HOME - Interviste
 
 
22 Luglio 2019

Doppia laurea, scuole di specializzazione e programmazione degli accessi. Di Lenarda (Collegio dei Docenti): sono temi sui quali non si può non coinvolgere l’Università

Nor. Mac.

Sulla questione del diploma di specialità e della possibilità di collaborare o partecipare ai concorsi da dirigente medico nel SSN non potevamo non chiedere il parere dell’Università che, negli anni passati, tanto si era spesa per fare riattivare proprio le scuole di specialità odontoiatriche. E a rappresentare l’Università non poteva che essere il prof. Roberto Di Lenarda (nella foto), presidente del Collegio dei Docenti in odontoiatria che, però, amplia gli argomenti da approfondire ricordando come i temi toccati dalla CAO nell’incontro con i Ministri dell’Università e della Salute, “sono e non da oggi, oggetto di riflessione e concrete proposte operative da parte dell’Università, cui peraltro, in gran parte, competono”. 

Allora abbiamo provato a toccare alcuni di questi temi accorgendoci, come spesso capita, che vedendo le questioni da punti di vista differenti si riesce a cogliere il problema nella sua interezza e le soluzioni non potranno che essere più “giuste”. 


Prof. Di Lenarda, cominciamo dalla possibilità o meno per un laureato in medicina, ma anche in odontoiatria, di iscriversi ad entrambi gli albi e, volendo, esercitare entrambe le professioni. 

Premesso che un dato indiscutibile è la necessità, stabilita anche dalle norme europee oltre che dal buon senso, che l’odontoiatria possa venire esercitata esclusivamente dal laureato in odontoiatria, la recente discussione aperta sul tema della possibile contemporanea iscrizione ad entrambi gli  albi per i laureati con doppia laurea (in odontoiatria e protesi dentaria ed in medicina), ha riportato alla ribalta la nostra proposta, che va per altro condivisa con la conferenza dei corsi di  laurea in medicina e chirurgia e la conferenza presidi delle Facolta di medicina, di creare il primo biennio o, auspicabilmente, triennio comune tra i due corsi di laurea. I vantaggi, che stiamo cercando di spiegare da anni, sarebbero una semplificazione degli scorrimenti della graduatoria dei test di ingresso, un innalzamento delle conoscenze “mediche” dei laureati in odontoiatria, la possibilità per i laureati di entrambi i corsi di iscriversi al terzo o quarto anno del percorso per acquisire la seconda laurea e, da ultimo, un risparmio economico ed una ottimizzazione nella formazione. E’ evidente quindi che non si tratterebbe di percorso formativo post laurea ma di una nuova laurea per la parte formativa non comune (quindi 3 o 4 anni a seconda di un triennio o un biennio comune). Prerequisito politico perché ciò si possa attuare, ovviamente, è che tale possibilità sia simmetrica e reciproca per entrambe le professioni.   


Ora parliamo di scuole di specialità ed accesso al SSN. 

Come tutti ricorderanno, di questo tema si era con forza interessato il prof Gherlone al tempo del suo impegno ministeriale. Riguardo l'eliminazione del possesso del titolo di specialista per l'ingresso nei ruoli del SSN voglio ricordare che, a legge vigente, la norma è strettamente collegata all'inquadramento nella dirigenza.

Nessuna modifica può essere anche solo pensata se prima ed in modo incontrovertibile dal punto di vista giuridico non si risolve questo problema: di sicuro io con tutti i colleghi dell’accademia con cui abbiamo più volte e anche del tutto recentemente discusso il tema, ho profonda e radicata la determinata convinzione a non permettere che i  giovani odontoiatri che entreranno  in questi ruoli perdano o rischino di perdere il medesimo inquadramento dirigenziale (li facciamo “scivolare” nel comparto?)

Aggiungo che, personalmente, ritengo, fatti salvi doverosamente i diritti acquisiti, non sostenibile una differenza di requisiti di accesso tra dirigenti ospedalieri e specialisti ambulatoriali. E’ stato paventato il rischio di mancanza di specialisti nel futuro che metterebbe a rischio la sostenibilità dell’offerta odontoiatrica pubblica. Se questo fosse il tema, ma con tutta evidenza non lo è, basterebbe ricordare che ad oggi gli iscritti alle scuole di specializzazione sono circa 700, ne formiamo a regime circa 300 all’anno e c’è un numero di specialisti, di cui stiamo facendo il censimento puntuale, certamente superiore ad alcune migliaia. Magari ne venisse assunta anche solo la metà! 

