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21 Ottobre 2019

Odontoiatri nel SSN, impegno del Viceministro Sileri a superare vincolo specializzazione

Al Congresso SUMAI si è parlato anche di odontoiatri nel SSN: Magi, Ghirlanda, Fiorile pronti al dialogo con il Ministero per cercare di risolvere la questione


Anche l’odontoiatria è stata tra i temi affrontati durante il 52° Congresso Nazionale SUMAI-Assoprof appena conclusosi sul Lago di Garda, dove il sindacato degli specialisti ambulatoriali interni ha “avanzato proposte fattive, concrete, per ridare una speranza al SSN”. Considerando, anche, la carenza di odontoiatri nel SSN e delle problematiche che, oggi, non consentirebbero di attivare contratti di collaborazione ai laureati in odontoiatria senza diploma di specialità. 

Quella della mancata sostituzione di medici ed odontoiatri che hanno lasciato il SSN è stato uno dei temi centrali dell’intervento del segretario generale SUMAI-Assoprof Antonio Magi che ha evidenziato come il numero di medici e gli odontoiatri del SSN si sia “ridotto in modo costante tra il 2013 e il 2016, passando da 108.271 unità nel 2013 a 101.100 unità nel 2017 (-6,6%)”. Tra le altre questioni citate, le regole indicate nell’ACN che obbligano l’odontoiatria che vuole lavorare nel SSN ad avere un diploma di specialità.

Una decisione imposta dalla parte pubblica, scrive Magi nella relazione, “che come SUMAI, durante le trattative, abbiamo fortemente contrastato in quanto penalizza chi è già in graduatoria e chi negli anni ha acquisito un punteggio per accedere ad un incarico a tempo indeterminato, ai sensi del nuovo articolo 21 ex articolo 19, ma anche perchè metterebbe in seria difficoltà l’erogazione dell’odontoiatria pubblica a diretta gestione per mancanza di un numero sufficiente di già specializzati”. SUMAI, che subito dopo la sigla dell’ACN, ricorda Magi, con i sindacati odontoiatrici ha immediatamente chiesto al Ministro della Salute (On. Grillo NdR) un intervento legislativo urgente, ottenendo la disponibilità. Ma nel frattempo è cambiato il Ministro ed il Governo. 

E secondo quanto pubblicato dal sito ANDI, il Viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri (nella foto) intervenendo al Congresso SUMAI, avrebbe indicato che “tra i suoi principali impegni, ha posto la questione dell’obbligo di specializzazione per l’accesso ai ruoli dell’Odontoiatria pubblica ambulatoriale, con l’impegno a superare questo vincolo”. 

Il presidente ANDI nazionale Carlo Ghirlanda auspica che l’impegno del Ministero “porti a una positiva soluzione, vista l’esigenza di mantenere operative le strutture odontoiatriche del SSN a rischio di chiusura entro pochi anni per mancanza di professionisti ‘specialisti’, con grave danno per la popolazione italiana. È necessaria una modifica legislativa che preveda il coinvolgimento di Governo, Università, Ordine e rappresentanti della professione per trovare presto una soluzione che produca sostenibilità della cura odontoiatrica e mantenga l’universalismo del SSN anche nella nostra disciplina”.

“Per lavorare nel Servizio sanitario nazionale l’Odontoiatra dev’essere considerato disciplina specialistica senza bisogno di ulteriori specializzazioni”, ha ribadito il presidente AIO Fausto Fiorile portando l’indirizzo di saluto al Congresso SUMAI. “Abbiamo parlato con il Segretario SUMAI Antonio Magi, occorre rimuovere i problemi che ostacolano il nostro ingresso come personale del Servizio sanitario nazionale. Per farlo è necessario lavorare insieme”, si legge in una nota sul sito dell’Associazione. Nota che si conclude ricordando come in estate, il presidente Fiorile aveva indicato come sede naturale per formulare una proposta di legge il Gruppo Tecnico per l’Odontoiatria al Ministero della Salute dove si sviluppano sinergie tra i sindacati rappresentativi dell’Odontoiatria dentro e fuori il SSN.  

“Da rappresentante di una professione che offre per lo più prestazioni fuori dall’ombrello del Servizio sanitario, vedo in SUMAI la volontà di contribuire a un impegno comune finalizzato a migliorare l’assistenza pubblica ai cittadini. Un impegno che come AIO raccogliamo tenendo fermi due principi: la necessità di formulare insieme proposte alle istituzioni sui temi attinenti più professioni, come questo, e quella di mantenere qualità ed eccellenza della prestazione e delle competenze professionali”, conclude Fiorile.

Photo Credit: pagina Facebook vice ministro Sileri

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