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10 Gennaio 2021

Vaccino ai sanitari liberi professionisti, quanta confusione. Ma non si poteva gestire meglio?

di Norberto Maccagno


Il nuovo anno comincia come era finito il vecchio: capire in quale colore ci svegliamo e non capire il perché delle scelte della politica.
Ma c’è anche una notizia positiva. Come ha ricordato a SKY TG 24 il prof. Enrico Gherlone, odontoiatri igienisti dentali e personale di studio, nelle prossime settimane molto probabilmente verranno vaccinati.

Ma che fatica, o meglio che confusione.  

Tutto nasce -la confusione- dal testo del piano vaccinazione che indica come categoria prioritaria gli “Operatori sanitari e sociosanitari: Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario”.   

Leggendolo col buon senso, il testo indicherebbe che tutti gli operatori sanitari e sociosanitari devono essere vaccinati nella prima fase. Siccome le dosi arrivano a scaglioni ed ovviamente non è possibile vaccinare contemporaneamente quasi due milioni di persone, la priorità deve essere data al personale sanitario che opera direttamente con i pazienti Covid. Certo che i dentisti sono a rischio tanto quanto un medico in ospedale, lavorando a stretto contatto di pazienti senza mascherina e per più di 15 minuti, ma i pazienti dei dentisti non dovrebbero presentare sintomi, a differenza di quelli presenti nei reparti Covid.
Quindi credo sia giusto aspettare qualche settimana, ma pretendere di essere i primi subito dopo loro.  

Purtroppo, negli uffici governativi il buon senso, spesso, viene accantonato privilegiando il burocratese che richiede l’interpretazione letterale delle disposizioni governative, quasi mai chiare. In questo caso si è dimostrata anche una scarsa conoscenza di come funziona l’assistenza sanitaria nel nostro Pese (ne avevo già parlato).

E così il piano vaccini, stando a come scritto, esclude dalla prima fase della vaccinazione (ma non si capisce neppure quando sarebbe il vostro turno) non solo odontoiatri, medici, medici di famiglia, farmacisti ma tutti i liberi professionisti che operano in sanità, indipendentemente siano o non siano ad altro rischio contagio.  

In quel testo la discriminante è l’essere accreditati, non essere a rischio Covid.  

Giustamente, ecco che le varie categorie escluse dalla sintassi del testo governativo -non dalla logica che stava dietro a quel provvedimento- hanno cominciato a lamentarsi scrivendo prima a Ministro, Vice Ministro e “super” Commissario, poi ai Presidenti ed Assessori delle Regioni che si apprestavano a mettere in pratica le disposizioni governative mettendoci del loro, grazie all’articolo V della Costituzione.  

Protestare per chiedere quello che in realtà era dovuto.  

Ad oggi l’elenco delle Regioni che hanno accolto le richieste, inserendo tra le categorie che riceveranno il vaccino in via prioritaria anche gli odontoiatri sono: Toscana, Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Valle d’ Aosta, Umbria, Provincia autonoma di Trento, Campania, Liguria, Sicilia, Calabria. Disponibili ad inserire gli odontoiatri, ma in attesa di un parere da parte del Commissario Arcuri il Piemonte e la Lombardia. Per le rimanenti Regioni, non ne ho trovato notizia.  

Ed in questa situazione di poca chiarezza c’è anche chi decide di vaccinare gli odontoiatri per “motivi di ordine pubblico”.  

E’ capitato a Palermo, dopo che l’Asl avrebbe invitato, senza prenotarsi, gli operatori sanitari a presentarsi ad un centro di vaccinazione in città. Attraverso un passaparola gli odontoiatri ed il personale di studio si presenta a giusto titolo (operatore sanitario) e viene vaccinato, poi nei giorni successivi gli ospedalieri, stufi di stare in coda per ore, protestano e fanno notare che la priorità dovrebbe essere rivolta a loro e così l’Asl chiude la porta in faccia agli odontoiatri in attesa. Ne nasce una protesta, legittima, che porta nella serata, l’Asl a decidere di vaccinare gli odontoiatri che non volevano lasciare il presidio sanitario, “per motivi di ordine pubblico”. Venerdì 8 poi, nuovo cambio di rotta con l’ufficializzazione dell’inserimento dei sanitari liberi professionisti tra le categorie prioritarie  

Situazione simile quella che mi ha segnalato il presidente CAO di Foggia, Pasquale Pracella, informando che la Regione Puglia sul proprio portale consentiva la prenotazione al vaccino di odontoiatri e tutto il personale di studio, mentre l’ASL di Foggia comunica che odontoiatri e medici liberi professionisti non possono essere vaccinati “perchè il Commissario governativo Domenico Arcuri non ne ha autorizzato la somministrazione”.   Se vogliamo aggiungere un po’ di “confusione” riporto quanto alcuni sindacati medici hanno denunciato: l’amministrativo a casa in smart working viene vaccinato, il medico di famiglia no. Conferma di questo che arriverebbe anche dai dati sull’andamento delle vaccinazioni in Italia (dati di ieri ore 15): 57mila il personale non sanitario vaccinato, 416mila quello sanitario mentre gli ospiti delle strutture residenziali vaccinati sono stati 31 mila.     

Se per tutta la pandemia si poteva giustificare l’incertezza organizzativa dovuta a dover affrontare una situazione in continua evoluzione, persino tollerare gli sbagli negli ordini delle mascherine e dei respiratori, in questa fase, avendo solo dati certi (numero di vaccini che ogni settimana arrivano e numero di operatori sanitari da vaccinare), come possono esserci problemi organizzativi?
Passi le siringhe sbagliate inviate ad alcune regioni, le code chilometriche, in alcune città, dei sanitari in attesa per ore che i telegiornali hanno mostrato.

Quello che trovo intollerabile è che si possa aver generato confusione sul personale da vaccinare. E siamo nella prima fase quella che avrebbe dovuto essere più semplice da gestire visto che ad essere vaccinati dovevano essere solo gli operatori sanitari ed i pazienti delle Rsa.  

Se volessimo stemperare e sorridere potremmo dire che invece di un “super” Commissario, forse sarebbe stato più utile fare progettare e gestire il piano vaccinale da un dirigente di Amazon insieme ad un medico. Ma è ovviamente una battuta. Certamente una campagna vaccinale simile credo che sicuramente ammetta una fase inziale con criticità. Criticità che grazie all’impegno, al “buon senso” e la praticità del personale che deve mettere in pratica le indicazioni governative, tutto si normalizzerà.

Quello che non è invece tollerabile, è che chi avrebbe dovuto essere inserito senza sé e ma tra i prioritari, abbia dovuto per settimane “pregare” di essere considerato.  

Speriamo che questo sia l’ultimo “episodio spiacevole” del 2020.
Vedremo, intanto da domani torniamo ad informarvi giornalmente l’evolversi di questo 2021.  

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