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07 Maggio 2025

Odontotecnici: la CAO apre all’evoluzione della formazione ma non in ambito sanitario

Si ad un soggetto abilitato alla fabbricazione dei dispositivi medici odontoiatrici che lo porti ad acquisire competenze aggiornate in ambito ingegneristico e dei bio-materiali


Senna Cao Mi 2

Mentre la politica sta lavorando sul tema il riordino delle professioni sanitarie, con le Associazioni odontotecniche che continuano a sollecitare un riconoscimento in ambito sanitario spurando l’attuale status di “arte ausiliaria in ambito sanitario”, la CAO nazionale con il suo presidente Andrea Senna (nella foto), entra a gamba tesa nel dibattito di questi giorni con un netto no alla trasformazione in una professione sanitaria dell’odontotecnico. “Sarebbe non solo ingiustificata, ma anche rischiosa, potendo favorire confusione e commistioni di ruoli”, evidenza il presidente CAO in una nota pubblicata sul sito FNOMCeO.    

Un “Si” della CAO ad un’evoluzione della formazione dell’Odontotecnico quale soggetto abilitato alla fabbricazione dei dispositivi medici odontoiatrici - ad esempio le protesi - che lo porti ad acquisire competenze aggiornate in ambito ingegneristico e dei bio-materiali. No, invece, a una trasformazione di quella che oggi è un’arte ausiliaria in una professione sanitaria.      

Presidente CAO che ricorda come i rappresentanti degli Odontotecnici, auditi nell’ambito dell’indagine conoscitiva alla Camera dei Deputati sul riordino delle professioni sanitarie (si veda il nostro approfondimento), hanno infatti chiesto di diventare professionisti sanitari.    

La questione dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie è poi stata riproposta recentemente da ANTLO, Confartigianato e CNA/SNO, anche su Odontoaitria33 ed altre testate del settore sanitario, anche forti della sentenza del Consiglio di Stato.    

“È giusto e legittimo che gli Odontotecnici vogliano acquisire nuove competenze in ambito ingegneristico e delle biotecnologie – afferma Senna – e questo per un aumento dell’efficacia e della sicurezza dei fabbricati, senza però mai invadere il campo sanitario, che è proprio degli Odontoiatri. L’attività svolta dall’Odontotecnico è, infatti, strettamente riservata a un momento non clinico, in assenza del paziente e al di fuori dello svolgimento di tutte le attività concernenti l’odontoiatria”.    

“Come Commissione Albo Odontoiatri nazionale – continua il Presidente – riteniamo dunque che non possa darsi seguito al riconoscimento degli Odontotecnici come professionisti sanitari. Laddove, infatti, agli Odontoiatri sono affidate, in forza di un titolo abilitante e per le specifiche competenze, le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, gli Odontotecnici sono “fabbricanti” di dispositivi medici, soggetti abilitati alla produzione. Per questo anche un eventuale percorso universitario dovrebbe, appunto, essere inquadrato nell’ambito ingegneristico e delle biotecnologie. E, soprattutto, non può esserci commistione tra l’attività professionale di studio odontoiatrico e quella artigianale di laboratorio odontotecnico”.    

“Se così non fosse – conclude il presidente nazionale CAOil rischio sarebbe quello di favorire pericolose confusioni e commistioni di ruoli, sino a creare aree grigie in cui possono con facilità insinuarsi fenomeni di abusivismo. Quei fenomeni che la legislazione vigente vuole scongiurare e che la giurisprudenza della Suprema Corte ha più volte sanzionato, stabilendo i limiti e le modalità di esercizio dell’attività di Odontotecnico”.


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