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01 Marzo 2023

Dentisti e social media

Solo il 48% ha un profilo dedicato allo studio e prevalentemente è su Facebook. Il 62% ha invece un sito 


I social media possono aiutare ad andare oltre le tradizionali barriere che ostacolano l'interazione tra professionisti del settore salute come fornitori, scienziati, pazienti e caregivers e per questo possono anche essere una vetrina per la loro attività. L'uso dei social media tra i professionisti italiani che lavorano nell'ambito della ricerca clinica è abbastanza diffuso, con Facebook e LinkedIn che sono i due social più usati. Tuttavia, la diffusione è caratterizzata da una certa eterogeneità tra le figure professionali e i diversi ospedali.

A mostrarlo uno studio pubblicato su Annals of Research in Oncology e condotto da un team guidato da Sara Testoni, dell'IRCCS Dino Amadori di Meldola (Forlì-Cesena), e Celeste Cagnazzo, dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.

Per valutare l'uso dei social media in campo medico è stata condotta un'indagine anonima ideata dal Group of Study Coordinators, con 13 domande, con scale di valutazione da uno a dieci, raggruppate in quattro diverse sezioni: una dedicata alle caratteristiche demografiche e al contesto lavorativo, una sull'uso dei social media, una terza sezione con domande volte a capire l'utilità dei social nella ricerca clinica e l'ultima sull'esperienza nell'uso dei social media durante il lavoro. L'indagine è stata completata da 100 professionisti, principalmente coordinatori di ricerca clinica, il 52%, medici, il 23%, o infermieri, il 20%. Per quel che riguarda le fasce d'età, la più rappresentata era quella tra 30 e 49 anni. 

Dai risultati è emerso che il social network più usato a scopo lavorativo è Facebook, con il 74,7% degli intervistati che ha dichiarato di usarlo, seguito da LinkedIn, sfruttato, invece dal 69% dei professionisti. Inoltre, ResearchGate sarebbe particolarmente apprezzato nella fascia d'età 30-49 anni. La valutazione sull'effettiva utilità dei social network in ambito lavorativo è stata valutata, in media, con un punteggio di 5,93 sulla scala da uno a dieci, senza particolari differenze tra i gruppi di età, con una media di 5,90 per la fascia di età 18-29 anni, 5,93 per la fascia 20-29,e 5,66, per quella tra i 50 e i 55 anni. 

Per quel che riguarda i motivi per cui vengono usati i social, invece, la maggior parte degli intervistati ha dato, principalmente, due risposte, ovvero “solo per trovare informazioni” seguita da “per trovare e condividere informazioni”.  

Social media e odontoiatri 

Per gli odontoiatri la presenza sui social oltre alla condivisione di idee ed esperienze è anche strumento per dare visibilità allo studio e dialogare con I pazienti.  

Ma quanto sono social i dentisti italiani? 

Ad indicarlo è stata una ricerca sull’incidenza delle nuove tecnologie in studio, svolta da Odontoiatria33 attraverso un sondaggio online rivolto ai propri lettori e presentato al Congresso SIPRO dello scorso anno.

Stando alle risposte date gli il 61% degli odontoiatri italiani ha un profilo social personale mentre quelli che ne hanno uno dello studio scendono al 48% 

I dentisti hanno un profilo personale su questi social

  • Facebook: 94%
  • Instagram: 59%
  • Linkedin: 43%
  • Twitter: 13%
  • YouTube: 12%
  • TikTok: 3% 

I dentisti hanno un profilo dello studio su questi social

  • Facebook: 95%
  • Instagam: 53%
  • Linkedin: 25%
  • YouTube: 17%
  • Twitter: 5%
  • TikTok: 3%  

Infine gli odontoiatri che hanno un sito web dedicato allo studio sono il 62% di coloro che hanno risposto al sondaggio. 

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