Anche l’osservazione che le scuole di specializzazione non sono equiparate a quelle mediche è solo parzialmente pertinente: se il problema, e lo considero tale, è la mancanza dei contratti di formazione specialistica per l’area odontoiatrica, la soluzione non è rendere inutili le scuole ma trovare i fondi per finanziarli.Ultimo tema per chiarezza, visto che è anche questo un tema prettamente universitario: la laurea in odontoiatria non solo è specialistica (come lo è stata fino ad una decina di anni fa), ma addirittura è magistrale. Ed è piuttosto sulla sua trasformazione in laurea abilitante che dobbiamo lavorare.


Sui corsi di specializzazione la proposta, magari anche un po’ provocatoria, è quella di ampliare i corsi per ogni branca dell’odontoiatria. Ma poi se un "solo" laureato in odontoiatria può svolgere qualsiasi branca dell’odontoiatria senza specialità e non serve neppure per entrare nel SSN, i diplomi di specialità rischiano di diventare solo un accrescimento professionale personale?

Siamo disponibili e pronti a pensare ad altre scuole di specializzazione (ricordo che molti al tempo si opposero con forza alla scuola di specializzazione in odontoiatria generale) ma anche qui non possiamo esimerci da una analisi tecnica e politica di natura universitaria, nonché legislativa, nazionale ed europea. Condivido per altro, in termini speculativi, la sua osservazione sul significato prospettico delle Scuole di Specializzazione nello scenario ipotizzato. 


Un tema che la coinvolge da vicino, in quanto “papà” del modello di assistenza odontoiatrica in Friuli, è la volontà di creare un Progetto di prevenzione odontoiatrica. 

Leggo con molto piacere della proposta di prevenzione odontoiatrica da attivare nelle scuole: confermo la disponibilità a mettere a disposizione l’esperienza di diverse Università che da anni stanno effettivamente portando avanti estensivi progetti di prevenzione orale ed educazione ad abitudini di vita salutari nelle scuole. 


Torniamo ai temi di pertinenza universitaria, forse il tema dei temi: il numero di posti per ogni Ateneo sede di corso di laurea. 

In un sistema che non è in grado di controllare o solo gestire la formazione all’estero di italiani è limitativo e almeno in parte autoassolutorio pensare che il problema possa essere la riduzione del numero di laureati in Italia. Se il Collegio e la Conferenza permanente dei corsi di laurea in odontoiatria fossero, nella sostanza, coinvolti nella programmazione dei posti a concorso forse sì che si potrebbero correggere alcune oggettive storture nella distribuzione dei posti a concorso correlandole alle reali capacità formative degli Atenei ma, purtroppo, nei fatti questo spesso non avviene. 


Sulla necessità di riformare il test che seleziona chi può diventare dentista il presidente Iandolo propone la CAO come “consulente” per migliorare la qualità dei quesiti e si dice contrario al cosiddetto modello francese: cosa ne pensa? 

Mi permetto di dire che l’ipotesi del mio amico Raffaele Iandolo che sia la CAO  a collaborare per migliorare i test di ingresso è francamente irricevibile: se c’è qualcuno che ha titolo, competenza, interesse a fornire un contributo su base scientifica allo sviluppo ed al miglioramento dei necessari test di ingresso non può che essere l’Università e nello specifico il Collegio (cosa che peraltro non avviene nei termini in cui sarebbe opportuno). Concordo invece pienamente sull’analisi relativa alla non sostenibilità e non trasparenza dei percorsi quali quelli proposti, ma per fortuna per ora non realizzati, presso l’Università di Ferrara che mimano, male, modelli che non funzionano.In conclusione, in qualità di presidente del Collegio, non posso che confermare la più volte ribadita completa disponibilità ad un costruttivo percorso di aperta, trasparente e leale collaborazione con il mondo odontoiatrico tutto (con il quale i rapporti ad oggi sono eccellenti), finalizzata al miglioramento della accessibilità alla professione purchè questa condivisione sia biunivoca nel rispetto di ciò che istituzionalmente è riservato a ciascuna componente.

E proprio per tutti questi motivi abbiamo chiesto ai ministri della Salute e dell’Università un incontro urgente.  

