Negli ultimi anni molte ricerche sono state pubblicate sulle interrelazioni tra malattia parodontale e patologie sistemiche importanti come le malattie cardiovascolari. Prove sempre più convincenti di legami eziopatogenetici si stanno accumulando grazie ai ricercatori ma il clinico, come spesso capita, rischia la confusione in mezzo a tanto profluvio di dati. Ben venuta è quindi la Editor’s Consensus pubblicata in contemporanea dal Journal of Periodontology, organo ufficiale dell’ American Academy of Periodontology, e dall’ American Journal of Cardiology (Friedewald VE et al. The American Journal of Cardiology and Journal of Periodontology Editors’ Consensus: Periodontitis and Atherosclerotic Cardiovascular Disease. Am J Cardiol 2009;104:59-68). Si tratta di un lungo ma scorrevole articolo in cui si passano in rassegna le certezze sull’argomento e si mettono a fuoco gli obiettivi da raggiungere, sintetizzando il tutto secondo il metodo delle linee guida e indicando per ogni punto l’affidabilità delle evidenze. Lo scopo dichiarato dagli autori, oltre a quello di fare chiarezza sullo stato delle conoscenze, è di contribuire a ridurre il rischio di accidenti cardiovascolari nei pazienti parodontopatici.
Riportiamo una sintesi dell’articolo, che comincia con una sconsolante constatazione: il buon sistema immunitario di una volta, considerato un vitale apparato difensivo (a eccezione di rare occasioni in cui provocava malattie dei tessuti connettivali), è invece un potenziale protagonista di molte malattie croniche, tra cui ipertensione, diabete mellito, malattia cardiovascolare aterosclerotica (Mca) e parodontite, una patologia che negli Usa colpisce il 30-50 per cento degli adulti in forma lieve-moderata e il 5-15 per cento in forma grave.
La placca non basta
La parodontite è una flogosi cronica indotta dai batteri - che sono una causa indispensabile - ma altri fattori legati all’ospite sembrano influenzarne gravità e diffusione. Anche se le forme gravi e moderate possono alterare i livelli di alcuni marcatori (come la Crp, proteina C reattiva), si tratta generalmente di variazioni non specifiche o che, addirittura, non sono rilevate dai comuni esami di laboratorio. Inoltre, mancano gli altri segni sistemici come febbre e leucocitosi che dovrebbero accompagnare un’infezione microbica seguita dalla distruzione tissutale mediata dall’ospite. Alla base di questa cascata di eventi rovinosi ci sono i leucociti iperattivi e la sintesi di citochine, eicosanoidi ed enzimi come le metalloproteinasi della matrice connettivale che portano alla distruzione di connettivo e di osso.
Per quanto riguarda la prima componente eziologica, l’impiego degli antibiotici riduce notevolmente i patogeni parodontali ma non li elimina del tutto; questi farmaci possono migliorare temporaneamente le condizioni cliniche di un sito patologico se si esegue anche una pulizia meccanica per eliminare il biofilm sottogengivale.
Per quanto riguarda, invece, i fattori legati all’ospite, sono stati sperimentati diversi farmaci nel tentativo di ridurne gli effetti ma, finora, l’unico con efficacia provata e autorizzato dalla Fda è la doxiciclina a basso dosaggio che inibisce le metalloproteinasi della matrice. Altre molecole promettenti sono alcuni antinfiammatori di uso comune (flurbiprofen, per via sistemica, e ketorolac, per via topica), un bifosfonato (alendronato sodico) e le resolvine, una famiglia di molecole endogene di derivazione lipidica dotate di spiccate proprietà antiflogistiche tanto da essere in fase di sperimentazione per patologie importanti come l’asma.
Infiammazione e placche
La formazione della placca ateromatosa, dovuta all’accumulo di sostanze lipidiche ossidate nella parete arteriosa, è causata dal consumo di Ldl (lipoproteine a bassa densità) prevalentemente di origine animale. Pertanto, i due presidi terapeutici più importanti sono i farmaci ipocolesterolemizzanti e la dieta. Anche per questa patologia, comunque, è ormai chiaro che l’infiammazione può interagire in ogni fase fino alle complicazioni trombotiche finali, come dimostra il fatto che la stessa CRP può partecipare al danno endoteliale oltre a essere un fattore predittivo del rischio di infarto miocardico. Inoltre, l’incidenza di Mca aumenta in presenza di malattie flogistiche croniche (tra cui parodontite e artrite reumatoide) e alcuni tipi di infezioni (principalmente quelle urinarie e respiratorie).
Il fattore Ce
Dai primi anni Novanta a oggi si sono susseguite decine e decine di ricerche sul legame tra parodontite e Mca: dagli studi osservazionali a quelli sperimentali l’obiettivo di trovare il fattore causa-effetto pare ancora lontano. Una relazione causale diretta non è ancora dimostrata. I risultati delle stesse ricerche non sono concordi per colpa dei soliti motivi che affliggono molti campi di ricerca: differenze nella composizione dei campioni studiati (età, etnia ecc.), differenze metodologiche (alcuni considerano solo segni clinici, come la profondità delle tasche, altri considerano anche i segni radiografici, altri ancora includono valori ematochimici come i livelli di mediatori dell’infiammazione). Al momento, è possibile affermare che la malattia parodontale è un fattore di rischio indipendente per le Mca con un valore di rischio relativo oscillante tra 1,24 e 1,35. Un po’ meno certo è invece il fatto che la malattia parodontale sia un fattore di rischio anche per le patologie cerebrovascolari.
