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03 Aprile 2017

Il Consulente Tecnico d'Ufficio è "l'occhiale del Giudice". Compiti, responsabilità e poteri del CTU spiegati da Marco Scarpelli


In queste settimane abbiamo dato notizia di sentenze che hanno condannato odontoiatri per il loro comportamento clinico giudicato non corretto. Alcuni lettori ci hanno scritto criticando le valutazioni del giudice e di conseguenza quelle del CTU ponendo dubbi sulla loro preparazione.

Ma quali sono i compiti del Consulente Tecnico di Ufficio, chi può svolgere questa attività, quanto vengono considerate le sue perizie, come si può comportare il clinico giudicato che non concorda con quanto peritato ma soprattutto sono preparati questi CTU?

Per rispondere a queste ed altre domande abbiamo chiesto a Marco Scarpelli (nella foto), uno dei più noti odontologi forensi italiani.

Dott. Scarpelli, chi è il Ctu, chi può farlo, come viene nominato? Quali sono le sue funzioni?

Utilizzando una definizione didattica e scolastica "è l'occhiale del Giudice", ovvero soggetto specializzato nell'argomento da trattare che "aiuta" il Giudice ad interpretare l'essenza tecnica del problema.
Per svolgere l'attività di CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) è necessario essere inseriti negli albi che, presso i Tribunali, sono divisi per competenze. L'accesso agli Albi prevede un periodo di esercizio professionale minimo, documentazione dei propri titoli e competenze nel settore per cui si fa domanda.

E' responsabile di quanto valuta?

Si. E' impegnato sotto giuramento (anche se nella formula attuale si "impegna") a far conoscere la verità.

Come lavora, quali sono i suoi compiti, cosa valuta?

Il consulente viene convocato davanti al Giudice, informato della pratica su cui è richiesto il suo parere tecnico, e quindi, salvo incompatibilità, incaricato. Ritira gli atti, studia il caso, visita il periziando/perizianda, ascolta i consulenti tecnici nominati dalle parti, stende la relazione che invia in bozza alle parti ed appunto ai consulenti da loro nominati, recepisce le osservazioni ed infine consegna la relazione definitiva: il tutto deve naturalmente essere ispirato al suo ruolo di terzietà e di totale indipendenza di valutazione.

Spesso la relazione del Ctu determina la decisione del giudice. Ma i CTU sono preparati?

Diplomaticamente rispondo: a volte sì, a volte no. La scelta del CTU da nominare, se pure ispirata agli elenchi, è di fatto, da parte del Giudice, libera e spesso orientata a premesse (per altro pienamente giustificate) di conoscenza personale o di passa parola. In ogni caso sulla formazione del CTU la professione medica, nel mio caso mi riferisco al mondo odontoiatrico ed in generale della stomatologia, sta molto lavorando; corsi di formazione, percorsi di preparazione pratica, in affiancamento. Sempre per quanto riguarda il mondo della stomatologia da oltre dieci anni la scuola universitaria di Firenze in collaborazione con l' Associazione Nazionale Dentisti Italiani, gestisce un Master di II livello in Odontologia Forense, che mira a formare anche l'attività del consulente tecnico ovvero, quindi, anche di quello d'ufficio.

E' possibile ricorrere contro il parere del Ctu? Nel caso la perizia di parte e quella del Ctu non coincidano come si comporta il giudice?

Si, certamente è possibile ricorrere sia nel corso della consulenza ponendo critiche alla bozza, sia successivamente attraverso il legale della parte che si rappresenta.
Se le controdeduzioni mosse vengono ritenute dal Giudice valide e attendibili, questi può richiamare ad ulteriori chiarimenti il CTU, ovvero chiedergli di svolgere ulteriore attività consulenziale, fino a sostituire il CTU nominando, al suo posto, un altro soggetto (evento certo raro e dedicato ai casi più gravi).

Il dentista può portare un suo consulente di parte. Che funzione ha, che peso ha nel contenzioso?

Si certo, può nominare un consulente o più consulenti, generalmente in numero pari a quanti nominati d'ufficio.
Se è competente e padrone del metodo medico legale, può essere di grande aiuto nel favorire il riconoscimento di una verità processuale, la più aderente alla verità assoluta. Certo, molto dipende dai dati e documenti in suo possesso, ovvero dalla possibilità attraverso gli elementi tecnici in suo possesso di sostenere le sue tesi.

Quali sono le criticità del sistema e come si potrebbe intervenire per migliorarlo?

Indubbiamente la criticità maggiore è relativa al livello di competenza dei colleghi iscritti all'albo dei CTU.
Ovviamente e come già accennavo prima, stiamo lavorando da molti anni, e con significativo riscontro, in quella direzione.
Un elemento che favorirebbe il miglioramento globale del "sistema" CTU dovrebbe essere una maggiore interazione tra categoria medica, e sue rappresentanze, ed il mondo dei Giudici. Naturalmente senza nulla togliere al diritto/dovere di assoluta indipendenza del Giudice, ma vigilando insieme perché la figura del CTU sia riferibile ad un soggetto competente e preparato e soprattutto scelto davvero secondo le specifiche caratteristiche tecniche.
Come aimè oggi sempre non è.

Norberto Maccagno

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