HOME - Di... Sera
 
 
16 Giugno 2019

Odontoiatria Instant Fashion, il dubbio non è sulla qualità ma sulla sostenibilità

di Norberto Maccagno


Rivedendo quanto abbiamo pubblicato questa settimana per decidere a quale argomento potesse essere dedicato questo DiDomenica, l’attenzione è caduta su due interviste che sembrano non avere nulla in comune, ed infatti non hanno nulla in comune: quella al neo presidente degli Amici di Brugg, Alberto De Chiesa, e quella al fondatore degli studi Implantomat.

 A farmi venire in mente il nesso è stato il ricordo di un’latra intervista fatta molti anni fa al papà di Alberto, il dott. Carlo De Chiesta, tra i fondatori degli Amici di Brugg.
La feci a Saluzzo in quel luogo dove migliaia di professionisti negli anni ’80, ’90 hanno imparato a fare i dentisti: il “museo” dedicato a P.K. Tomas. Nella stanza che ci ospitava una serie di cassettiere contenevano modelli con centinaia di ponti in oro resina. Mi disse: sono i provvisori utilizzati per fare abituare alla masticazione, e condizionare la gengiva, prima del ponte definitivo in ceramica.

Non ho la più pallida idea di quanto quei pazienti pagassero alla fine della riabilitazione. Il prof. Massimo Gagliani in un commento sul cambiamento della professione fa questa affermazione: “Tempo fa mi sono divertito ad attualizzare il prezzo di una corona degli anni settanta ad oggi; nel “secolo scorso” il fatturato di una corona consentiva di comprare dai 5 agli 8 metri quadri di una casa. Oggi, con il prezzo di una corona si compra un quinto di metro quadro…”    

Quel piccolo Fort Knox odontoiatrico di Saluzzo mi è tornato in mentre quando il fondatore di Implantomat mi risponde alla domanda che cerca di capire come si possa fare pagare (o vendere, scegliete voi) una riabilitazione protesica composta da 6 impianti e 12 ceramiche in zirconia a 2.800 euro. Mi dice: pago 20 euro un impianto e 40 euro la corona in zirconia.

Quindi i “costi di produzione” sono 600 euro, ai quali vanno aggiunti quelli dei professionisti che operano e protesizzano il paziente ed i costi fissi dello studio che, però, variano dal numero di pazienti trattati. Più pazienti trattati, più i costi fissi per singolo paziente si riducono. Unico dato che abbiamo per valutare gli “altri costi” è quello del compenso dato al chirurgo maxillo facciale che si occupa della chirurgia: circa 90 euro all’ora, che poi è circa 4 volte di più di quanto un suo collega prende di stipendio in ospedale.  
Quindi Implantomat per 12 elementi incassa 2.800 euro, ne spende 700 tra implantologo, impianti e protesi, poi togliamo il 60% di spese fisse, personale e tasse ed ecco che il guadagno netto potrebbe aggirarsi intorno agli 800 euro.  

Tanto? Poco? Ovviamente non so, certo dipende poi da quanti pazienti riabilitano in un giorno per capire se quelle tariffe sono economicamente sostenibili. Implantomat dice che uno dei loro studi, con due riuniti, fattura un milione e mezzo all’anno.  

Considerando il paramento che ci ha indicato il prof. Gagliani, (certamente ad effetto e non basato su dati statistici) negli anni 80 con il fatturato di un circolare di 12 elementi il dentista poteva comprarsi un appartamento di 60 metri quadrati, oggi (applicando le cifre indicate da Implantomat) ci compri un motorino usato.  

Però questo guardando la questione tariffe con gli occhi del dentista. Se la guardiamo con il portafoglio del paziente, negli anni ottanta per masticare con “denti fissi” dovevi fare un mutuo, magari rinunciando a comprarti casa, oggi il nuovo sorriso lo paghi comodamente a rate, qualche decina di euro al mese.  

Un importante cattedratico del settore, quando si cominciò a parlare di All On Four, mi faceva notare come la ricerca implantologica abbia permesso alle persone edentule di tornare a masticare senza ricorrere ad una dentiera, contenendo, e di molto, anche i costi.  

Oggi, stando alle cifre che troviamo sul sito Implantomat (ma basta guardare in rete certe pubblicità di service che offrono cappette in lega vile a 6 euro) si potrebbe pesare che il vantaggio più grande che le tecnologie Cad Cam stanno portando al settore è la drastica riduzione dei costi di produzione della protesi. Certamente se insieme alle nuove tecnologie si fanno proprie anche le regole della gestione d’impresa: macchine e tecnologie molto costose ma che se lavorano a pieno ritmo consentono di fare “produzione”, guadagnandoci anche se si vende a prezzi bassi.  