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

1783 i posti disponibili negli Atenei italiani sede di corso di laurea, di cui 560 quelli assegnati alle università private. Ecco i posti ateneo per ateneo. Odontoiatria il corso con meno iscritti


Superata la soglia dei mille posti disponibili, 148 posti in più rispetto allo scorso anno. Il 16 settembre il test


Senna (CAO): soddisfatti per il provvedimento ma permangono le criticità sul tema dell’esiguità delle borse e dei pochi posti disponibili


 
 

Il progetto MOOD coinvolge 44 Atenei, l’obiettivo di offrire agli studenti un’esperienza di studio sempre più personalizzata e accessibile


Novità rispetto allo scorso anno: allungato il periodo di lezioni e più tempo per gli studenti per dare gli esami. La graduatoria nazionale sarà composta da tre sezioni in base agli esiti degli...


Per il prof. Gagliani quello del numero chiuso è un finto problema quello vero: la trasformazione della docenza e del corso di laurea. E poi si chiede, può una disciplina medica reggersi sul...

di Massimo Gagliani


 
 

Due le sessioni, una ad aprile ed una a luglio, poi entro fine luglio la possibilità di candidarsi indicando il migliore punteggio ottenuto tra le due prove. Ai primi di settembre la graduatoria


Nel 2021 sono state il 33% in meno rispetto al 2020. Stabile il numero dei cittadini stranieri che hanno scelto il nostro Paese per esercitare


Iandolo (CAO) auspica che venga mantenuto il numero chiuso e giudica la programmazione “fallimentare”, e ritorna ad invocare una revisione del requisito della specializzazione


 
 

Il Ministero dell’università e della ricerca ha pubblicato il calendario delle prove per i test di ammissione ai corsi a numero programmato 2022/2023.Il 6 settembre è previsto quello per...


Lo Muzio: subito il Decreto per la distribuzione dei posti, a rischio non solo la formazione degli specializzandi ma l’assistenza fornita ai cittadini


Stanziati nuovi fondi per le specialità non mediche, incluse quelle odontoiatriche. Ancora assente il decreto che definisce il numero di posti per l’anno accademico in corso ...


 
 

Altri Articoli

Il ruolo del supporto sistemico nella gestione dei fattori predisponenti: integratore alimentare Curasept Afterapid Defense combina vitamine, minerali e...


Giuseppina Campisi, professoressa ordinaria all'Università di Palermo, interviene sulle reazioni avverse ai farmaci di interesse odontostomatologico e sulle...


Il programma Smile Crew, presentato a Milano, punta a coinvolgere oltre 500.000 alunni delle scuole primarie in tre anni con attività dedicate alla...


 
 

La sentenza accoglie parzialmente il ricorso della Fnomceo sulle deroghe al riconoscimento dei titoli. Senna richiama le garanzie necessarie anche in...


Il decreto del Mimit aggiorna, con decorrenza da aprile 2026, i valori della Tabella unica nazionale per le lesioni con invalidità permanente dal 10% al 100% ...


Approvato un protocollo per garantire assistenza odontoiatrica gratuita ai minori in difficoltà socioeconomica, attraverso una rete di dentisti volontari. ...


 
 

Anaao pubblica le tabelle della pre-intesa 2025-2027 per la dirigenza medica e sanitaria, con incrementi differenziati in base agli incarichi e alle...


Il presidente della CAO nazionale ribadisce la contrarietà al riconoscimento dell'odontotecnico come professione sanitaria e propone una formazione...


Il settore odontoiatrico sta cambiando e non aspetta nessuno. Compensi, delega e controllo della gestione non sono più questioni da rimandare: sono i fattori che ...


 
 

Secondo un’indagine Key-Stone commissionata da DentalPro, il 57% degli over 60 non ha effettuato visite odontoiatriche nell’ultimo anno, contro il 29%...


L’associazione richiama l’interrogazione parlamentare di Ilenia Malavasi e la sentenza del Consiglio di Stato del 2024. Politi: “Il percorso per il...


Nel 2025 il 19,6% delle famiglie ha limitato le spese per visite e accertamenti periodici. La spesa sanitaria media mensile è stata di 113,18 euro. ...


 
 

L'accusa contesta circa 6 milioni di euro di evasione attraverso un software con contabilità parallela. Quattro professionisti hanno concordato il...


Con l'assegno di novembre arrivano gli aumenti e dieci mesi di arretrati. Aggiornate anche le prestazioni assistenziali e le opportunità di previdenza...


Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi