La Ministra Bernini: nel primo semestre saranno tre gli esami da superate ed il numero dei posti per iscriversi ai tre corsi universitari sarà aperto progressivamente
Dopo l’approvazione della Delega alla riforma del sistema di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, in Odontoiatria e protesi dentaria e in Medicina veterinaria, si è in attesa dei decreti attuativi per capire come, nel pratico, verranno sostituiti i test. Alcune indicazioni, stando a quanto riporta l’agenzia Italpress, sono arrivate dalla stessa Ministra dell’Università Anna Maria Bernini intervenendo a Napoli ad Feuromed, il Festival Euromediterraneo dell’Economia.
“Non è l’abolizione del numero chiuso, si tratta dell’abolizione dei test d’ingresso che saranno sostituiti da un semestre in cui le studentesse e gli studenti faranno tre esami”, chiarendo quanto aveva annunciato anche sul sito del MUR dove si parlava di superamento del numero chiuso.
“A differenza di un test estremamente costoso, con un sottobosco di formazione incerto e tendenzialmente inutile –ha detto secondo l’Agenzia la Minsitra- noi ora offriamo agli studenti una formazione caratterizzante di tre esami che potranno spendersi per medicina o per altre materie delle scienze e della salute.
La legge delega approvata, prevede un semestre unico per medicina, odontoiatria e veterinaria, che consentirà a chi avrà superato gli esami di questo semestre di accedere ad una graduatoria nazionale che consentirà di accedere ad una delle tre facoltà. Chi non riuscirà ad entrare potrà iscriversi in un’altra facoltà senza perdere gli esami sostenuti.
La Ministra conferma che le iscrizioni saranno limitate al numero programmato sulla base delle esigenze del SSN e della capacità formativa ma, sempre stando a quanto riporta Italpress, “il numero sarà aperto progressivamente, perché su questo sono d’accordo con chi propone spunti critici sul fatto che il nostro sistema possa reggere un’apertura totale. Il numero sarà aperto progressivamente nel senso che ogni anno noi apriremo di più, sulla base di una capienza e di una capacità di tenuta dell’università che valuteremo sul campo”.
In merito alle criticità avanzate da più parti, soprattutto negli ambienti universitari, principalmente in merito alla questione “logistica”, per accogliere l’alto numero di studenti che si presenteranno per accedere al primo semestre -ne abbiamo parlato anche in questo Di…Sera- la Ministra risponde sottolineando che questo è il momento della collaborazione.
“Non posso pensare – riporta Italpress – che i rettori o qualsiasi critico della riforma preferisca le aule vuote alle aule piene, preferisca vampirizzare le famiglie e gli studenti con dei test, con delle formazioni su test inutili, che preferisca costringere le nostre studentesse e i nostri studenti ad andare a studiare fuori perché non hanno passato un numero chiuso del tutto casuale, come un lancio della monetina, magari andando a formarsi molto meno bene che in Italia, in Europa, in qualche sede decentrata di qualche università italiana, perché questa è una simulazione di numero chiuso, non è un vero numero chiuso. È solo costringere gli studenti a formarsi spendendo tanto, tanto di più. Questo noi non lo vogliamo fare”.
Photo Credit: Governo.it
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