Mi viene da paragonare questa evoluzione dell’odontoiatria alla moda. C’è l’alta moda con capi che sono delle vere opere d’arte ma accessibili a pochissimi, poi c’è il pret à porter (capi più accessibili ma non per tutti) e poi è arrivata la instant fashion, la moda quasi dell’usa e getta, capi carini che tutti possono permettersi, ma che dopo due o tre lavaggi diventano quasi inutilizzabili per via della materiale utilizzato e della qualità delle cuciture.  

Ovviamente dal punto di vista della qualità il paragone non può reggere se si parla di salute.  

Per la moda usa e getta molte signore e ragazzine (ma vale anche al maschile) che affollano i negozi di note catene che offrono capi alla moda a costi bassissimi pensano: “se si rovinano ancora meglio, li cambio più spesso tanto mi costano dieci volte in meo di un capo più resistente, che comunque lascerei dopo un po’ nell’armadio perché mi sono stufata di portarlo”.  

Per una protesi questo modo di ragionare non è certo accettabile, anche se per alcuni cittadini, stando ai dati presentati durante il Welfare Day, anche una protesi che “non dura tanto”, ma accessibile per i costi, può essere meglio che stare senza denti.     

Ma quell’impianto a 20 euro e quella corona in zirconia realizzata dal fresatore Cad Cam, e venduta a 40 euro, è scadente, comporta rischi per la salute del paziente?  

Stando a quanto dice il fondatore di Implantomat, l’impianto è certificato ed ha la marcatura CE, la corona ha la dichiarazione del fabbricante e poi, lascia intendere, che se il medico che sta curando quel paziente mette in bocca il dispositivo protesico, vuole dire che va bene, altrimenti dovrebbe rifiutarsi di farlo in quanto è anche lui responsabile.  

Considerazioni che condivido, anche perché quelle ditta di impianti o quel laboratorio odontotecnico i dispositivi li forniscono anche a studi di singoli professionisti, e non importa a quale tariffa le vendono, sono dispositivi prodotti da macchine e quindi realizzate sempre con gli stessi materiali e con la stessa qualità, di fatto anche le corone diventano dispositivi su misura prodotti in serie. E su questo dovremmo aprire un mondo di discussioni su normative non al passo con le tecnologie, che rimandiamo.  

Allora spostiamo l’attenzione su di un'altra questione, quella delle redditività in base alla produzione, così come si basano i guadagni di chi fa Instant Fashion. Applicare quelle regole di mercato che puntano a creare profitto sulla base di prezzi bassi ma di alti volumi di vendite (in questo caso cure) è scorretto, pericoloso per il paziente?  

Se le cure non sono necessarie ma puntano solamente fatturare più protesi possibili, certamente che non va bene, oltre che si commette un buon numero di reati.  

Ma anche in questo caso la colpa è da attribuire all’imprenditore che ha investito sullo studio odontoiatrico e vuole il massimo profitto possibile, o (anche) sui medici che si prestano a prescrivere riabilitazioni non necessarie?  

C’è poi un altro aspetto che invece tocca solamente l’imprenditore e soprattutto il paziente, ed è quello della sostenibilità del business.  
Già altre volte ne ho scritto, ma probabilmente è un pensiero non condiviso, visto che non l’ho ritrovato in proposte o richieste di intervento legislativo, e neppure nelle discussioni su Facebook che trattano di tariffe e società di capitale.       

Il profitto basato sul “fare numeri” porta l’impresa ad essere più soggetta, rispetto ad altre imprese con modelli di business differenti, al rischio del fallimento. In caso di riduzioni di fatturato anche non eccessivi, i margini minimi sulla vendita del singolo prodotto non compensano i costi e quindi la struttura deve ricapitalizzare o fallire. Se è un’azienda non legata alla salute, il rischio è di vedere licenziati i lavoratori, non pagati i fornitori. Se invece a chiudere sono più studi odontoiatrici con migliaia di pazienti in cura? IDental in Spagna ha ben evidenziato le conseguenze.               

La questione, a mio parere, non è chi investe, chi ci guadagna sulle cure o chi può fatturare con o senza iva, ma quali regole servono per garantire la continuità di cura.

In una clinica privata ci entri perché sei malato, fai gli esami, ti curano e poi torni a casa. Il tuo rapporto con la clinica dura qualche ora, qualche giorno, se sei particolarmente grave qualche settimana (ma devi già avere una buona assicurazione altrimenti vai in ospedale), ma poi ne esci, speriamo, guarito. Se la clinica fallisce, ad avere conseguenze negative sono al massimo i pazienti in cura in quel momento, ma sono in numero limitato.  

Una cura odontoiatrica può durare mesi anche anni se si tratta di trattamenti implantari complessi o di cure ortodontiche. Se la struttura fallisce, quali sono le garanzie per i pazienti in cura?  

Ad oggi, a me sembra nessuna.  

Su questo si dovrebbe invocare interventi e non cercare di combattere il prezzo basso che, invece, potrebbe essere di aiuto proprio alla salute del cittadino che non può permettersi le cure d’alta moda.    

