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30 Settembre 2018

Amalgama e Legionella, quando il cartello nella sala d’attesa indica approcci diversi

Norberto Maccagno

Premessa doverosa: quanto vi racconto mi è stato detto e non l’ho verificato, ma conoscendo non solo il mio “informatore” ma anche il settore, credo che possa essere vero o almeno plausibile.Il dialogo avviene al telefono e la questione è l’amalgama dentale e l’obbligo dal 2019 di dotarsi di separatore d’amalgama. “Sai –mi dice- alcuni dentisti pur di non acquistare il separatore d’amalgama vogliono mettere un cartello in sala d’attesa con la scritta: qui non rimuoviamo otturazioni in amalgama”.  

Mentre mi raccontava questo mi sono subito immaginato la vetrina della Catena vicina a quello studio, ne avrà sicuramente una vicina, con l’altra versione del cartello: sostituisci la vecchia e pericolosa otturazione in amalgama con una più estetica e biologica. I nostri studi sono attrezzati per farlo in sicurezza rispettando la tua salute e le normative. 

Il mio interlocutore, certamente più "sgamato", invece mi dice: come quelli che mettevano le magliette con le cinture di sicurezza disegnate per continuare a viaggiare sperando di non incorrere in una multa. Tradotto per l’odontoiatria: mettono il cartello ma poi le otturazioni in amalgama le tolgono ugualmente infischiandosi dell’obbligo. 

Altra situazione, questa invece l’ha riportata nei giorni scorsi la stampa locale. Per contrastare la psicosi Legionella, alcuni studi odontoiatrici del bresciano hanno affisso in sala d’attesa un cartello in cui si informa che lo studio adotta tutte le misure necessarie contro la Legionella. Magari anche in questo caso lo studio non si è dotato del filtro a monte del riunito come previsto dalle linee guida dell’ISS, però il lombardo ha il marketing nel Dna e quindi trasforma un potenziale problema in opportunità. 

Torniamo al cartello del dentista che si rifiuta di togliere l’amalgama. Come lo motiverà ai pazienti che gli chiedono informazioni? 

  • Ma no, niente, è solo un cartello per i Nas, sa non voglio spendere 500 euro per adattare il riunito alla normativa, ma l’otturazione la tolgo ugualmente. Che ne dice, la sostituiamo con un bell’intarsio?
  • E’ una forma di protesta contro un sistema che opprime noi dentisti vessati da burocrazia, norme e tasse.
  • Guardi, c’è una nuova normativa che ci impone di modificare il riunito per poter rimuovere le vecchie otturazioni, io non ho mai usato quel materiale perché pericoloso, così come è pericoloso rimuoverlo e quindi preferisco inviare il paziente ad un collega più attrezzato. 

Forse solo l’ultima risposta potrebbe essere giustificata dal paziente che sentendo le altre, credo, la prima cosa che farà quando esce dallo studio è telefonare ad un amico e chiedergli il nome di un buon dentista. 

Sicuramente tutte le norme comportano noie, impicci e costi, ma alcune sono utili, tutelano le persone. Utile quella che obbliga l’uso delle cinture di sicurezza: quello che invece di indossarle mette la maglietta con il disegno per evitare la multa, se tampona un’altra auto è suo il muso che sbatte sul parabrezza. Così come quella sull’amalgama, nasce per regolamentare più in generale lo smaltimento del mercurio per evitare che quando mangiamo una bella orata, ingeriamo anche il pericoloso metallo.  

Sul tema dell’obbligo del separatore d’amalgama, come ci aveva anticipato il segretario nazionale CAO, sembrerebbe oramai imminente da parte del Ministero la pubblicazione della circolare con la quale indica la possibilità di dotare di separatore di amalgama, non su tutti i riuniti dello studio, ma solo su quelli utilizzati per rimuoverla, ma con una novità. Secondo indiscrezioni, da verificare leggendo il testo ufficiale quando sarà reso pubblico, ci sarà anche la possibilità di dichiarare che lo studio non intende rimuovere otturazioni in amalgama. In questo caso, però, lo studio dovrà indicare il nome dello studio a cui invierà i pazienti.  

Forse anche al Ministero hanno sentito le voci del cartello e la pensano come il mio interlocutore. 

 
 

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