanico dentista ora si chiama odontotecnico.

Mi sembra poco.  

Sin dagli anni 50, a partire dallo SNO (ricordo una riunione in piazza Rondanini) e poi via via tutte le altre organizzazioni in rappresentanza della categoria hanno cercato di ridisegnare la figura dell’Odontotecnico, ma i risultati nonostante gli sforzi dei leader sono stagnanti.

La politica non ascolta, forse perché sono in troppi a parlare, le voci si sovrappongono e non si capisce bene cosa si chieda? 

Un carro se trainato da più cavalli che tirano in ordine sparso non arriverà mai a destinazione senza un'unica direzione di marcia. Allora mi chiedo: dopo così tanti anni di insuccessi e di sogni infranti, perché i dirigenti di queste organizzazioni che puntano a riqualificare ed innalzare la figura dell’odontotecnico, ma con progetti ed obiettivi diversi che confondono sia il legislatore che lo stesso odontotecnico rendendolo ancora più scettico sulla scelta dell’Organizzazione cui concedere la propria fiducia e su quale strada seguire per il domani, non siedano intorno ad un tavolo, non si  confrontano e, alla luce dei fatti e del momento non cercano di realizzare una sintesi per un unico comun denominatore ed un progetto unico condiviso capace di raggiungere obiettivi reali, realizzabili e non velleitari (anche sacrificando parte dei loro principi) nell’interesse esclusivo di una categoria il cui futuro appare veramente nebuloso in sintesi queste riflessioni, da chi come tutti noi siamo  in quarantena,  mi portano a dire con forza a tutto il mondo odontotecnico , presidenti, segretari, associati e non associati: stiamo affondando e non si tratta più di essere il più bravo nel fare il bel dente ma di poterlo vendere: a chi?  

Portare a sintesi lo sforzo di tutelare, rappresentare e far crescere la categoria è sempre stato il mio obiettivo ed il mio sforzo: ho provato, non ho ottenuto molto e con questo continuo a provarci, adesso spetta a voi, alla vostra onesta intellettuale ed alla consapevolezza che uniti e soltanto uniti si vince! 

Nicola Pilla: presidente onorario ANTLO  

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