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21 Aprile 2008

Tessuti preziosi

di Cosma Capobianco


La ricerca di organi per curare malattie gravi è un problema antico: la cronaca ci ha abituato a statistiche dolenti e a gesti disperati.
La scienza procede sulla strada di organi artificiali, ma quelli naturali per ora restano l’unica soluzione e, quando la domanda è molto più grande dell’offerta, è inevitabileche possano succedere cose da film dell’orrore. 
Non si può che pensare all’omonimo film del 1994 interpretato dal simpatico Danny De Vito, che recitava la parte di uno squinternato aspirante mafioso, leggendo la storia, purtroppo vera, di un altro italo-americano.
Michael Mastromarino era un dentista come tanti altri con una famiglia, due figli e una bella casa. Lavorava nel suo studio di New York, dedicandosi a impianti e chirurgia fino a pochi anni fa, quando fu costretto a lasciare la professione per la sua tossicodipendenza.
Da allora i guai sono continuati fino a portarlo in prigione con un’accusa tanto pesante quanto basata su prove altrettanto pesanti. Falsificazione di documenti per traffico organi e tessuti prelevati da cadaveri non idonei alla donazione.
Che s'ha da fa' pe’ campà, avrebbero detto i suoi antenati pugliesi sbarcati a Ellis Island, non immaginando quale da farsi avrebbe scelto Michael insieme ad altri tre complici tra cui un impresario di pompe funebri di Brooklyn che gli forniva i cadaveri da cui prima prelevava gli organi e poi li sostituiva con tubi in pvc per evitare sospetti nel corso dei funerali. Tra i contatti che gli erano rimasti dall’epoca in cui poteva chiamarsi dentista, Mastromarino aveva ben presenti quelli con alcune banche di osso e aziende di materiali per implantologia: per lui non fu difficile trasformarsi da cliente a fornitore di materiale.
Un’industria che tira come mai prima d’ora. Non solo organi interi ma anche ossa e tessuti vari sono ormai ricercatissimi: valvole cardiache, cartilagine, cute, tendini e altro ancora. Al momento negli Usa si calcola che un cadavere possa valere fino a 100.000 dollari per tutto ciò che contiene.
Ma di fronte a tanta richiesta l’offerta non basta, secondo l’American Association of Tissue Banks i 25.000 donatori che si registrano in media ogni anno non sono nulla di fronte al numero di trapianti.
Il problema iniziale è lo stretto lasso di tempo a disposizione per l’espianto che è pure il momento in cui nessun essere umano di media sensibilità penserebbe di andare dai parenti a chiedere il permesso di fare certi prelievi.
L’altro problema è che, nonostante il commercio di organi e tessuti sia illegale, la legge permette alle banche degli organi di riconoscere una “ragionevole somma” a titolo di rimborso per le spese di trasporto e conservazione mentre le banche dei tessuti possono operare a puro scopo di profitto sotto la supervisione della Food and Drug Administration.
Mastromarino aveva quindi davanti un mercato enorme. Alcune delle peggiori accuse a Mastromarino arrivano proprio dai suoi aiutanti. Secondo loro, l’ex-dentista, preso dal business, non lavorava più bene come all’inizio: ordinava di prelevare anche da cadaveri non ben conservati e da persone decedute per malattie gravi come i tumori. Inoltre, secondo i giudici, il consenso dei familiari è stato ignorato, prelevando abusivamente, o falsificato sistematicamente insieme con certificati morte e cartelle cliniche, facendo apparire i “donatori” più giovani e soprattutto più sani.
Secondo la Fda i rischi non dovrebbero essere così gravi, dato che la “merce” veniva consegnata a banche dei tessuti autorizzate e dotate di adeguati sistemi di sterilizzazione.
Tra questi il più noto è il BioCleanse che vanta 500.000 impianti trattati dal 2000 e zero contaminazioni. Il sistema è di tipo meccanico e chimico: prima aspira tutti i liquidi, poi elimina microrganismi e spore con agenti chimicie infine allontana ogni residuo senza compromettere le proprietà biomeccaniche. Di sicuro, d’ora in poi ispezioni e controlli verranno intensificati, come sostiene il direttore della American Association of Tissue Banks.
In Cina, si sa, il potere non va tanto per il sottile: quando c’è bisogno di fare qualcosa, lo si fa e basta. Una conferma agghiacciante si legge nel libro ‘Cina, traffici di morte’ curato dalla Laogai Foundation e appena pubblicato in Italia da Guerini. Come racconta un medico cinese emigrato negli Usa, ai condannati a morte vengono prelevati tutti gli organi utili; in alcuni casi, i reni vengono espiantati addirittura alcune ore prima dell’esecuzione per assicurarsi che siano ben funzionanti. Anche le mandibole vengono asportate per essere utilizzate a scopi didattici.
Nel nostro Paese le banche dei tessuti sono strutture pubbliche che hanno il compito di conservare e distribuire i tessuti da trapiantare, certificandone idoneità e sicurezza secondo quanto stabilito dalla legge 91/1999. I tessuti prelevabili a scopo di trapianto sono: elementi ossei o muscolo - scheletrici (cartilagini, tendini), tessuti cardiovascolari (arterie, vasi, valvole cardiache), cornea, cute e membrana amniotica.

GdO 2008; 6

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