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15 Febbraio 2021

Cassazione: CCEPS legittimata a confermate sospensione del direttore sanitario

L’ambulatorio aveva svolto attività promozionale di terapia impiantare non conforme al Codice deontologico e utilizzato, erroneamente, il termine “clinica”


Dopo la CCEPS anche la Cassazione (la sentenza è stata pubblicata ai primi di gennaio) conferma la decisione della CAO di Palermo di sospendere il direttore sanitario al quale era stato contestato una serie di attività di promozione non conformi al codice deontologico in tema di pubblicità. In particolare la struttura, attraverso cartelloni pubblicitari promuoveva la vendita di un impianto corona ad 800 euro promuovendo lo studio odontoiatrico come “clinica”.  

CCEPS che nella sentenza di conferma della sospensione di un mese comminata dalla CAO palermitana (si veda nostro approfondimento) evidenziava come non sono consentite promozioni commerciali, non possono essere pubblicizzati dispositivi medici come gli impianti e non si può chiamare un ambulatorio odontoiatrico “clinica”. Direttore sanitario che proponeva ricorso contro la decisione ella CCEPS alla Corte di Cassazione ma non lamentando questioni legate all’attività promozionale svolta, o alla questione dell’utilizzo della parola “clinica”, ma perché riteneva che la CCEPS non fosse legittimata ad esprimersi. 

I legali del direttore sanitario contestato il fatto che la Corte Costituzionale aveva, nel 2016, ritenuto illegittima la nomina all’interno della CCEPS di due componenti nominati dal Ministero della Salute. Essendo i fatti giudicati dalla CCEPS risalenti al 2014, per i legali la Commissione non sarebbe stata legittimata ad esprimersi.  

Di parere opposto i giudici della Cassazione che ricordano come il Consiglio di Stato, aveva dichiarato illegittima la nomina dei due componenti ma non della Commissione che era pienamente legittimata ad esprimersi.

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