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23 Novembre 2015

Questo è il mio dentista ideale. I dati del sondaggio di Dica33 presentati al congresso AIOP


Un dentista capace di spiegare la terapie e comunicare con il paziente il cui studio abbia orari comodi, sia disponibile e sia tecnologicamente avanzato.

Sono queste, in sintesi, le caratteristiche che dovrebbe avere il dentista ideale secondo un sondaggio svolto attraverso i lettori di Dica33 e presentato sabato 21 Novembre durante una tavola rotonda organizzata al XXXIV Congresso Internazionale AIOP alla quale sono intervenuti il presidente AIOP Fabio Carboncini, la Senatrice Alessandra Bencini, Laura Filippucci di Atroconsumo, l'esperta di comunicazione aziendale Erika Leonardi ed il direttore di Odontoaitria33 Norberto Maccagno. Tavola rotonda moderata da Alessandro Pellizzari della rivista Starbene.

Sondaggio realizzato da Odontoiatria33 in collaborazione con AIOP inviando un questionario ai lettori di Dica33, il portale del gruppo Edra dedicato alle informazioni sulla salute per il cittadino che con gli oltre 1milione e 200 mila viste mensili è tra i più letti tra quelli dedicati alla salute.

1088 le risposte ritenute utili. Pur non avendo fini statistici, la composizione del campione selezionato può dare delle indicazioni sulla tendenza degli italiani in tema di scelta del dentista a cui affidarsi.

Quando e perché vado dal dentista e da chi mi rivolgo

Il campione di lettori di Dica33 ha evidenziato una certa attenzione verso la propria salute orale visto che quasi il 70% si era recato dal dentista nell'ultimo anno per una seduta di igiene (56,7%), una visita di controllo (32,6%), un'otturazione/devitalizzazione (32,3%), protesi (13,6%), dolore urgenza (11,7%), ortodonzia (7,2%), altre prestazioni (8,3%), tra cui implantologia, chirurgia, estrazioni, bite, sbancamento etc.

L'89,3% del campione si è rivolto ad un dentista tradizionale mentre il 5,5% ha scelto di farsi curare in una struttura con marchio presente in più città (i centri odontoiatrici che tanto intimoriscono i dentisti tradizionali) mentre hanno scelto una struttura pubblica il 3% degli intervistati; il 2,2% quelli che si sono andati all'estero.

Lettori che sembrano avere le idee chiare in tema di odontoiatria, soprattutto sulla qualità delle cure ricevute visto che il 66% ha detto si riuscire a giudicarle, mentre il 28,4% ammette di non saperlo fare ma si fida del professionista che ha scelto.

Perché l'ho scelto e perché l'ho cambiato

I dati rilevati confermano che i pazienti sono abbastanza fedeli al proprio dentista, per il 40,4% è lo stesso da oltre 10 anni, per il 17,4% da 5-10 anni. Fedeltà confermata anche dal fatto che il 10,6% non lo ha mai cambiato mentre il 37,9% ne ha cambiati solo 2. La scelta del dentista viene fatta prevalentemente tramite il passaparola (42,6%) o perché era il dentista di famiglia (37,5%) oppure scegliendone uno vicino a casa o all'ufficio (11,5%). Sposta poco la pubblicità (4,8%), e le convenzioni/assicurazioni (3,6%), strumento ancora poco radicato nelle famiglie italiane.

Una insoddisfazione legata ad una cura giudicata mal eseguita è il principale fattore che spinge il paziente a cambiare il proprio dentista (27,1%). Gli altri sono principalmente fattori oggettivi ìcome il cambio di residenza del paziente (22,1%) o perché il professionista ha smesso di lavorare (15,2%) oppure economici, costi troppo elevati (14,4%). Seguono poi quelli legati all'organizzazione dello studio: disponibilità di orario limitata (3,3%), tempio per cure troppo lunghi (3%), personale inadeguato/scortese (2,7%). A convincere i pazienti a continuare a farsi curare in quello studio è stata la qualità delle cure (46,4%), il fatto che era stato consigliato (28,4%), per il prezzo (8,3%), per la tecnologia presente in studio (7,2%), per la comodità degli orari (5,9%) e per la qualità ed eleganza dello studio (3,7%).

I maggiori difetti dei dentisti che ho frequentato

Per i lettori di Dica33 il difetto maggiore riscontrato nei dentisti a cui si sono rivolti è la scarsa professionalità (31,8%), seguita da preventivi non chiari (21,1%), poca disponibilità a spiegare il piano di trattamento (20%), orari scomodi (15,9%), dubbia pulizia (12,7%), non esegue tutte le terapie e si rivolge a professionisti esterni (12,4%), scortesia del dentista o del personale (11,8%), ambiente spoglio o non accogliente (7,3%) e non disponibile a rateare i preventivi (5,7%). I lettori che hanno risposto al sondaggio potevano indicare più criticità.

Il mio dentista ideale dovrebbe ...

Per capire quali fossero le caratteristiche più apprezzate dai pazienti che hanno risposto al sondaggio sono state proposte 16 caratteristiche alle quali dovevano dare un punteggio da 1 (scarsa importanza) a 4 (molto importante).

Considerando le caratteristiche connotate con il massimo dell'interesse è emerso che ad essere apprezzato maggiormente è il dentista che sa comunicare, disponibile a parlare con il proprio paziente, che gli spiega le terapie ed i preventivi e che sa anche ascoltare e capire le sue esigenze. Fondamentale è anche il ruolo del personale che deve essere cordiale e disponibile.

Giudicati meno importanti quei fattori legati all'ambiente dello studio come un bell'arredamento, la musica o la televisione in sala d'attesa. Se ci sono bene ma se mancano non è un fattore che influisce sulla decisione di cambiare il dentista.

Il commento ai dati del presidente AIOP Fabio Carboncini

In generale non sono sorpreso dai risultati del sondaggio. La necessità di maggior dialogo fra dentisti e pazienti era emersa in maniera decisa dai colloqui fatti durante il lavoro con Altroconsumo. Io e i miei colleghi siamo spesso stati ringraziati anche solo per aver ascoltato i pazienti, cioè aver prestato loro quell' attenzione della quale evidentemente avevano sentito la mancanza da parte del proprio dentista.

Trovo abbastanza positivo il dato secondo il quale più del 50% degli intervistati abbia dichiarato di essere andato dal dentista per sedute di igiene o visite di controllo. La percentuale è comunque insoddisfacente, l'attitudine alla prevenzione dovrebbe essere molto più diffusa. Interessante il fatto che più del 60% dichiari di essere in grado di giudicare la qualità delle cure, ma ricordiamoci che si tratta della famosa "qualità percepita", condizionata da fattori che potrebbero non aver molto a che fare con la qualità come la intendiamo noi.

Però anche questo deve farci riflettere, convinti come siamo che i pazienti non siano in grado di giudicare il lavoro del dentista!

E' consolante constatare il valore che i pazienti attribuiscono alla professionalità del dentista, l'importanza del passaparola e per contro lo scarso peso della pubblicità e del prezzo.

Ritengo che i nostri risultati potrebbero essere in parte "viziati" da due fattori:

1) le persone che frequentano il portale sono chiaramente più interessate alla propria salute;

2) si tratta di una fascia di popolazione con un elevato grado di istruzione.

Sotto la sintesi di parte dei dati rilevati

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