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25 Giugno 2014

Società tra Professionisti, il Governo indica il regime fiscale a cui assoggettarle. Conviene o non conviene attivarle? Il parere del commercialista


Il Governo sembra voler, finalmente, indicare il regime fiscale a cui assoggettare le Società tra professionisti approvando un provvedimento specifico.
La norma è contenuta nel Dl valutato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso ed ora dovrà seguire l'iter nelle Commissioni parlamentari competenti prima di tornare a Palazzo Chigi per l'approvazione.

Al contrario di quanto aveva interpretato l'Agenzia delle Entrate, il Governo intende estendere alle STP lo stesso regime degli studi associati. Quindi  il reddito verrà imputato a ciascun socio per trasparenza sulla base della sua quota di partecipazione agli utili sia ai fini IRPEF che IRAP, nonché ai fini previdenziali.

Le Società tra Professionisti (STP) vengono istituite nel 2013 con l'intenzione di permettere a liberi professionisti di aprire una attività in comune con altre realtà professionali o semplici imprenditori con le finalità di una professione regolamentata senza dover registrare unsa società di capitale, tipo una Srl. Per esempio uno studio odontoiatrico i cui soci siano dei dentisti iscritti all'Albo ma anche un odontotecnico o un igienista dentale o un semplice investitore.

Tra i "paletti" imposti dalla norma quello che i professionisti devono avere la maggioranza nel CdA e che le StP siano iscritte in un apposito Albo tenuto dall'Ordine di riferimento della, nel nostro caso l'Ordine dei medici e degli odontoiatri.

Dopo la pubblicazione in GU della norma che istituiva le StP il Governo avrebbe dovuto emanare dei decreti in cui definire il regime fiscale a cui assoggettare le StP, decreto che fino ad oggi non è mai stato approvato ed è per questo che le StP non sono di fatto mai decollate.

Da un nostro breve sondaggio sentendo alcune delle OMCeO più numerose per iscritti solo Roma (3 StP costituite), Genova (2) e Milano (1) ne hanno ad oggi registrate e probabilmente, se verrà confermato il regime fiscale indicato dal Governo nel provvedimento presentato, probabilmente, verranno preferite le Srl.

Questi i documenti necessari per iscrivere la Società tra Professionisti all'Ordine.

• Domanda rivolta  al consiglio  dell'ordine  o  del  collegio  professionale   nella   cui circoscrizione  é posta  la  sede   legale   della   società
• Atto costitutivo e statuto della società in copia autentica;
• Certificato di iscrizione nel registro delle imprese;
• Certificato di iscrizione all'albo, elenco o registro dei soci professionisti che non siano iscritti presso l'ordine o  il  collegio cui è rivolta la domanda".
Il Consiglio dell'Ordine verifica la domanda ed ha tre mesi di tempo per accettarla ed iscriverla nell'apposito Albo o meno. Ogni Ordine ha poi fissato una quota di iscrizione che la società dovrà versare annualmente.


Sull'argomento vedi anche:

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