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01 Maggio 2020

Riprendere dal 4 maggio? Possibile ma il presidente CAO invita alla prudenza

Al Congresso virtuale AIOP il presidente Iandolo consiglia prudenza fino a quando non saranno validate le indicazioni Ministeriali. Questi i consigli dati alla professione su protezioni e procedure

Norberto Maccagno

“Stiamo vivendo ancora in un momento di emergenza” e “la prudenza è ancora d’obbligo”. A ricordare i 28 mila morti, di cui 15 odontoiatri e come l’emergenza coronavirus non sia ancora passata ma, anzi, sia tutt’ora in corso è il presidente della CAO Nazionale Raffaele Iandolo intervenuto oggi primo maggio al Congresso Mediterraneo di AIOP, in pieno svolgimento, online, fino a domani. 

Una comunicazione molto attesa quella del presidente CAO -un migliaio gli iscritti (paganti) che l’hanno seguito in diretta secondo i dati di AIOP- che giunge all’indomani dell’invio del documento prodotto dal Tavolo tecnico ministeriale al Ministero della Salute, e che precede di pochi giorni il primo all’allentamento del lockdown per alcune attività e con i dentisti che “scalpitano” dal voler tornare a curare i propri pazienti. Presidente Iandolo che, sul tema riapertura, ribadisce quanto già aveva detto nei giorni scorsi (anche ad Odontoiatria33), ovvero che gli studi non hanno mai chiuso ma solamente limitato la propria attività clinica alle sole urgenze, per rispettare l’invito del Governo di limitare il più possibile gli spostamenti e quindi il diffondersi del virus. 

Così Iandolo ricorda che non si deve parlare di riapertura ma di ripresa della piena attività clinica. 

Altro tema sul quale i dentisti italiani aspettavano delle risposte, è sul contenuto delle “Indicazioni operative per la Fase2” che il Ministero validerà. Il presidente CAO ha voluto subito chiarire che fino a quando il Ministero non le renderà pubbliche non sarebbe corretto anticiparle, però alcune indicazioni le ha date.

La prima che sono ancora valide, proprio perchè l’emergenza non è finita, le indicazioni che la stessa CAO aveva dato a fine febbraio per gestire le emergenze odontoiatriche in piena pandemia. Poi ha ricordato come già da metà marzo, proprio per poter gestire una ripresa in sicurezza, la CAO Nazionale aveva attivato un Gruppo di lavoro con gli esponenti delle professioni del settore dentale, l’Università, industria e distribuzione ma anche immunologi di fama, medici, ricercatori. Un corposo lavoro basato su evidenze scientifiche che è poi è stato portato al Tavolo ministeriale guidato dal prof. Enrico Gherlone, che lo ha integrato ed inviato al Ministero per la sua validazione, che secondo Iandolo arriverà a breve.  

Su quando gli studi potranno ripartire, Iandolo è stato estremamente chiaro: “Se è intenzione di qualche collega riprendere già da lunedì, non c’è nulla che osta la ripresa dell’attività ordinaria”. “Però -ha continuato- in questo momento può risultare complicato e pericoloso farlo se non mettiamo in atto tutte le misure di prevenzione previste”, e riportate nel proprio Dvr. Misure di protezione che, ha sottolineato, fino alla validazione di quelle specifiche per l’odontoiatria, sono le stesse previste per la fase di emergenza dal Ministero della Salute, Iss, Inail nelle strutture sanitarie che trattano pazienti affetti da Covid-19. Il cui rispetto o non rispetto, ha detto, avrà valore legale, assicurativo e di tutela dei lavoratori.  

Ribadendo la non intenzione di anticipare i contenuti del documento al vaglio del Ministero, il presidente Iandolo porta alcune sue opinioni su Dpi e sistemi di sicurezza da adottare in studio. Fino a quando la situazione non migliorerà in termini di contagio, dice, gli studi odontoiatrici dovranno limitarsi ad assistere i soli pazienti che non presentano sintomi indicativi della malattia (febbre, tosse etc.) o che sono venuti a contatto con soggetti positivi al Covid-19, informazioni che devono essere richieste attraverso un triage telefonico e poi all’atto di accoglienza in studio. Tutti gli altri dovranno essere trattati come se fossero asintomatici e quindi sempre con tutte le protezioni necessarie, e non solamente per le prestazioni che generano aerosol. 

Sulle protezioni Iandolo conferma che queste dovranno proteggere, capo, occhi, corpo e bocca.  

Per le mascherine ritiene che non siano sufficienti quelle chirurgiche ma almeno le FFp2 , meglio se senza filtro perchè neppure coprirlo con mascherine chirurgiche potrebbe risultare efficacie, non ci sarebbe, dice, una validazione scientifica sull’efficacia.  

Per i sovracamici indica come efficaci quelli impermeabili informando che l’industria sta studiando e sperimentando nuovi tessuti in modo che siano riutilizzabili più volte una volta sanificati in autoclave, in modo da riuscire a contenere i costi di gestione per lo studio.

Per quanto riguarda la depurazione dell’aria, ad oggi, l’unica indicazione validata in letteratura come efficacie è quella di cambiare l’aria tra un paziente e l’atro, oppure di utilizzare metodi di estrazione forzata dell’aria o di condizionamento seguendo, in questo caso si dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni del fabbricante sul cambio dei filtri e la manutenzione. 

Stesso discorso per la sanificazione degli ambienti. “Quanto facevamo prima è ampiamente efficacie, in letteratura è stato indicato che il virus al di fuori del corpo umano è facilmente attaccabile con normali disinfettanti. Quindi attenzione a dare ascolto ad alcune sirene che vogliono proporre prodotti o strumenti”, avverte il presidente CAO. 

 E sempre sul tema DPI il presidente CAO ha confermato come, insieme alla FNOMCeO, sia in costante contatto con Governo, con la Task force di esperti, con la Protezione Civile per aprire un canale di approvvigionamento privilegiato per medici ed odontoiatri e a tariffe calmierate. 

Il Presidente Iandolo, concludendo, ricorda come le indicazioni che verranno validate dal Ministero saranno in continua evoluzione con l’evolversi del virus, del quadro epidemiologico, ma anche di quanto la ricerca saprà dare in termini di cura, vaccino ma anche di test realmente efficaci.  


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