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03 Giugno 2018

Giurin giuretta, fidati, sono davvero un medico, parola di Lupetto

Norberto Maccagno

Forse il certificato che fa più sorridere e che conferma la rigidità e l’ottusità della burocrazia è il “certificato di esistenza in vita”. Poi sappiamo che in quel certificato ci sono una serie di dati, anagrafici e non, che servono per espletare delle pratiche anche importanti, ma quando viene richiesto lo sguardo incredulo del cittadino è eloquente …  ma come in vita, non basta essere sopravvissuto ad ore di coda per presentarmi  allo sportello per certificare che esisto?

Nonostante questo certificato sia ancora richiesto, dalle prime riforme portate dalla legge Bassanini, lo Stato si è evoluto, ha dimostrato di fidarsi di noi cittadini e per molti documenti e pratiche oggi basta un’autocertificazione. Una firma a garanzia che le informazioni che vengono inserite nel modulo, nella dichiarazione, nella richiesta sono vere e niente più code allo sportello, fogli, timbri, marche da bollo, sbattimenti.

Chiedo, autocertifico e poi lo Stato se ha qualche dubbio mi contatta, altrimenti via libera. Ovviamente se dichiaro il falso è un reato punibile con l’arresto da tre mesi a due anni. Giustamente lo Stato si fida ma se sgarro non ha “pietà”, se la lega al dito.

Ma per sanzionare si dovrebbe controllare, e per alcuni uffici sembra sia scortese farlo.

Almeno a questo sembrano aver pensato gli incaricati dell’ASL Milanese che si sono visti recapitare la domanda di un centro odontoiatrico organizzato come Società in Accomandita Semplice che richiedeva l’autorizzazione sanitaria per poter aprire. Come da prassi avranno verificato i locali, che tutta la documentazione fosse compilate corettamente, che ci fossero tutti i documenti necessari e l’autocertificazione che certifica che la persona incaricata come direttore sanitario è un medico odontoiatria laureato, abilitato ed iscritto all’Ordine. Un documento in questo caso necessario perché il centro odontoiatrico è di proprietà non di un dentista ma di un imprenditore.

E certamente la documentazione sarà stata impeccabile, presentata in modo perfetto, ordinato, talmente chiaro che gli impiegati si saranno detti: ma perché devo verificare, si vede chiaramente che è tutto in regola, perché devo mandare una comunicazione all’Ordine per chiedere se veramente quel direttore sanitario è un medico o dentista, perché devo perdere tempo per andare sul sito della Fnomceo, inserire nome e cognome nel form di ricerca anagrafica. Con tutto quello che abbiamo da fare.

Così anni dopo aver ricevuto con l’autorizzazione sanitaria la possibilità di curare le persone, capita che un paziente si lamenta, denuncia lo studio ai Nas perché quel dentista che lo ha curato non sembra tanto bravo, anzi gli ha causato danni. I Nas fanno una verifica sul posto e trovano il titolare della SaS mentre cura un pazienta al posto di un dentista abilitato.

Si rivolgono poi al direttore sanitario che avrebbe dovuto verificare che nello studio lavoravano solo veri dentisti ma scoprono che neppure il direttore sanitario è abilitato. Il direttore si giustifica dicendo che non sapeva chi curasse i pazienti e che lui le mani in bocca non le ha mai messe a nessuno e peraltro, in quello studio, non ci aveva neppure quasi mai messo "i piedi".

La vicenda finisce in tribunale, il finto direttore sanitario viene condannato per concorso in esercizio abusivo della professione, fa ricorso ma viene ancora condannato perché nella sua veste di direttore sanitario (anche se finto) avrebbe dovuto controllare e quindi è responsabile comunque.

Che invece abbia dichiarato il falso spacciandosi per medico e che nessuno abbia mai controllato se veramente lo era, invece non sembra fregare nulla a nessuno. Non ci risulta che i Nas lo abbiamo denunciato anche per questo reato e quindi, il giudice, lo ha condannato solo per il reato contestato.

Secondo un’inchiesta condotta da Odontoiatria33, nella provincia di Milano sono oltre 600 gli studi odontoiatrici organizzati in società che necessitano di autorizzazione e di un direttore sanitario. Il caso che abbiamo riportato sarà stato l’unico, è un fatto isolato conseguenza della “disorganizzata e poco efficiente” Milano, nel resto d’Italia tutti dichiarano solo il vero?  

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