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06 Luglio 2020

L’era delle riforme in odontoiatria

Il presidente Alessandro Nisio con alcune riflessioni su numero programmato, odontoiatria pubblica, futuro e gli sbocchi professionali dei giovani odontoiatri, apre il dibattito sulle riforme da attivare nel settore


Gentile Direttore 

Mi inserisco in queste sue interessanti riflessioni domenicali sulla professione odontoiatrica che porta alla attenzione dei lettori della sua Rivista per alcune mie personali considerazioni, che potrebbero costituire anche degli stimoli e degli impegni per la futura CAO nazionale, prossima al rinnovo.La questione che Lei ha sollevato sul numero programmato e il fabbisogno della professione rappresenta sicuramente una opportunità di riflessione per avviare un processo di Riforme che, al pari dei Medici, può rappresentare una vera opportunità per la nostra professione, stante la proficua iniezione di liquidità al nostro SSN legata al periodo emergenziale, e dagli ottimi rapporti istituzionali che la Federazione ha intrapreso con il decisorio politico, in linea con il ruolo di sussidiarietà degli Ordini sancito dalla Legge 3/2018 (cd Lorenzin).

1) Il numero programmato è imprescindibile: non possiamo pensare a garantire la salute del cittadino senza delle regole. Queste regole vanno sicuramente riviste; ho avuto modo negli anni passati di spiegare come viene realizzato questo numero e come sicuramente vanno riviste le famose 8 variabili, che incrociano i dati dell’ISTAT (popolazione attuale e futura, probabilità di morte, professionisti attivabili), del COGEAPS (professionisti attivi e attivabili), del MIUR (ingressi alle università e tasso di successo scolastico) e la domanda per 100mila abitanti (dati epidemiologici della popolazione, programmi nazionali di cura e assistenza, sviluppi tecnologici e livello quantitativo standard per garantire i servizi di cura). E’ soprattutto quest’ultima voce che, secondo il mio modesto parere, deve essere posta all’attenzione sulla determinazione del numero programmato alla luce delle premesse che ho fatto sul periodo “favorevole” dal punto di vista della liquidità a disposizione, come spiegherò nel punto


2) Mi preme sottolineare che le nostre richieste sul numero programmato sono comunque state accolte dal Ministero della Salute ma sono state smentite in sede di concertazione con il neo Ministero delle Università; quindi è fondamentale ribadire che su questi aspetti legati alla Salute del cittadino deve decidere la Sanità non l’Università; il nostro appello invece è quello di finanziare la Cultura e l’Istruzione riducendo le troppe sedi universitarie (che comunque costituiscono sperpero di denaro) e di concentrare in meno sedi ma fortemente incentivate dal punto di vista economico con tecnologie e livelli qualitativi di servizi e cura e possibilità di tirocini pratici propedeutici a sbocchi occupazionali.2.Il secondo aspetto che vorrei ribadire (e che si collega al primo) è quello di portare finalmente e in modo serio la discussione sull’Odontoiatria pubblica; aprire i concorsi pubblici agli Odontoiatri e al team odontoiatrico, potenziare gli ambulatori odontoiatrici negli Ospedali, rivisitare le tariffe sulle prestazioni convenzionate col SSN per adeguarle ai tempi emergenziali, ridefinire gli accessi secondo i redditi delle famiglie italiane (che subiranno pesanti modifiche da questa pandemia), ridefinire il fabbisogno delle “strutture ambulatoriali” del territorio (come hanno fatto alcune Regioni come la mia Puglia). Così come non è possibile limitare il nostro ruolo a servizi assistenziali di volontariato ma rivedere anche il sistema del Welfare. Insomma creare le basi per una rivisitazione del nostro SSN anche dal punto di vista odontoiatrico, alla stregua del dibattito che si è instaurato in modo importante e decisivo anche nella componente Medica; ora più che mai, a mio modesto parere, è impensabile rinunciare alla convivenza serena e costruttiva con i Medici nell’ambito degli Ordini, come si è sempre fatto, ma che vede ancora molti oppositori che chiedono piena e totale Autonomia dell’Ordine degli Odontoiatri.Se queste due progettualità (ambiziose ma secondo me realizzabili) si dovessero verificare i parametri di determinazione del Fabbisogno risulteranno sicuramente modificati verso una maggiore apertura del numero programmato e quindi si smorzerebbero molte polemiche e valutazioni superficiali.


3) Infine vorrei porre all’attenzione di tutti il problema dei Giovani Odontoiatri e del loro futuro; è fondamentale che le Istituzioni (CAO, Associazioni Sindacali, Stato e Regioni) si concentrassero sul proporre una politica di aiuto e sostegno, sia in termini economici (sgravi fiscali, incentivazioni economiche, prestiti agevolati, ecc..) che occupazionali (accessi ai concorsi, borse di studio per le specializzazioni, tirocini gratuiti presso le ASL, ecc…); nel nostro piccolo come CAO Nazionale abbiamo realizzato e coordinato, per la prima volta, un sostanzioso “Progetto di Avvio alla Professione”, in collaborazione con il Collegio dei Docenti presieduto dal professor Roberto Di Lenarda, con il Coordinamento dei Presidenti dei CLOPD diretto dal professor Lorenzo Lo Muzio, con il contributo di ANDI-AIO ed ENPAM. Il progetto prevede 11 capitoli e più di 1000 diapositive su tutti gli aspetti della Professione utili allo studente del VI anno di corso: si spazierà dagli aspetti normativi a quelli societari fiscali bancari e assicurativi, dalla gestione dello studio alla privacy, informazione sanitaria e comunicazione, aspetti previdenziali, medico-legali e ovviamente etici e deontologici. Il Corso, se verrà approvato dai vari Atenei Italiani, prevede 2 CFU e la stretta collaborazione, nella docenza, del titolare dell’insegnamento affiancato dal Presidente della CAO territoriale, insieme ai rappresentati dei sindacati e dell’ente previdenziale. Concludo dicendo che la discussione da Lei aperta apre degli scenari interessanti e prevede riflessioni importanti e costruttive e comunque nel solco di quello che già da almeno 3 anni la CAO nazionale del nostro presidente Raffaele Iandolo e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici del nostro presidente Filippo Anelli hanno avviato per quanto riguarda la professione Odontoiatrica e Medica.  

Alessandro Nisio: Presidente CAO Bari, Componente CAO Nazionale

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