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31 Marzo 2009

Dentisti on-line

di Norberto Maccagno


Voi lettori con meno di 40 anni sapete bene quali siano le opportunità che la rete può offrire anche all’immagine del vostro studio dentistico. Se ne avete più di 50 lasciatevi tentare e non pensate che internet è solo male e fonte di virus e considerate di presentare il vostro studio anche attraverso il web; magari seguendo i consigli di Debora Bellinzani a pagina 2 del GdO 2009/5.
Se la Legge Bersani ha reso più semplice, anche per il medico e il dentista, pubblicizzare il proprio studio, l’Ordine ha regolamentato la presenza dei camici bianchi sul web attraverso il nuovo Codice di deontologia medica emanato a fine 2006. Codice che contiene precise indicazioni su che cosa non deve contenere un sito web di uno studio medico.
Questi gli elementi obbligatori dell’informazione tramite internet: il nome; la denominazione o la ragione sociale; il domicilio o la sede legale; gli estremi per contatto veloce; l'Ordine professionale presso cui è iscritto e il numero di iscrizione del titolare; gli estremi della laurea, dell’abilitazione e l’università che li ha rilasciati; la dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che il messaggio informativo è diffuso nel rispetto della vigente linea guida; il numero della partita iva.
Questi invece, in sintesi, i divieti posti dall’Ordine in merito alla realizzazione dei siti internet del proprio studio: la pubblicità ingannevole; la pubblicazione di notizie che rivestono i caratteri di pubblicità personale surrettizia; la pubblicazione di notizie lesive del decoro della categoria; diffusione d’indagini statistiche relative ai servizi sanitari o di comparazioni altre dai dati resi pubblici dalle fonti ufficiali certificate; ospitare spazi e link pubblicitari di aziende operanti in campo sanitario; la pubblicizzazione e la vendita di beni o servizi. È consentito diffondere messaggi informativi contenenti le tariffe delle prestazioni erogate.
Ma i dentisti italiani rispettano le norme imposte dal loro ordine professionale?
Quando fu emanato il codice provai a verificare i primi 10 siti internet trovati attraverso Google digitando la parola chiave “studio dentistico”. Solo uno rispettava in toto il dettato deontologico.
A due anni di distanza ci ho nuovamente provato.
Anche questa volta praticamente nessun sito rispetta in tutto il dettato deontologico. Numero di iscrizione all’Albo, riferimento a norme deontologiche, assenza dell’autocertificazione che attesta la comunicazione all’Ordine e assenza del numero di partita iva (imposto da una norma dell’Agenzia delle entrate per tutti i siti internet) sono le mancanze rilevate.
Ma questo può essere un problema per i cittadini?
Non credo.
La maggioranza dei siti visitati ha una grafica professionale, la navigazione intuitiva consente oltre a conoscere più nel dettaglio lo studio dove abbiamo intenzione di farci curare anche di reperire utili informazioni sulla salute orale; cosa che non guasta. I siti visitati sono una vera e propria vetrina dello studio anche se, per fare i pignoli, per certe notizie cliniche lette rimane il problema della verifica della scientificità delle informazioni date. Ma questo è un problema della maggior parte dei contenuti presenti in rete.
Pochissimi i siti che pubblicano listini prezzi; in generale sono le grosse strutture a farlo, mentre i singoli professionisti o gli studi associati non danno indicazioni sulle tariffe proposte. Certamente un segnale di stile ma un’occasione persa per migliorare le trasparenza nel rapporto son i propri futuri pazienti.
Discorso diverso se verifichiamo i siti dei centri dentali promossi (quindi a pagamento) attraverso Google. In questo caso i contenuti proposti sono indubbiamente diversi e, in molti casi, anche fuorvianti.
Tra i più creativi di quelli trovati, c’è sicuramente quello di un dentista romano che ha pensato di utilizzare il sistema oramai famoso per i viaggi o i voli aerei low-cost: vengono proposte alcune prestazioni a prezzi scontati in determinati giorni e ore. A mano a mano che la data si avvicina il costo della prestazione aumenta. Le prestazioni devono essere pagate all’atto della prenotazione. Queste le tariffe proposte quando lo abbiamo visitato: per l’ablazione tartaro 50 euro, ablazione e sbiancamento 100 euro, prevenzione bambini 30 euro, full rx endorali digitali 40 euro, filler labiale 180 euro.

Norberto Maccagno
n.maccagno@d-press.it

GdO 2009; 5

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