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26 Ottobre 2020

Nuovo DPCM, impone un mini lockdown

l nuovo DCPM introduce nuove misure più restrittive a fronte di una crescita del numero di casi, l'obiettivo, ha detto il premier Conte è di contenere la curva. Ecco le nuove misure


A fronte di un numero di nuovi casi che, per la prima volta dall'inizio dell'emergenza Covid-19, hanno superato la soglia dei 21 mila arriva un mini lockdown con misure più restrittive che hanno l'obiettivo di tutelare salute ed economia e che saranno accompagnate da indennizzi immediati, e "con bonifici sui conti correnti" per tutte le categorie penalizzate dalla nuova stretta. Questo il messaggio con cui il presidente Giuseppe Conte ha introdotto in conferenza stampa i contenuti del nuovo Dpcm firmato nella notte del 24 ottobre.

Sulle nuove misure arriva il commento del Ministro della Salute, Roberto Speranza: "Sono giorni difficili. La curva del contagio cresce nel Mondo. E in tutta Europa l'onda è molto alta. Dobbiamo reagire subito e con determinazione se vogliamo evitare numeri insostenibili. Per questo abbiamo firmato un nuovo DPCM con misure restrittive volte a ridurre le occasioni di contagio. Ogni scelta comporta sacrifici e rinunce. Ne sono consapevole. Ma dobbiamo intervenire con fermezza se vogliamo contenere il virus nel tempo che manca all'arrivo di vaccini e cure efficaci e sicuri. In primavera abbiamo dimostrato di essere un grande Paese. Ce la faremo anche questa volta, ma solo con l'indispensabile contributo di tutti".

Le misure, che resteranno valide fino al 24 novembre, agiranno in due direzioni: si ferma tutto ciò che rientra nelle categorie del tempo libero e divertimento e continuano lavoro e scuola. Sulla scuola è però prevista la didattica a distanza che per le superiori che potrà arrivare al 100%. Confermate le misure già in vigore: uso delle mascherine, stop a fiere, sospensione delle gare (fatta eccezione per quelle regionali, nazionali e internazionali), obbligo di rimanere a casa con 37,5 di febbre.
Sì alle misure previste dalle ordinanze regionali ma solo se sono più restrittive rispetto alle misure del Dpcm; quindi resta il blocco sancito da in alcune Regioni anche se la misura non c'è a livello nazionale e verrà rimosso solo se i Governatori decidono in tal senso.


Ecco i divieti e le raccomandazioni

Palestre e cinema ferme come pure piscine, terme, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, casinò. Sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, cinema e in altri spazi "anche all'aperto". Chiudono anche i parchi tematici, restano aperti invece i parchi e le aree giochi per i bambini ma resta obbligatorio il distanziamento.

Bar e ristoranti chiuderanno alle 18, a partire da oggi lunedì 26 ottobre le attività dei servizi di ristorazione, bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico mentre è consentita la ristorazione con consegna a domicilio e quella da asporto.

Per quanto riguarda la scuola, didattica a distanza al 75% per le superiori e un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali. Resta in presenza l'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione, materna, elementari e medie.

Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, anche legate a cerimonie civili e religiose ed è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi.

Sono sospesi i concorsi pubblici e privati, a parte quelli per il personale sanitario e per quello della protezione civile. Salve, inoltre, "le procedure in corso".

Niente convegni e congressi che si potranno tenere solo con modalità a distanza.

Tra le raccomandazioni anche quella di restare nel proprio comune: "è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune".


Resta possibile la chiusura alle 21 "delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private".     

A questo link il testo del DCPM del 24 ottobre 2020.


Photo credit: Governo.it

 
 

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