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14 Aprile 2008

Welfare odontoiatrico

di Norberto Maccagno


Da sempre in Italia si parla delle carenze dell’odontoiatria pubblica. Per welfare odontoiatrico si intende un modello sostenibile - sia da parte dello Stato e delle Regioni che dei pazienti - che possa garantire assistenza non solo ai più bisognosi (già più o meno tutelati dai Lea), ma anche al ceto medio, che l’attuale situazione economica sembra colpire in modo particolare.
In attesa della revisione dei Lea e del decreto attuativo sui fondi integrativi (come previsto dalla finanziaria), in queste settimane le cronache locali hanno riportato alcuni tentativi di “welfare” odontoiatrico, volti cioè a dare assistenza odontoiatrica a prezzi calmierati ai cittadini. Non solo iniziative pubbliche, ma anche di privati; soluzioni che puntano principalmente al convenzionamento diretto con il singolo odontoiatra.
Per migliorare l’assistenza odontoiatrica pubblica basterebbe, se possibile, aumentare le risorse dedicate.
Così (fonte Alto Adige del 18 marzo) ha fatto la provincia autonoma di Bolzano che ha messo a disposizione un importo di 5,4 milioni di euro per l’assistenza odontoiatrica.
La regione Emilia Romagna (fonte agenzia Asca 18 marzo) ha approvato la delibera che modifica il programma regionale di assistenza odontoiatrica, previsto per gli assistiti in determinate condizioni di vulnerabilità, per i quali viene garantito l’accesso alle cure nell’ambito dei Lea; si permette in questo modo l’accesso anche ai cittadini con fasce di reddito fino a 22.500 euro (il tetto massimo di reddito previsto era 15.000 euro), con un presumibile incremento del 56 per cento della popolazione destinataria per vulnerabilità sociale.
Non mancano le iniziative attivate in “autonomia” da odontoiatri privati o consorzi e società grazie anche alle opportunità offerte dall’abolizione delle tariffe ordinistiche e delle restrizioni sulla pubblicità. L’iniziativa “Carta del sorriso” proposta dal Centro servizi amici del sorriso di Cerro Maggiore, provinciadi Milano, comprende una visita di  controllo, una radiografia e una pulizia, oltre all’accesso a un listino ideato per avvicinarsi alle cure con costi calmierati. Ha durata di un anno e costa 90 euro (80 per gli over 60). Se alla carta aderiscono più persone dello stesso nucleo familiare il prezzo della Carta del sorriso diminuisce (150 euro per due, 190 per tre, 220 per quattro persone).
Iniziativa simile quella proposta dall’Associazione nazionale studi odontoiatrici convenzionati (Ansoc), in collaborazione con regioni ed enti privati, che propone il programma “Boccasana”. Chi aderisce al programma potrà usufruire dei servizi offerti da studi odontoiatrici convenzionati presenti sul territorio nazionale che erogano prestazioni di qualità a prezzi contenuti.
Nel tariffario (non pubblico, sul loro sito www.programmaboccasana.it) sono compresi tutti i tipi di terapie, le protesi fisse o mobili, gli apparecchi ortodontici e gli interventi di implantologia. Le tariffe delle prestazioni sono calcolate su base regionale in quanto i costi di produzione e di erogazione sono diversi a seconda delle differenti realtà territoriali. Anche Boccasana prevede l’acquisto di un abbonamento annuale al costo di 180 euro che comprende una visita specialistica e controlli periodici gratuiti, una seduta di igiene completa gratuita per anno, l’abbattimento del prezzo di tutti i tipi di prestazioni odontoiatriche, inclusi restauri protesici fissi e mobili, apparecchi ortodontici per correggere le malocclusioni dentarie e gli interventi di implantologia. A Gorizia (fonte Messaggero veneto del 13 marzo) un noto dentista locale ha deciso di offrire prestazioni low-cost, ridotte di oltre un terzo delle tariffe normali, a cittadini con fasce di reddito contenute.
Infine, dopo due anni di battaglie legali con l’Ordine, il Centro tutela consumatori di Bolzano ha attivato un servizio che, tramite un sito internet (www.centroconsumatori.it), rende visibili i prezzi di riferimento e i nomi dei 14 odontoiatri di Bolzano e provincia, ma anche croati, che hanno aderito alla iniziativa.
Prosegue in Umbria il cammino della proposta di legge sull’odontoiatria pubblica che dovrà calmierare il costo delle tariffe. La proposta di legge (fonti varie tra le quali Asca del 28 febbraio) prevede di attrezzare nelle aziende sanitarie regionali alcuni ambulatori di odontoiatria con l’acquisto di almeno 30 riuniti che dovranno coprire, in maniera più capillare, il territorio regionale. Si praticheranno al loro interno tariffe pubbliche, predefinite e concordate, anche sulla base di costi preventivati riguardanti sia gli interventi sia l’approntamento di eventuali protesi.
Secondo quanto approvato dalla terza Commissione regionale dell’Umbria, vi sarà la possibilità di attivare convenzioni fra regione e studi privati, che dovranno praticare le stesse tariffe ridotte, concordando preventivamente modalità, tariffe e qualità degli interventi praticati nei confronti dei pazienti umbri.
Il comune di Salò (Bs) nell’abito del progetto per sostenere gli anziani, in accordo con i sindacati dei pensionati, ha stipulato un’intesa (fonte Brescia Oggi del 28 febbraio) con l’ordine affinché vengano erogate cure odontoiatriche agli anziani a prezzi non superiori al 50 per cento del massimo stabilito dal tariffario.
Il sindacato Spi Cgil del Trentino ha stipulato (fonte Corriere del Trentino del 1° marzo) un accordo con la cooperativa La Fenice di S. Donà di Piave. L’accordo prevede per gli anziani con un reddito annuo non superiore ai 6.498 euro il rimborso dell’80 per cento dei costi sostenuti per le cure dentali.
L’Asl 11 di Empoli (fonte Il Tirreno del 6 marzo), per migliorare l’assistenza odontoiatrica per gli assistiti, ha stipulato un accordo con quattro strutture private (due ad Empoli, una a Certaldo e un’altra a San Miniato) che operano in regime di accreditamento e per questo praticano le medesime tariffe del Ssn.

GdO 2008; 5

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