Le ipotesi attualmente più accreditate sulla relazione causale diretta sono due. La prima è che la parodontite di grado moderato-grave aumenti il livello di infiammazione sistemica; tale ipotesi è sostenuta dal fatto che il trattamento parodontale, oltre a ridurre i segni clinici di malattia, riduce pure il livello dei mediatori di infiammazione sistemica. Su questo filone d’indagine merita di essere ricordato il contributo italiano, (Tonetti MS, D’Aiuto F, Nibali L, et al. Treatment of periodontitis and endothelial function. N Engl J Med 2007;356:911-20) di cui il nostro Giornale riferì a suo tempo.
La seconda ipotesi è invece di tipo microbiologico e si basa sul fatto che numerosi patogeni parodontali sono stati ritrovati anche nelle placche ateromatose, come dimostrato da numerosi studi a partire dalla fine degli anni Novanta.
Oltre alla relazione diretta, se ne ipotizza anche una indiretta che consiste nella condivisione tra parodontite e Mca di importanti fattori di rischio quali fumo di sigaretta, diabete, obesità e dislipidemie. Altri fattori di rischio comuni sono la depressione, l’inattività fisica, l’età, l’anamnesi familiare positiva e il sesso maschile.
Considerando tutto questo, pure in mancanza di studi prospettici sull’influenza che il trattamento parodontale può avere sulla Mca, è ragionevole affermare che la parodontite di grado moderato-grave non trattata può (il corsivo è degli autori ndr) aumentare di per sé il rischio di Mca mediante l’aumento del livello di infiammazione.
GdO 2009;13
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
approfondimenti 13 Gennaio 2020
L’American Dental Association sollecita un’azione normativa, per la vendita e la distribuzione di sigarette elettroniche e chiede di finanziare ricerche per studiarne i loro effetti sulla...
Nuove linee guida emanate nel 2017
di Lara Figini
cronaca 20 Dicembre 2016
L'accesso alle cure dentali non è garantito per tutti gli statunitensi e, messi a confronto con altre dieci nazioni economicamente sviluppate, gli Usa mostrano gravi carenze in termini di...
approfondimenti 20 Giugno 2016
La salute orale ha un impatto rilevanti sul benessere complessivo delle persone: se c'era bisogno di conferme, la più recente arriva dagli Usa, dove la American dental association (Ada) ha...
La battaglia per la riforma della Sanità americana, condotta dal presidente Barack Obama, ha messo in luce i limiti del sistema nazionale, soprattutto per quanto riguarda la salute orale e in...
odontotecnica 17 Maggio 2021
IntroduzioneL’ancoraggio palatale sta diventando una tecnica sempre più diffusa in ortodonzia. Tale procedura consente di avere ancoraggio pressoché totale per le...
O33ortodonzia-e-gnatologia 23 Giugno 2020
Il morso aperto è considerato come una deviazione nella relazione verticale delle arcate dentali mascellare e mandibolare, caratterizzata da una mancanza di contatto tra segmenti...
didomenica 09 Aprile 2017
Quasi mai le leggi sono chiare, da sempre lo diciamo e la conferma arriva poi dalla necessità di spiegarle attraverso circolari o peggio ancora affidare alla magistratura, con le sentenze, la...
approfondimenti 04 Aprile 2017
Come riforma della responsabilità medica fino a una settimana fa si parlava di "ddl Gelli", e in Senato prima ancora "ddl Bianco" dai nomi dei relatori. Ora la legge c'è, si chiama...
interviste 17 Marzo 2017
E' certamente l'ospite internazionale più atteso del prossimo IX Meeting Mediterraneo AIOP in programma il 7 - 8 Aprile a Riccione.Pascal Magne è uno dei punti di riferimento...
approfondimenti 03 Luglio 2026
Il minidossier finanziato da AIFA evidenzia un uso frequente della profilassi antibiotica anche quando non indicata e richiama la necessità di rafforzare monitoraggio e formazione...
cronaca 18 Giugno 2026
Obiettivo sensibilizzare i cittadini sull'importanza della prevenzione delle carie, della corretta igiene orale e dei controlli periodici dal dentista, con indicazioni pratiche...
Aziende 26 Luglio 2026
Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...
Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili
O33Approfondimenti 24 Luglio 2026
Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale
Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...
O33Normative 24 Luglio 2026
Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...
Cronaca 23 Luglio 2026
Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”
Approfondimenti 23 Luglio 2026
In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...
Approfondimenti 23 Luglio 2026
La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...
Lettere al Direttore 23 Luglio 2026
Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale
Cronaca 22 Luglio 2026
La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria
Approfondimenti 22 Luglio 2026
Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...
Approfondimenti 22 Luglio 2026
L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti
Cronaca 21 Luglio 2026
“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria
Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"