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

In occasione dell’anniversario abbiamo video intervistato il presidente Giovanni Evangelista Mancini per ricordare le tappe toccate ed i progetti futuri


Un’iniziativa di Fondazione ANDI ETS e COI per tutelare la salute delle future mamme e dei loro bambini. Ecco come i dentisti possono aderire


Le cause sono prevalentemente economiche e culturali. In Italia la percentuale di cure insoddisfatte tocca in media il 4.6% della popolazione ma sale al 12% per quella a rischio...


“Aiuta un bambino a sorridere” il progetto attivato tra amministrazione comunale e commissione degli odontoiatri di lodi intitolato


Federconsumatori chiede che le cure dentali siano garantite dal SSN. “E’ inaccettabile da ogni punto di vista che la cura della salute orale sia ancora considerata un bene di lusso”


"Un passaggio storico per la professione odontoiatrica che chiude una battaglia che ANDI porta avanti ad oltre 70 anni contro i finti dentisti". Sono queste le parole a caldo del presidente ANDI...


I rappresentanti della CAO Nazionale della FNOMCeO Giuseppe Renzo, Sandro Sanvenero e Alessandro Zovi hanno incontrato al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) i Dottori Marco Maceroni (Dirigente...


Molti analisti indicano nel 2025 un cambio di percezione, da parte di noi cittadini, della cosiddetta Intelligenza Artificiale che per molti è l’App a cui chiediamo di fare...

di Norberto Maccagno


Rispolvero il DiDomenica, peraltro uscendo di martedì, per ripercorrere dal punto di vista del settore dentale, l’anno che si chiude questa notte. Sfogliando le circa mille...

di Norberto Maccagno


Ieri ero a Padova al convengo CNA/SNO Nord Italia per moderare la tavola rotonda “Mercato, regole e buone prassi nel mondo dentale”, davanti a circa 250 persone. Dal...


“Il mio è stato un lavoro di ripiego, ormai posso dirlo. A vent’anni volevo studiare giornalismo, ma non ho avuto nemmeno il coraggio di chiederlo ai miei. Si sarebbero...

di Norberto Maccagno


Una delle prime questioni che cominciai a conoscere quando circa 35 anni fa’ iniziai a raccontare il settore dentale è stata la “pletora odontoiatrica”: ovvero ci sono...

di Norberto Maccagno


Altri Articoli

Senna (CAO): l’obiettivo è realizzare nel 2027 un nuovo Codice deontologico sempre più aderente ai mutamenti della professione di medico ed odontoiatra, fedele ai valori “antichi”


A Lamezia Terme un odontoiatra esercitava da anni in uno studio privo di autorizzazioni. Durante i controlli trovati anche farmaci scaduti, l’odontoiatra è stato denunciato, lo studio sequestrato


L’OMCeO Torino lancia l’allarme dei sanitari con titolo di laurea estero riconosciuti solo dalla Regione che però possono esercitare, la CAO chiede di escludere gli odontoiatri dalla...


Il presidente nazionale AIO sottolinea: la sicurezza negli studi non è un obbligo ma una responsabilità clinica


Sicurezza, efficienza e valore legale per documenti e consensi, uno strumento semplice da usare che può semplificare ed ottimizzare la gestione burocratica dello studio


Interviste     27 Aprile 2026

Oggi ANDI compie 80 anni

Abbiamo celebrato la ricorrenza con l’attuale presidente ANDI Carlo Ghirlanda, attraverso un racconto personale che guarda al passato più recente ma anche al futuro dell’Associazione.


Le norme ma anche e soprattutto le regole dal punto di vista della deontologia. Ne abbiamo parlato con il presidente CAO di Catanzaro che ha posto (sui social) la questione


A Pordenone, Monfalcone e Gemona è in programma un corso per diventare Assistente di studio odontoiatrico (ASO), gratuito per i disoccupati. Domande entro il 7 maggio


Nuovi standard su sicurezza e uso clinico dopo quasi dieci anni dall’ultima revisione. Aggiornati criteri clinici, documentazione e requisiti formativi per la pratica odontoiatrica


La prof.ssa Nardi sottolinea quanto nella pratica clinica di prevenzione, l’evoluzione delle tecnologie ha profondamente migliorato le procedure di decontaminazione, rendendole...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Anelli e Senna scrivono ai Ministri dell’Università, Salute ed Economia per sollecitare l’emanazione del decreto attuativo


Utile di 700 milioni nel 2025: gli investimenti compensano la gobba pensionistica che sta registrando un aumento dei pensionati


Un’app per la fisioterapia a domicilio per nei pazienti con TMD dolorose. Uno studio di ricercatori italiani ne ha approfondito l’efficacia


Le novità introdotte dalla delibera n. 4/2026 della Commissione ECM, ecco il criterio ed il numero di crediti che vengono assegnati 


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi