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17 Febbraio 2021

Covid-19, ecco perchè la variante inglese potrebbe presto essere dominante

Una ricerca californiana ha studiato la prevalenza e le dinamiche di crescita di questa variante con conseguenze devastanti sulla mortalità


Anche negli Stati Uniti presto la "variante inglese" di Sars-CoV-2 potrebbe diventare la forma dominante del virus in circolazione, proprio come sta succedendo in altri paesi, e per questo è necessaria un'azione immediata e decisiva per ridurre al minimo la morbilità e la mortalità da Covid-19, secondo quanto conclude uno studio pubblicato su medRxiv e non ancora sottoposto a peer-review.  Sin dall'inizio della pandemia di Covid-19, gli esperti si sono preoccupati per la possibile comparsa di varianti più facilmente trasmissibili.

"A partire da gennaio 2021, la variante B.1.1.7 di Sars-CoV-2, nota come "variante inglese", perché identificata per la prima volta nel Regno Unito, e che sembra essere altamente trasmissibile, ha guadagnato una solida posizione in tutto il mondo" esordisce Nicole Washington, della Helix di San Mateo, in California, prima autrice dello studio.

I ricercatori, vista l'improvvisa e rapida diffusione di B.1.1.7, hanno studiato la prevalenza e le dinamiche di crescita di questa variante negli Stati Uniti, rintracciandola fino alla sua prima comparsa e alla successiva trasmissione locale. Ebbene, gli esperti hanno scoperto che una particolare caratteristica al test RT-qPCR, osservata per la prima volta nel Regno Unito, si è mostrata un proxy affidabile per il rilevamento di B.1.1.7, e hanno sequenziato 212 genomi B.1.1.7 Sars-CoV-2 in varie strutture negli Stati Uniti da dicembre 2020 a gennaio 2021. I ricercatori hanno scoperto che il rilevamento della variante è aumentata a un ritmo simile a quelli osservati altrove, con un tasso di raddoppio di poco più di una settimana e un aumento della velocità di trasmissione del 35-45%.

Eseguendo analisi filodinamiche bayesiane sensibili al tempo, gli autori hanno rilevato diverse introduzioni indipendenti di B.1.1.7 negli Stati Uniti già alla fine di novembre 2020, e sostengono dell'ipotesi che la trasmissione comunitaria ha consentito alla variante di diffondersi in almeno 30 stati a partire da gennaio 2021.

"L'aumento della velocità di trasmissione di questi lineaggi e il conseguente numero di riproduzione più elevato avranno probabilmente conseguenze devastanti sulla mortalità e sulla morbilità da Covid-19 negli Stati Uniti in pochi mesi, se non viene intrapresa immediatamente un'azione decisiva" concludono i ricercatori. 

Per approfondire:

Genomic epidemiology identifies emergence and rapid transmission of SARS-CoV-2 B.1.1.7 in the United States

 
 

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